Lazio-Pomigliano, suona
la carica Giulia Ferrandi

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Diego Scarpitti
Giulia Ferrandi

Innamorata di Napoli. Gioca al Sud ma è nata a Bergamo e convive a Firenze. Verrebbe da dire: «Viva l'Italia». E da chiedersi: «Cosa ci fa una ragazza lombarda in Campania?». La diretta interessata non ha dubbi. «Segue la sua più grande passione», risponde convinta Giulia Ferrandi, centrocampista del Pomigliano. Domani le pantere (ore 14.30) giocheranno al Campo Aquile di Formello. Esonerata Carolina Morace, debutto sulla panchina biancoceleste del tecnico Massimiliano Catini. «In serie A ho firmato il mio primo gol alla Lazio. Da un cross è uscito un tiro, che si è piazzato all’incrocio. Speriamo porti bene», spiega alla vigilia della sesta giornata la calciatrice granata.

 

In fiducia il gruppo dopo la bella e storica vittoria maturata contro l’Inter allo stadio Ugo Gobbato. «Successo fantastico. Stiamo lavorando tanto con impegno e dedizione. Siamo una squadra unita dentro e fuori dal campo. Questo aspetto farà la differenza. Non ho mai esitato o temuto di non poter fare punti contro le nerazzurre», racconta Giulia. «Vittoria con l’Inter un punto di partenza e non di arrivo. Dobbiamo migliorare ma abbiamo compiuto un passo in avanti. Saremo una squadra da temere», ribadisce.

Protagonista di una cavalcata indimenticabile. «Sono venuta al Pomigliano per rimettermi in carreggiata. Sono arrivata in serie B e abbiamo conquistato una storica promozione in A. Sonno assolutamente felice della scelta fatta e di aver creduto in questo progetto. A tutt’oggi desidero togliermi delle grandi soddisfazioni con questo club», dichiara Ferrandi. Nella memoria scolpita l’impresa realizzata. «Campionato al di là delle aspettative iniziali con un gruppo nuovo. Non era semplice né scontato arrivare così in alto. Sono veramente contenta», asserisce. Maglia non casuale. «Numero 30, legato alla mia data di nascita, nel settembre del 1992, che sento mio ovviamente».

Alle spalle diversi infortuni e poi la rinascita. Rottura del crociato sinistro (2012), poi il menisco sinistro (2016), infine il crociato destro (2017). Non si è mai arresa, non ha mai mollato, è sempre andata avanti. «Ho esordito a 15 anni contro il Tavagnacco (prossimo avversario in Coppa Italia domenica 17 ottobre)». Giocava con l’Atalanta. «Mi ricordo molto bene quel momento, che mi ha permesso di crescere veramente tanto». Trascorsi anche nel calcio a 5. «Alla Luparense. Una scelta che mi ha migliorato dal punto di vista tecnico e tattico, grazie al mister Mario Lovo. Volevo smettere dopo la rottura del primo crociato». E invece una spinta per ulteriori obiettivi. Dal parquet all’Inghilterra dopo un anno e mezzo.

Periodo londinese. «Lavoravo e giocavo: prima il West Ham e poi il Watford, dove ho esordito al Vicarage Road. Il sogno di una vita nel 2016. Ricordi bellissimi da settembre 2015 ad agosto 2016. Ho giocato in seconda e terza divisione». Parentesi internazionale utile, seguito dal ritorno in patria. Sulla gamba destra le iniziali di mamma Fausta e papà Massimo. E una frase di una canzone di Zibba. Ha una sorella Consuelo, più grande di 10 anni. Fidanzata da quattro anni con Andrea, pronipote di Corrado Tedeschi Editore, già fondatore del Partito Nettista o della Bistecca. Il rottweiler Nala un pezzo del suo cuore. «Mi piace leggere, soprattutto romanzi. Colleziono scarpe, in particolare sneakers. Nutro la passione per la radio ed ho maturato un’esperienza con una emittente fiorentina, Lady Radio, insieme ad Andrea Di Salvo, conducendo un programma sul calcio femminile: «Donne in gol».

Una passione che può diventare professione. «Finalmente dal prossimo anno diventeremo professioniste. Ce lo meritiamo. Spero sia l’inizio di un percorso straordinario», auspica Giulia (nelle foto di Nicola Velotti). «Desidero ringraziare il presidente Raffaele Pipola e il direttore Biagio Seno». Si trova bene con il tecnico Domenico Panico. «E’ un allenatore diretto, molto preparato e pretende tanto». Lavora con entusiasmo e ottimismo. «Le prossime partite contro Sampdoria e Tavagnacco saranno sfide importanti», conclude Ferrandi. Prima c’è l’esame Lazio.

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