Il Covid e la grande fuga dallo sport:
in Campania 300 mila tesserati in meno

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Gianluca Agata

Trecentomila tesserati e quattromila società. Quando la pandemia finirà e la falce del covid-19 avrà mietuto le sue vittime, lo sport campano potrebbe lasciare sul campo il 30% del proprio potenziale fatto di un milione di tesserati, 600mila dei quali atleti e 13mila società sportive.

La stima non è ufficiale ma è una media di quanto i comitati regionali si aspettano di perdere al termine di questa stagione sportiva già cominciata zoppa. E la stima, sia chiaro, è per difetto, perché, proprio per aiutare le società, le federazioni nella maggior parte dei casi, hanno concesso l'affiliazione alla stagione sportiva 2020/2021 gratuitamente. Il che significa che il tesseramento è stato rinnovato automaticamente ma, presentarsi all'attività, è tutt'altra cosa che verrà verificata solo sul campo.

Sono sicuramente le discipline più colpite in quanto quelle messe sotto accusa dal governo e dall'opinione pubblica nonostante il protocollo sia rigidissimo ed osservato da tutte le società dilettantistiche affiliate al Coni. Le arti marziali, intese come judo, karate, ju jitsu, kickboxing, taekwondo, e discipline similari, contano in Campania 400 società e cinquantamila tesserati, l'ottanta per cento dei quali sotto i sedici anni.

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L'analisi del presidente del comitato regionale Bruno D'Isanto è impietosa. «Abbiamo perso il 70% dei bambini e il 50% degli adulti nonostante controlli ferrei: temperatura, tracciabilità, sanificazione continua. A scuola e nei centri commerciali c'è molto più pericolo di contrarre il virus che non da noi. Siamo il punto debole da attaccare. E allora stiamo valutando una clamorosa protesta a Roma, al Quirinale indossando i nostri judoji».

Rigido anche il protocollo del pugilato che conta di perdere intorno al 30% dei suoi tesserati attualmente divisi in 80 società. «Le palestre hanno sofferto tantissimo - sottolinea Remo Dacierno, facente funzioni del presidente del Comitato Regionale della Fpi - e bisogna ringraziare i maestri se dopo la riapertura hanno ricominciato in grande sofferenza. Quest'anno contavamo di raggiungere quota 1300 tesserati. Ci attesteremo sotto i mille nonostante le palestre abbiano tutte rispettato le normative. Ed anche nelle riunioni si osservano le prescrizioni in maniera scrupolosa».

 

Nella palla ovale la perdita di tesserati ormai è un trend che si attesta intorno al 40% nell'ultimo triennio. Il covid c'entra relativamente perché alla base c'è una variazione alle abitudini quotidiane sociali che rende i ragazzi più sedentari e i genitori alla ricerca anche di un'offerta per loro durante l'ora di sport dei figli.

Tra un mese si partirà più o meno con lo stesso numero di squadre. Ma ci saranno problemi di calendario visto che la Federazione ha imposto la disputa di non più di tre partite ufficiali sullo stesso campo.

Basket e pallavolo vivono in simbiosi. La mancanza delle palestre scolastiche i cui accordi con gli istituti latitano a meno di qualche piacevole eccezione, si fa sentire e la sola pallacanestro si aspetta un calo del 30-35% di società iscritte. Per la pallavolo, diecimila tesserati e 126 società, c'è la soddisfazione di registrare un più 14 di club affiliati in organico, ma la battaglia contro i dirigenti scolastici continua. Il ministero dello sport ha promesso aiuti economici per le sanificazioni, ma i campionati, pur se organizzati dovranno fare i conti con il taglio di squadre. 

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Nel nuoto il tasso di riempimento delle corsie è ridotto del 50 per cento con una logica ricaduta sul numero di tesseramenti che pure è molto importante con oltre diecimila iscritti. L'atletica paga la mancanza di gare. Attualmente sono 123 le società affiliate con 7000 tesserati la maggior parte dei quali sono master impegnati nelle corse su strada, ma l'attività delle gare di massa è completamente ferma e la domanda ricorrente è: «Se posso fare attività sportiva anche da solo e non sono organizzate gare, che mi tessero a fare?».

Per la ginnastica che conta in Campania 130 società per 9.000 tesserati la perdita secca sarà del 15% ma solo per gli agonisti. Il calcio per ora tiene il passo. Sessantamila tesserati, 1300 società, 3000 squadre. In Comitato sono convinti che i numeri rimarranno quelli ed è un mezzo miracolo grazie agli sforzi dirigenziali se sarà così. Isola felice il tennis che conta di mantenere il numero di tesserati e le 174 società.

Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA