Sanzullo e il vaccino per gli atleti:
«Non toglieteci il sogno olimpico»

Lunedì 4 Gennaio 2021 di Bruno Majorano

Le acque di Tokyo ora sembrano davvero più vicine. Ne è convinto Mario Sanzullo, napoletano e già qualificato per le Olimpiadi giapponesi nella categoria gran fondo. Anche lui - come d'altra parte tutti gli altri atleti - era rimasto molto deluso dal rinvio dei Giochi a causa della diffusione dell'epidemia da Covid-19. Ora, però, con la produzione del vaccino, le speranze per le gare di luglio 2021 sembrano davvero più concrete.

Come ha preso la notizia dell'arrivo del vaccino?
«Come se avessi vinto una medaglia. Perché adesso non penso ci sia più la chimera di un ulteriore rinvio».

C'è però il rischio di un'Olimpiade in bolla... 
«Sarà una novità, questo è certo. Non sarà un'Olimpiade come tutte le altre, ma sarà pur sempre un'Olimpiade. Anche se ci saranno le mascherine e si dovranno mantenere le distanze di sicurezza». 

Ma torniamo al vaccino: lei pensa che voi atleti dobbiate avere la priorità in vista dei Giochi?
«Priorità mi sembra eccessivo, perché ci sono categorie molto più bisognose di noi, però spero che il nostro turno arrivi presto. Non toglieteci il sogno olimpico. L'obiettivo è normalizzare tutto e raggiungere la fatidica data di esordio visto che hanno già rimandato di 12 mesi: speriamo che questa sia la volta buona». 

Come sono stati mesi di allenamenti in lockdown?
«A marzo, durante il primo lockdown, ci siamo fermati quasi completamente.Sono pochissimi gli atleti che si sono potuti allenare, e infatti io che solitamente sono a Roma, ho fatto ritorno a Napoli e sono stato fermo un mese e mezzo. D'altra parte noi nuotatori abbiamo bisogno della piscina, non bastano allenamenti a corpo libero: dobbiamo sentire l’acqua tra le dita. Da settembre, però, le strutture federali sono rimaste aperte e infatti io ora sono a Roma». 

Dove solitamente vive con suo fratello...
«Anche lui è un nuotatore, ma proprio di recente è risultato positivo al Covid. È successo tutto dopo gli assoluti di Riccione 17-18-19 dicembre. Al rientro a Roma non si è sentito bene, ha fatto il tampone ed ha scoperto della malattia».

E lei?
«Per me è stato un bello spavento perché avevamo viaggiato insieme in auto senza di ritorno da Riccione senza mascherina perché siamo convinenti. Lui è stato messo subito in isolamento mentre io, per fortuna, sono risultato negaotivo al doppio tampone».

Ora suo fratello come sta?
«Ha avuto solo un giorno di febbre e per fortuna ora sta bene». 

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