Il calcio dei poveri con l'epidemia:
decine di rinvii e pochi tamponi

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Gianluca Agata
Riaprire gli stadi per raddrizzare una stagione che potrebbe diventare una tragedia se ci si dovesse trovare di fronte ad un nuovo lockdown. Parafrasando Totò: il Covid è una livella ed è di per sé democratico. La differenza la fa chi può affrontare i costi e chi no. Ed allora il calcio di serie C e quello dilettantistico si danno da fare, rimboccandosi le maniche in una stagione in cui il fallimento è dietro l'angolo.

È il grande problema di tutto il calcio dilettantistico. Senza pubblico non ci sono sponsor, senza sponsor non ci sono risorse. «Incassi da botteghino e sponsorizzazioni sono gli unici introiti delle squadre di Lega Pro» e dilettanti, sottolinea il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. «Un altro lockdown sarebbe una tragedia. Per il 20/21 abbiamo previsto una perdita di 80-100 milioni. Se non ci riaprono gli stadi il governo dovrà trovare risorse altrimenti perdiamo un patrimonio sociale». Ma qualcosa si muove. La Feralpi Salò riapre il Lino Turina per 150 posti nel turno infrasettimanale, stessa cosa per la Pistoiese. La Regione Toscana ha, infatti, emanato un'ordinanza che permette la presenza del pubblico al 25% della capienza autorizzata dall'impianto e comunque non superiore a 1000 persone. All'interno dell'iniziativa «#Cvediamopresto», Vicenza e Sambenedettese hanno aderito a una campagna di raccolta fondi tutta social. Un calciatore indossa la maglia del proprio club, palleggia tra salotto e cucina, e lancia la sfida a un calciatore della squadra contro cui avrebbe dovuto giocare in queste ore.

LEGGI ANCHE Juventus, l'Asl porta la Juventus in Procura

La Lega Pro e Federlab Italia hanno siglato un protocollo d'intesa per l'esecuzione di tamponi e test per la ricerca degli anticorpi contro il virus della Sars Cov2 ai tesserati dei 60 club iscritti al Campionato di Serie C. Diversa la situazione in serie D e tra i dilettanti dove non c'è l'obbligo del tampone preventivo, ma si sono effettuati solo test all'inizio del campionato. Considerando che ogni tampone costa intorno ai 50 euro ed un gruppo squadra è composto da quaranta persone, a differenza dei 70 tra i professionisti, ecco che il peso economico c'è e si sente. Ma c'è chi ha fatto di necessità virtù. Come il Montespaccato Savoia (Lazio) che realizza settimanalmente i test sierologici ai propri tesserati e li offre gratuitamente anche ad altre società limitrofe. Grazie alla collaborazione con Medica Group sarà presente una vera e propria stazione di monitoraggio settimanale presso il centro sportivo Don Pino Puglisi. Test che saranno permessi anche alle società del comprensorio.

Il presidente della Lega Cosimo Sibilia ricorda: «Gli interventi ci hanno permesso di confermare i vasti numeri dei quali è composto il movimento dei Dilettanti, e in diversi casi abbiamo assistito addirittura a un incremento delle iscrizioni. Procediamo però con cautela, individuando con attenzione le risposte più efficaci ai problemi legati al Covid per i nostri club».
 
Video

Sabato a mezzogiorno, a seguito del consueto ciclo di tamponi, il Potenza ha riscontrato due positività nel gruppo calciatori. La Asl lucana ha bloccato la trasferta, il che ha portato al rinvio della gara col Palermo con la Lega che ha preso una decisione difforme rispetto a quanto accaduto per Juve-Napoli

Ogni settimana in serie D una decina di partite rinviate e molte di queste non tanto per casi di Covid ma perché tardano ad arrivare i responsi dei tamponi dalle Asl che non hanno un comportamento univoco. C'è chi manda in quarantena solo il positivo, chi tutto il gruppo. Come accaduto in Veneto e Lombardia dove una regione si è mossa in una direzione, l'altra in quella contraria.

Gli spogliatoi dell'impiantistica campana, si sa, sono nella maggior parte dei casi vecchi e fatiscenti tanto che in molti preferiscono fare la doccia a casa. Non come quelli dell' Us Mantovana Junior (Lombardia) che ha installato delle lampade LED «ammazza Covid» all'interno degli spogliatoi, o della Pergolese (Marche) che ha potenziato lo staff della società sia per la sanificazione dei locali sia per la gestione del pubblico, con un sistema di prenotazione del posto.

Il Comitato Regionale Campano è corso ai ripari: tre gironi di Eccellenza da 14 squadre. «Temiamo ulteriori sospensioni - ricorda il presidente Zigarelli - Così potremo riuscire facilmente a gestire il calendario dei recuperi». In Eccellenza sono state rinviate dieci partite su ventuno; due su 35 in Promozione. Con due squadre bloccate Grotta e Ariano. «Dobbiamo convivere. Noi siamo dalla parte delle società». © RIPRODUZIONE RISERVATA