Zakia e Hossain, fuga caos di Kabul per le Paralimpiadi di Tokyo: il sogno diventa realtà

Martedì 31 Agosto 2021 di Raffaele Alliegro
Zakia e Hossain, fuga caos di Kabul per le Paralimpiadi di Tokyo: il sogno diventa realtà

La guerra. Il caos all'aeroporto di Kabul. Tutto sembrava ostacolare il loro sogno: partecipare alle paralimpiadi. Ma alla fine ce l'hanno fatta. L'atleta paralimpica Zakia Khoudadadi è riuscita a partire dall'Afghanistan e a raggiungere Tokyo e il villaggio olimpico, pronta a gareggiare nel taekwondo. E con lei c'era anche il compagno di squadra Hossain Rasouli, che ha condiviso attese e sollievo con altri atleti del loro Paese partiti con un aereo militare australiano.

 

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Il lieto fine

 

Rasouli ha già debuttato alle paralimpiadi. Non essendo riuscito a raggiungere Tokyo in tempo per partecipare alla sua disciplina, i 100 metri, ha gareggiato nel salto in lungo piazzandosi in tredicesima e ultima posizione. Al termine della gara, nessuna dichiarazione da parte del 26enne, che ha perso la mano sinistra a causa dell'esplosione di una mina. Il portavoce del Comitato paralimpico internazionale, Craig Spence, ha assicurato che l'atleta era «super impaziente» quando gli ha parlato il giorno prima. «Aveva già fatto salto in lungo, ma questa era la sua prima volta in una competizione importante», ha detto Spence.

Zakia Khoudadadi, invece, esordirà giovedì prossimo nel taekwondo. La sua storia ha avuto un lieto fine. Quando, il 16 agosto scorso, il Comitato paralimpico internazionale (Ipc) aveva annunciato che il Comitato dell'Afghanistan non poteva più partecipare ai Giochi, vista la situazione nel Paese, sembrava che il sogno della giovane atleta della provincia di Herat dovesse svanire. Lei però non si è arresa e ha lanciato un appello: «Ho ancora fiducia. Vi prego, aiutatemi a partecipare. È il mio sogno, ho lottato cinque anni per arrivare dove sono». Un appello da cui è partita la mobilitazione che ha coinvolto anche la Fita e il Comitato italiano paralimpico.

Il giorno prima dell'apertura dei Giochi, a Tokyo si era deciso di far sfilare comunque la bandiera afghana. Poche ore dopo era arrivata la notizia che i due, Zakia e Hossain, erano partiti da Kabul con un aereo australiano. Dopo qualche giorno di silenzio, utilizzato dai due atleti per completare a Parigi il loro allenamento, l'annuncio ufficiale del loro arrivo al villaggio olimpico di Tokyo fatto dall'Ipc: «Con il supporto globale di diversi individui, organizzazioni e governi, la coppia di atleti è stata evacuata da Kabul per raggiungere Parigi. Gli atleti si sono allenati nella capitale francese, con il desiderio di competere».

Zakia sarà la prima atleta dell'Afghanistan a partecipare ai Giochi paralimpici da Atene 2004 e gareggerà nella categoria K44 -49 kg nel taekwondo il 2 settembre. Hossain parteciperà anche alla gara di atletica leggera 400m maschile il 3 settembre. «Quel che è successo è una storia pazzesca, un segno di resilienza dello sport paralimpico ed è una gioia immensa», ha commentato il presidente del Cip, Luca Pancalli. «Riempie di gioia il fatto che Zakia e Hossain potranno gareggiare e questo anche perché siamo riusciti con il nostro peso nel mondo a smuovere questa situazione». E il presidente della Federazione italiana taekwondo, Angelo Cito, ha aggiunto: «Il fatto che Zakia sia arrivata al villaggio paralimpico è veramente una cosa bella. Che sia poi la prima donna afghana a partecipare nel taekwondo è un grande piacere. Questa è una grandissima vittoria per lo sport, olimpico e paralimpico».

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 21:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA