Napoli femminile, Nencioni saluta:
«Grazie Napoli, mi hai reso migliore»

Mercoledì 4 Agosto 2021 di Diego Scarpitti
Alessandra Nencioni

«Lascio che siano alcune immagini a parlare. Grazie Napoli, è stato un onore!». Si affida agli scatti per salutare l’urbe di Partenope e il club azzurro. Alessandra Nencioni non vestirà la maglia del Napoli femminile nella prossima stagione. Esterna le sue sensazioni il numero 10. «Quello che penso di Napoli e dei napoletani l'ho già scritto in un post qualche tempo fa. Mi hanno adottata: due stagioni fa, quando stavo a Fuorigrotta, e la stagione scorsa che abitavo a Pozzuoli. E nell'adottarmi, nell'essere generosi, calorosi e ospitali, mi hanno resa più aperta e solare», spiega la calciatrice di Firenze

Sole e mare. «Napoli mi ha fatto bene, in generale, perché penso di essere cresciuta molto dal punto di vista umano, ancor di più come calciatrice: e per me questo è molto più importante», prosegue Alessandra. Sorrisi e amicizie sul rettangolo verde e non solo. «Ho conosciuto persone meravigliose: Mimmo e Veronica, Luigi, Laura, Vittorio e «Marionz», Genny e tanti altri, di cui magari non ho mai saputo il nome ma che sono stati dei punti di riferimento fuori dal campo». 

Biennio significativo all’ombra del Vesuvio. Indimenticabile cavalcata trionfale in serie A e salvezza conquistata all’ultima giornata a Barra: imprese sportive davvero non facili. Indelebile l’abbraccio con Federica Cafferata, così come quello con l’estone Vlada Kubassova e la tedesca Vivien Beil. «Non bisogna dimenticare le due stagioni calcistiche: compagne di squadra, persone dello staff tecnico, medico e dirigenziale hanno arricchito la mia esperienza a Napoli», sottolinea il centrocampista 1989. 

 

Tempo di saluti, anche con il suo conterraneo, il tecnico Alessandro Pistolesi. «Ringrazio tutti ma in primis il presidente Lello Carlino, che mi ha aperto le porte della sua squadra, e l'ex direttore sportivo Gianni d'Ingeo, perché, in fin dei conti, è merito suo se sono capitata a Napoli: mi ha tartassata di chiamate per un mese intero pur di convincermi», osserva Nencioni, che volge lo sguardo altrove. «Grazie Napoli femminile, grazie Napoli!».

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