Il baronetto Hamilton non si ritira
e vuole l'ottavo Titolo in F1

Lewis Hamilton nominato Baronetto dal Principe Carlo
Lewis Hamilton nominato Baronetto dal Principe Carlo
di Giorgio Ursicino
Martedì 28 Dicembre 2021, 14:33 - Ultimo agg. 30 Dicembre, 13:17
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Un Natale sotto le Stelle. La casa di Stoccarda ha archiviato in grande fretta il cazzotto sullo stomaco di Abu Dhabi. A parte la scena fra il comico e il drammatico, che ha assegnato il più ambito trofeo della velocità, alla corazzata non è andata poi tanto male. La Mercedes, è fuor di dubbio, è la protagonista assoluta di questa era delle F1 ed, aver incassato 8 titoli Costruttori e 7 Piloti negli 8 anni dell’era ibrida, si può accontentare. Avesse fatto il doppio “en plein” l’albo d’oro letto dai posteri poteva lasciare dubbi che si trattasse di campionato monomarca (quest’anno si è portato a casa anche i 2 Trofei del Mondiale di FE). In più questa era l’ultima stagione della Honda che ha onorato i rivali con parecchie brutte figure e una competitività solo recente spingendo la Red Bull.

I tedeschi, addirittura, qualche anno fa avevano dato una mano ai giapponesi a capire come funzionava il marchingegno. Infine Hamilton che, se proprio doveva perdere, non poteva scegliere modo migliore: si ricorderanno tutti per decenni che il Titolo 2021 era il suo. Un’ingiustizia per Max che, al di là degli eventi, ha dimostrato di poter essere campione. In realtà la situazione è meno contorta di quanto si possa pensare con il polverone alzato ad arte dallo scaltro Toto Wolff ed incrementato dalle riflessioni di un redivivo Bernie Ecclestone. L’ipotetico ritiro del Re Nero perde consistenza anche perché il diretto interessato non ha mai proferito parola sull’argomento. È stato Toto nel post Yas Marina a ventilare lo spettro per dare vigore all’appello contro la Fia a cui il team non aveva ancora rinunciato. Da parte sua l’ex “padrino”del Circus, con la sua uscita di quello che ne sa una più del diavolo, ad oltre novant’anni tenta di accreditare la sua ennesima giovinezza. Cosa non si fa per la famiglia.

L’ultima moglie di Bernie, l’avvocato-modella brasiliana Fabiana Flosi, è stata nominata vicepresidente della Fia dal nuovo numero uno, l’emiro Mohammed Ben Sulayem, ex pilota da rally ed uomo d’affari validissimo. L’arabo ha sconfitto l’inglese Graham Stoker, sostenuto dal presidente uscente Jean Todt e dagli europei, e sembra voler dare una svolta di business anche alla Federazione, il contraltare di Liberty Media nella governance della velocità. Ecclestone è uscito dalla F1 ma parlargli di affari e come mettere un “esperto” gattone in un covo di topolini. Lewis, in realtà, pare non abbia mai pensato ad appendere il casco al chiodo e lo ha confermato prima di Natale ai vertici Mercedes che non pianificano sui rumors.

Hamilton ha un contratto di altri due anni firmato dopo averci pensato a lungo e non è accaduto nulla di così disastroso da far carambolare la conclusione di una fantastica carriera. Sarà vero che Lewis non tiene molto ai trofei e corre solo per il piacere di farlo. Anche per monetizzare il suo post ritiro vuole diventare l’unico pilota a vincere l’ottavo titolo. Wolff, in numerosi incontri, gli ha mostrato come sarà la Freccia della nuova era. E c’è già qualcuno che teme che torni il dominio di qualche anno fa. È vero, come compagno di banco, c’è l’altro predestinato George Russell, il suo vero erede (è britannico anche lui) che nelle formule minori ha vinto tutto quello che si poteva vincere come Lewis. Come ha trattato Verstappen nelle ultime quattro gare, però, fa intuire che il campione sarà di nuovo lui se avrà la macchina migliore.

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