Arbitro colpito al volto da un pugno:
sospesa partita di Prima Categoria

Lunedì 27 Settembre 2021 di Giuseppe Mustica
Arbitro colpito al volto da un pugno. Partita di Prima Categoria sospesa in Piemonte

L'episodio è vergogoso. Il gesto altrettanto inqualificabile quanto assurdo. Succede tutto nel campionato di Prima Categoria piemontese, dove un allenatore colpisce al volto con un pugno un giovanissimo arbitro. Partita sospesa ovviamente. Il minimo. Ma rimane il video, che gira sui social. E che dimostra come dopo un anno e mezzo di stop dei campionati dilettantistici nulla è cambiato. La violenza rimane in alcuni casi lì, intatta, che sfocia velocemente. Covata chissà per quanto tempo. Un gesto da condannare nella maniera più estrema. Ma c'è una cosa positiva, l'unica (se mai ce ne fosse una in questo fatto): ed è quella che ci sono le immagini, a differenza di qualche anno fa quando in questi campionati quasi tutto passava in sordina. Adesso con la tecnologia che ha preso il sopravvento, difficilmente qualcosa non rimane sugli smartphone. Meglio così, in queste situazioni. Sarà possibile inchiodare alle proprie responsabilità chi si macchia di un fatto folle. 

 

 

Arbitro colpito al volto da un pugno. Partita di Prima Categoria sospesa in Piemonte

Si giocca a Paruzzaro, in provincia di Novara, la sfida valida per il girone A del campionato di Prima Categoria tra Oleggio Castello e Carpignano. I padroni di casa conducono 2-0 al 18' del secondo tempo. Ma qualcosa va storto. L'arbitro, Andrea Felis della sezione di Torino, estrae un cartellino rosso nei confronti di Giovanni Alosi, tecnico degli ospiti. Questo, a muso duro, si avvicina al giovane direttore di gara - si vede dalle immagini che è un ragazzino - e lo colpisce al volto con un pugno. Triplice fischio immediato, partita sospesa, e pubblico che si scaglia contro il gesto di una persona che in campo dovrebbe portare dei valori. E che invece se ne va via a testa bassa. 

Mano pesante

La mano del giudice sportivo dovrà essere pesante. Pesantissima. Lo sperano tutti. Dopo un anno e mezzo di stop, di settimane passate a casa senza il contatto fisico, senza la bellezza dello spoglatoio, finire una partita in anticipo per questi motivi non può essere accettato da nessuno. 

 

Ultimo aggiornamento: 12:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA