Sarri non torna in panchina
e aspetta altri 2,5 milioni dalla Juve

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Pino Taormina
Sarri non torna in panchina e aspetta altri 2,5 milioni dalla Juve

Lo strano destino di Maurizio Sarri. Appena c'è una panchina che traballa, ecco che spunta il suo nome: a Roma, dove pare che sia di nuovo in bilico il posto di Fonseca, e alla solita Fiorentina, dove sembra che la fiducia a Prandelli da parte di Commisso non sia più a tempo indeterminata (anche se provate voi a giocare con Ribery in quelle condizioni). Anche a Madrid, dove Zidane è a picco, spunta il suo nome: è sesto tra i favoriti (quota: 10) in una lista di candidati guidata da Allegri. In ogni caso, ogni crisi sarebbe buona per spingere Sarri a lasciare la casa in Toscana e a bussare alla porta della Juventus per chiedere la rescissione anticipata del contratto che scade il 30 giugno. In realtà, sono tutti fuori strada: nel senso che se c'è davvero qualche club che ha questo tipo di pensiero, ovvero di ingaggiarlo, meglio che rinvii il discorso a giugno. Perché Sarri non solo non ha intenzione di tornare ad allenare in questo inverno (c'è anche il discorso dell'ansia per gli stadi vuoti e per la pandemia), ma non pensa affatto di fare un favore alla Juventus rinunciando alla clausola da 2,5 milioni di euro che il club bianconero gli dovrà versare il 30 aprile quando Andrea Agnelli gli comunicherà che non scatterà il terzo anno di contratto. Nessuno sconto, è scritto nel contratto che deve incassare la penale per la rinuncia da parte del club all'opzione sul terzo anno e la pretende. Anche alla Juventus sono rassegnati all'idea che Sarri non tornerà in pista a stagione in corso e che dovranno pagare lo stipendio fino a giugno. Con clausola inclusa. Non si sarebbero messi di traverso a Torino se fosse arrivata la richiesta di risoluzione anticipata del contratto ma, tranne che a ottobre, Sarri non ha più parlato di questo argomento con i dirigenti della Juventus. E adesso non ne ha alcuna intenzione.

 

Studia, si aggiorna, vede partite su partite. Soprattutto la Premier. Il ritorno in Inghilterra sarà la sua priorità ma a patto che trovi un progetto serio e una società che condivida in pieno le sue idee di calcio: non solo quelle del giorno della partita, ma soprattutto quelle dei giorni di allenamento, quando Sarri punta tutto su interminabili sedute tattiche. Che sono al centro del suo modo di vedere il calcio. Dunque, né Roma, né Fiorentina né altro. Ovviamente, adesso. Per capire dove andrà ad allenare Sarri bisognerà aspettare la primavera. Quando sarà libero, o quasi, dalla Juventus. 

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