Tokyo 2020, Vanessa Ferrari, la finale più bella: «Ora mi gioco tutto»

Lunedì 26 Luglio 2021 di Mario Nicoliello
Tokyo 2020, Vanessa Ferrari, la finale più bella: «Ora mi gioco tutto»

La Farfalla vuole volare più in alto di tutte. Pur esibendosi nella suddivisione mattutina, quella in cui per definizione le giurie sono di manica stretta, Vanessa Ferrari stampa un eccezionale 14.166 al corpo libero, punteggio addirittura superiore al 14.133 di Simone Biles: sognare il podio adesso non è più un’utopia. Le medaglie al tappeto si assegneranno lunedì 2 agosto, ma nel frattempo la ginnasta bresciana si esibirà già domani nella finale a squadre. 
Vanessa, è contenta della sua prova?
«Molto, perché ho fatto tutto quello che potevo e volevo fare. Ho bloccato l’arrivo, azzeccato i salti artistici, completato il giro, più di così era impossibile. Sapevo che se avessi eseguito l’esercizio giusto sarebbe arrivato un buon punteggio, ma essendomi classificata come prima mi rende felice. Sono solo le qualificazioni, ma aver battuto per una volta la Biles è stupendo. Era uno degli obiettivi che mi sarebbe piaciuto raggiunge e qui ce l’ho fatta. Cercherò di restare serena e di godermi le prossime gare. Essere arrivata qui per me è già tantissimo»”.
Si aspettava questa votazione così alta?
«A Doha aveva racimolato un decimo e mezzo in più, ma qui siamo alle Olimpiadi, non alla Coppa del mondo, la giuria è diversa e soprattutto mi sono esibita in mattinata quando di solito i voti sono più bassi. Mi sono emozionata dopo la gara, perché tutto quello che avevo in mente l’ho realizzato. Qui a Tokyo penso principalmente a divertirmi».
“Con te partirò” come colonna sonora ha influito sul risultato?
«La musica di Bocelli mi ha aiutato nell’interpretazione della coreografia. Con questo motivo riesco a esprimermi col viso. Da questo punto di vista sono migliorata, ora il mio corpo libero è davvero di livello su acrobazie, elementi artistici, coreografia e interpretazione».
Per acciuffare la medaglia pensa di farcire l’esercizio con ulteriori difficoltà?
«Prima della finale valuterò con Enrico Casella cosa fare. Voglio giocarmi tutto e essere davanti a tutte le altre godendomi la gara. Sono già stata quarta due volte, a Londra e a Rio, quindi stavolta preferirei rischiare, sbagliare e arrivare ottava, anziché fare l’esercizio buono e non salire sul podio».
La settimana scorsa Simone Biles era intervenuta per spegnere le accuse di razzismo nei suoi riguardi. In qualificazione lei ha fatto meglio della statunitense, se lo aspettava?
«Non ho seguito la prova della Biles perché siamo tornate al villaggio appena finita la nostra rotazione, ma essere davanti a lei mi riempie di felicità. Simone è stata carina a intervenire sulla vicenda delle accuse di razzismo e a metterci una pietra sopra. A me è dispiaciuto, non solo che abbiano sbagliato persona, perché io non centro nulla, ma anche che la storia sia stata tirata fuori a distanza di anni. Chi doveva chiedere scusa lo ha già fatt».
In questi giorni si sta parlando molto delle tute delle ginnaste tedesche. Che idea si è fatta?
“Molto semplice: quel body a me non piace, quindi se dovessi scegliere non lo metterei. Se però a loro piace che lo indossino pure”.
Ad ottobre compirà 31 anni eppure è ancora protagonista in pedana. Ritiene che l’età media delle atlete sia destinata ad aumentare?
«Penso che gestendo i problemi fisici e impostando la preparazione nel modo corretto, anche oltre i 30 anni si può fare sport ad alto livello. Da un lato ci saranno più difficoltà legate al recupero, dall’altro però l’esperienza potrà aiutare».

 

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