Italia, sfogo Ventura sei mesi dopo:
«Io, delegittimato da Tavecchio»

Domenica 27 Maggio 2018

Gian Piero Ventura dice la sua a un giorno dalla prima di Mancini. L'ex ct spara contro la Federazione, che lo ha "delegittimato". «Un minuto dopo la sconfitta contro la Spagna tutti chiedevano le mie dimissioni, c'è stata una delegittimazione esterna devastante che ha condizionato il prosieguo. La delegittimazione interna c'era già stata quando è stato nominato un altro direttore tecnico e non io come mi aveva proposto l'allora presidente Tavecchio»: così l'ex ct azzurro Gian Piero Ventura, ospite di Fabio Fazio a 'Che tempo che fa« parla della sua esperienza alla guida degli azzurri e della mancata qualificazione ai Mondiali. »Ho sbagliato a non dimettermi subito dopo Madrid, l'ho fatto dopo la Macedonia ma le mie dimissioni sono state respinte. Me ne sarai andato dopo la Svezia, anche in caso di qualificazione. Poi non l'ho fatto. Ma dopo la Svezia io solo ci ho messo la faccia e sono diventato il capro espiatorio di un sistema che non funzionava»

«Non è vero che ho abbandonato il ritiro, è una cosa da querela - aggiunge Ventura  - Questo dà l'idea del clima che c'era prima della partita con la Svezia. Era impossibile da gestire per me. Sono diventato il capro espiatorio di tutti i mali del calcio. Con la Spagna e con la Svezia, le uniche sconfitte subite in un anno e mezzo». «È difficile immaginare i Mondiali senza l'Italia - le parole di Ventura - Porterò per sempre questa sofferenza dentro di me, spero che Mancini sia messo in condizione di lavorare. Gli auguro di poter avere a che fare con delle persone che dicono quello che pensano, cosa che a me non è capitata. Tiferò Italia fino alla fine». Ventura ha comunque voglia di rimettersi in gioco: «Voglio ancora allenare, ho voglia di rimettermi in gioco - conclude - 3 mesi non possono cancellare 35 anni di carriera. Voglio dare risposte sul campo e non a parole, spero di avere la possibilità di tornare».

Ultimo aggiornamento: 23:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA