Italia, Spalletti: «Convocati fatti all’80%. L'altro 20% è per chi dimostra di volerci essere. Scamacca? Se gioca così...»

«Non vedo l'ora di condividere questa esperienza con gli italiani»

Italia, Spalletti: «Convocati fatti all’80%. L'altro 20% è per chi dimostra di volerci essere. Scamacca? Se gioca così...»
di Alessandro Angeloni
Martedì 14 Maggio 2024, 15:17 - Ultimo agg. 16:00
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Luciano Spalletti fa i conti con la sua Italia e con quei 26 che in Germania, tra un mese, dovranno difendere il titolo di campioni d’Europa. «L'80% della rosa è fatta, ma poi c'è una finestra del 20% in cui siamo sempre pronti ad abbracciare chi vuole starci dentro o far uscire chi pensa che la nazionale sia un giochino personale», le parole del ct alla presentazione di VivoAzzurro Tv alla Lanterna di Fuksas. «C'è bisogno di appartenenza, di italianità. A quelli che restano a casa dobbiamo dimostrare questo ed essere all'altezza della situazione. I tifosi non devono avere la sensazione di avere a che fare con bambini viziati, ma con ragazzi serissimi, con professionisti esemplari». Tra questi c’è, ci sarà, Gianluca Scamacca, che proprio il ct in un recente passato aveva punito per certi comportamenti che sono andati al di là delle regole. «Se le prestazioni sono queste diventa difficile». Difficile dover escludere altri, ma fa parte del gioco. «Ricordiamoci che sono io quello che lo ha fatto giocare nelle partite fondamentali, prima di qualificarci. Poi Retegui ha fatto vedere di essere un buon calciatore, Raspadori lo conosco benissimo, Lucca sta crescendo per le qualità che ha... Abbiamo ancora qualche potenzialità che ci può mettere a posto alcune cose e serve essere attenti. I dubbi? C'è una piccola percentuale. Bisogna avere dubbi fino in fondo, in alcuni casi ci sono messaggi chiari, puliti, per quello che certi ragazzi possono mettere a disposizione. Alcuni devono ancora mettere a posto la pressione che poi subiscono o alcune problematiche che ci possono essere singolarmente. Per dare il meglio di noi stessi si deve stare bene nell'ambiente interno e nell'ambiente esterno. Queste squadre che sono nelle finali europee ci portano ancora qualcosa in più, dobbiamo puntare a una creazione di uno stile di calcio italiano. Lo zoccolo duro c'è, quello del giocare a campo aperto sulle ripartenze come avveniva un tempo, ma c'è anche qualcosa di diverso come hanno fatto vedere Atalanta e Fiorentina».
Saranno trenta i convocati nella prima fase (che comincia il 31 maggio a Coverciano, convocazioni il 20 o il 21), che arriva fino al 10 giugno, giorno della partenza per la Germania. A rischio Zaniolo, che l’altra sera ha riportato un problema al metatarso. Chi parteciperà al recupero tra Atalanta e Fiorentina raggiungerà direttamente la Nazionale il 6. «Essere campioni in carica è uno stimolo, anche loro nel 2021 non erano i più forti sulla carta. Poi sono diventati una squadra speciale, come diceva Gravina. Qualcuno ogni tanto può pensare che si dipenda da lui. Ma si dipende dalla disponibilità collettiva. Quando ho dovuto prendere delle decisioni, magari fuori non erano condivise ma dentro abbiamo fatto il risultato che dovevamo fare. Io vinco se riesco a creare una squadra. Non voglio essere tuo amico se ti do la maglia della nazionale». 

IL MESSAGGIO

Dopo la mattinata vissuta alla Lanterna di Roma, Luciano Spalletti ci invia un messaggio, E' per gli italiani.

"Non vedo l'ora di vivere e di condividere questa esperienza degli europei con tutti gli italiani.

Non vedo l'ora di trasmettere ai miei giocatori la stessa emozione, la stessa passione. Qualunque sarà il risultato voglio che gli italiani siano fieri di noi, vogliamo essere un esempio positivo di appartenenza e di italianità. Questo Paese ne ha bisogno e vogliamo dimostrare di esserne consapevoli, vogliamo mostrarci all'altezza, al di là di come il pallone traccerà le nostre storie e i nostri destini. "SIAMO ORGOGLIOSI DI VOI È IL PIU BEL ATTESTATO CHE ASPIRIAMO A RICEVERE AL NOSTRO RITORNO "

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