Verona super: Borini e Pazzini su rigore ribaltano Ronaldo, Juve al tappeto 2-1

Sabato 8 Febbraio 2020

La musica è suonata dal Verona: la Juventus ascolta, s'inserisce ogni tanto (due legni, il vantaggio di Ronaldo) poi lascia che il ritmo di Amrabat e soci prenda il sopravvento. Non è dato sapere, oggi, che impatto avrà questa serataccia sugli esiti dello scudetto, ma la vittoria dell'Hellas neopromosso, per una notte dentro l'Europa, è rumorosa. Il piano di Juric, alla vigilia, era facilmente intuibile: accettare il possesso palla della Juventus, sperando si rivelasse sterile, e chiudere ogni via centrale per poi sfogarsi con i ribaltamenti e le corse in fascia. C'è riuscito fin troppo facilmente, il Verona. Ma a stupire è pure il fatto che, al Bentegodi, per molti tratti la partita l'abbia fatta direttamente l'Hellas, con la Signora a punzecchiare giusto in contropiede. Le mosse decisive di Juric? Mettere il falso nueve a uomo su Pjanic, piazzare due mastini come Amrabat e Veloso su Bentancur e Rabiot, pressoché a uomo, e sfruttare le scalate di Faraoni e Lazovic per aiutare i centrali su Douglas Costa e Ronaldo. La Juventus è stata la stessa, in partenza, che aveva liquidato la Fiorentina, anche lì senza impressionare, anzi, continuando a destare quell'impressione di un sarrismo a metà: un po' meglio con Dybala per Higuain, nella ripresa, ma la flemma è rimasta più o meno la stessa durante tutto l'arco dei 90 minuti. Se il Verona aveva rischiato di capitolare, nel primo tempo, sui pochi varchi concessi, la Juventus è capitolata su due errori della difesa centrale, cioè del tandem Bonucci-De Ligt. E tutto è successo nel finale, perché il Verona, 10 gol negli ultimi quarti d'ora, è squadra che non muore mai: nella Signora passata dal Bentegodi invece di vita, al netto di Ronaldo, se n'è vista ben poca.

LEGGI LA CRONACA

LA CLASSIFICA

Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 14:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA