Sibilia presenta la sua Federcalcio:
«Non sarà il libro dei sogni»

Mercoledì 13 Gennaio 2021 di Francesco De Luca

Cosimo Sibilia, 64 anni, deputato avellinese di Forza Italia, figlio di don Antonio, l'uomo che portò l'Avellino in serie A e scrisse pagine di storia del calcio di provincia, è stato al fianco di Gabriele Gravina al vertice della Federcalcio. Vice presidente vicario federale. Ma adesso lo sfida. Il 22 febbraio lui e Gravina saranno avversari nell'assemblea che designerà l'uomo che guiderà per un quadriennio la Figc. Fino a un anno fa - prima della pandemia - si ipotizzava un passaggio di consegne perché prima dell'elezione del 22 ottobre 2018, dopo la fase commissariale, ci sarebbe stato un accordo tra Gravina e Sibilia, alla presenza di un ex presidente federale. Si dice vi fosse anche un documento scritto. Ma Sibilia non è entrato in polemica, né ha rivendicato quel “patto”, presentando la sua candidatura.

«Mi candido alla presidenza della Figc per rispetto di coloro che hanno deciso di riporre in me la loro fiducia. Qualcuno ha ironizzato sui tempi di presentazione della candidatura, vorrei ricordare che la Lega Dilettanti è stata costretta a svolgere 23 assemblee in poco più di tre giorni. Ho dovuto per forza aspettare che si concludessero per avere le necessarie indicazioni. Io sono uno che rispetta le regole e sono abituato a consultare chi rappresento», ha spiegato il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, un mondo che conta un milione di tesserati e dodicimila tesserati, il 34 per cento all'interno del sistema calcistico italiano. 

Il documento della candidatura - sostenuta dal 75 per cento dei delegati - è di 30 pagine, in cui si parla di governance, attività sportiva, riforma dei campionati, giustizia sportiva, attività dilettantistica e giovanile, calcio femminile e altre discipline, formazione e attività sociali e culturali. «Non ho voluto presentare un libro dei sogni, dove inserire tutto e il suo contrario nel tentativo di acquisire consensi. Del resto, dovrà essere compito del nuovo consiglio federale, nella sua indispensabile collegialità, procedere alla realizzazione delle riforme e dei singoli interventi grazie all’apporto di tutte le componenti federali. Ho voluto promettere poco cercando di indicare la strada per una concreta realizzazione degli obiettivi». Le riforme - sottolinea Sibilia - non sono più rinviabili, così come è opportuna un'armonizzazione della macchina della giustizia sportiva, perché «anche di recente, si è assistito all’adozione di decisioni a dir poco contrastanti l’una dall’altra». Il riferimento al commissariamento della divisione calcio a 5, annullata dalla giustizia federale e convalidata dal Collegio di saranzia dello Sport del Coni.

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