Hamilton torna padrone: pole
in Qatar, nuovo motore fa differenza

Domenica 21 Novembre 2021 di Giorgio Ursicino
Lewis Hamilton con la sua Mercedes durante le qualifiche in Qatar

Un duello infinito. Anzi, decisamente più d’uno. È il bellissimo Mondiale di quest’anno che, quando sembra imboccare una direzione, va immediatamente dall’altra. Ora il gioco si fa entusiasmante, quando mancano solo tre gare alla fine e un massimo di 78 punti da mettere in cassaforte. Un bottino sufficiente a tenere tutto in ballo e a non azzardare nessun pronostico su come finirà la sfida. Il rampante Max ha 14 lunghezze di vantaggio che in una situazione “normale” darebbero senza dubbio una certa tranquillità. Di normale, però, in questo caso non c’è proprio nulla. È la prima volta, infatti, che un ragazzo di 24 anni, per quanto fenomeno sia, si trova con il fiato sul collo di un sette volte campione del mondo. L’unico pilota negli oltre 70 d’anni di storia della F1 e più di mille gran premi disputati ad aver già festeggiato cento pole e cento vittorie. In più, entrano in ballo gli altri testa a testa. La gloriosa Mercedes contro la indomita Red Bull. E, più ancora, Toto Wolff ormai schierato di fronte a Christian Horner, due dei più abili (e giovani) team principal che il circo della velocità abbia mai avuto.

Toto e Chris hanno uno stile tutto loro. Sembrano fatti apposta per confrontarsi, alzando ulteriormente la temperatura della battaglia. Cinici e freddi, non alzano mai i toni, neanche nei momenti più infiammati. Sparano però bordate da paura a voce bassa e in tutta tranquillità. Quando sono uno di fronte all’altro sembrano quasi affabili anche se la tensione si taglia con il coltello. Non è da trascurare la guerra fra costruttori che, nell’era della transizione energetica e della mobilità sostenibile, vede una contro l’altra la tecnologia tedesca e quella giapponese. Una partita senza rivincita perché la Honda ha annunciato già l’anno scorso che alla fine di questa stagione si sarebbe ritirata. E quale miglior regalo di andare a casa con il trofeo del migliore. Da parte sua la Mercedes ha dominato l’intera era ibrida non lasciando ai rivali nemmeno le briciole e masticherebbe amaro se fosse battuta proprio sul finale del ciclo.

Nel 2022 si aprirà un’altra pagina e Stoccarda ha l’obiettivo di chiudere questa fase con otto mondiali Piloti e Costruttori consecutivi. Un’impresa neanche sfiorata da alcuno in passato. L’alchimia vuole che ognuno dia il massimo nello scontro. E a tirare fuori il coniglio dal cappello pare sia stato Wolff. Di fronte a questi bolidi poco contano le piste; rettilinei o curve fanno poca differenza. A quattro gare dal termine, con più di 22 punti da recuperare, Toto in Brasile è andato all’attacco, mettendo il suo alfiere nella posizione che adora. Ha montato il quinto motore stagionale, buttando Lewis in fondo al gruppone. È sembrata la mossa della disperazione, la mancanza di affidabilità oltre a quella di prestazioni. Non era così. È bastata una power unit tutta nuova, tarata per fare metà chilometri delle altre, per avere una cavalleria in grado di fare la differenza e portare la Stella di nuovo su un altro pianeta.

A San Paolo, il Re Nero ha giocato con i topolini, ha vinto partendo dalla tribuna, incrinando le certezze altrui. In Qatar, stessa storia, il britannico ha conquistato la pole 102 della sua carriera con quasi mezzo secondo di vantaggio. Mentre continua la “battaglia delle ali” e il povero Max rischia anche la squalifica per aver effettuato il suo giro migliore con la doppia bandiera gialla esposta (cosa vietatissima), Toto e Lewis si strizzano l’occhiolino. Uno deve aver detto all’altro: «Dammi la macchina migliore e ti vinco anche questo Mondiale...». Immediata è arrivata la risposta: «Ecco ragazzo, questa Stella non teme nessuno...». Tanto è bastato per far ritrovare ad Hamilton lo sguardo e l’autorità del killer. Verstappen, invece, si sente spiazzato: «Ma come, avevo la macchina migliore e la piste amiche...». Oggi Lewis scatterà per primo con Max a fianco e Bottas a proteggergli le spalle. Meno bene del solito le Ferrari: Sainz partirà ottavo (Norris è davanti), Leclerc, stranamente, non è riuscito ad entrare in Q3.

Ultimo aggiornamento: 23 Novembre, 11:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA