CORONAVIRUS

Formula 1, il Circus va in apnea:
sei mesi a tutta velocità per il titolo

Domenica 10 Maggio 2020 di Giorgio Ursicino
Il Circus va in apnea: sei mesi a tutta velocità per assegnare il titolo
Il lockdown in Formula 1 durerà fino a tutto giugno, poi si disputerà una stagione quasi intera in meno di sei mesi. Di ufficiale non c’è quasi nulla, il nuovo scenario dovrà essere ratificato dalla Federazione. Liberty Media, però, ha lavorato sodo per salvare il giocattolo perché l’esigenza non era tanto quella di incoronare il campione 2020, ma di far ripartire il Circo e mandare in onda lo spettacolo quasi per intero. Senza show, infatti, non c’è liquidità e questo è particolarmente pesante per i team in un periodo in cui l’equilibrio economico era già in bilico e stava prendendo sempre più piede lo spettro del “budget cap”. Un problema che ha sfaccettature diverse ma che riguarda un po’ tutti.
 
Le piccole squadre che senza entrate rischiano di fallire, ma anche le scuderie più ricche e famose che hanno alle spalle i veri costruttori alle prese con criticità ancora più grandi sotto l’aspetto produttivo e dei mercati.

Insomma, quello di non restare a casa non è un vezzo, ma una vera necessità. È ancora vivo il ricordo delle conseguenze che lasciò in F1 la precedente recessione globale avvenuta poco più di dieci anni fa, quando la crisi finanziaria esplosa negli Usa che poi contagiò mezzo mondo spinse al ritiro colossi come la Toyota, la Bmw, la Renault, la Honda e la Jaguar. Sul programma quasi ultimato di ripartenza continuerà ad incombere il virus che fermerebbe tutto di nuovo se dopo l’estate dovesse tornare all’attacco. Gli organizzatori hanno mostrato incredibile flessibilità e disponibilità, sia la Fia, sia Liberty Media, sia, soprattutto, gli impianti dove si svolgono le gare. Una maniacale attenzione verrà dedicata alla sicurezza dei protagonisti, almeno all’inizio verranno coinvolte solo le persone strettamente indispensabili a mettere in piedi l’evento.

Non ci sarà il pubblico, quasi probabilmente non ci saranno i media ed anche i team saranno autorizzati a portare solo l’organico indispensabile. Molto avanzate le procedure di controllo sanitario e gli spostamenti, velocissimi da un gran premio all’altro, avverranno con charter e voli privati. Una macchina davvero complessa che non può permettersi il minimo intoppo. 

Si parte il 5 luglio da Zeltweg, ai piedi delle Alpi. Una scelta non casuale: il circuito di Spielberg è di proprietà del boss della Red Bull che, pur di vedere i bolidi correre in casa sua, non va per il sottile se bisogna spendere qualche dollaro in più. L’Austria, inoltre, vuoi per bravura vuoi per fortuna, è stata quasi del tutto graziata dal coronavirus. La settima dopo, il 12, seconda gara ancora a Zetwelg, con piloti, tecnici e meccanici che trascorreranno almeno 10 giorni all’aria di montagna. Da lì, di corsa a Silverstone dove il 19 si disputerà la prima delle gare britanniche, seguita il 26 dalla seconda. Due settimane di respiro e si approda a Montmelo: il 9 agosto si corre a Barcellona, sulla pista dove si disputano tutti i test invernali. Ancora 15 gironi di break e il 23 agosto la sfida è all’Hungaroring, sulle colline alla periferia di Budapest. A quanto pare, Monza, senza pubblico ma spinta dalla sua tradizione e dal suo fascino, è riuscita a salvare la data del 6 settembre. Invece di precederlo, il GP del Belgio seguirà il Gran Premio d’Italia, il 13 a Spa. Senza prendere fiato prua a Est, in ex Unione Sovietica: il 20, Baku in Azerbaijan, il 27 a Sochi in Russia. Ancora gare tutti i weekend anche se si cambia continente: il 4 ottobre Shanghai in Cina, l’11 Suzuka in Giappone. Una domenica di pausa, quindi si corre ad Austin, in Texas, il 25 e poi il giorno dei Santi in Messico dove la Capitale ospita la giostra il 1° novembre. Via alle quattro tappe finali con cinque battaglie: l’8 San Paolo in Brasile, il 22 Hanoi in Vietnam (è la prima volta), il 29 novembre e il 6 dicembre Sakhir in Barhain per chiudere poi i giochi a Yas Marina ad Abu Dhabi. Ultimo aggiornamento: 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA