Salernitana, Colantuono: «Sampdoria
alla nostra portata»

Sabato 20 Novembre 2021 di Alfonso Maria Avagliano
Salernitana, Colantuono: «Sampdoria alla nostra portata»

Dal 21 al 21, otto partite in un mese tra novembre e dicembre. È il ciclo di ferro che chiude il girone d'andata della Salernitana. «In mezzo ci sarà pure la Coppa Italia che ci scombinerà i piani aggiunge Stefano Colantuono Ma dobbiamo restare agganciati a un certo tipo di classifica, per poi fare il punto nella sosta invernale. Siamo sempre in rincorsa e non in condizione di sottovalutare nulla: Sampdoria e Cagliari sono tappe importantissime, dobbiamo iniziare subito a tirar fuori qualcosa di buono».

Domani i doriani, venerdì in Sardegna, poi la Juve il 30 novembre, Milan il 4 dicembre, Fiorentina l'11, Inter il 17 con in mezzo la coppa a Marassi col Genoa (il 14) prima di chiudere a Udine il 21 dicembre. «Ci aspetta un periodo intenso, avremo poche settimane tipo a disposizione e occorrerà fare diverse valutazioni, visto che si giocherà ogni tre giorni ha detto l'allenatore ieri in conferenza Procediamo step by step. Abbiamo preparato molto bene il match contro la Samp, che arriva in un momento particolare: le nazionali hanno ancora portato in dote degli acciacchi, da quando sono arrivato non ho mai visto il gruppo al completo. Ma dobbiamo giocare nel migliore dei modi e trasformare in fatti quanto provato in queste due settimane di lavoro comunque proficuo. Ho visto il gruppo concentrato, i ragazzi sono impeccabili».

Lo spartito non cambierà, sarà 4-3-1-2 anche domani: «Non possiamo discostarci dal percorso intrapreso che ha dato buoni risultati in alcuni momenti, mentre in altri si poteva fare meglio. Durante la sosta, l'assenza dei giocatori in giro per il mondo ha impedito di provare cose differenti». L'emergenza si sposta in difesa: indisponibili Veseli e Strandberg, al pari dei lungodegenti Ruggeri e Mamadou Coulibaly. L'albanese e il norvegese sono rientrati dagli impegni internazionali con noie muscolari. «Frederic al polpaccio, Stefan all'adduttore. precisa Colantuono Non abbiamo molti margini per recuperare Strandberg. Ha fatto esami strumentali, ma il fastidio è acuto. C'è ancora un giorno, vediamo come evolverà la situazione». Con Zortea a destra e Ranieri a sinistra, per far coppia arretrata con Gyomber sembra tornato il momento di Gagliolo: «Ragazzo serissimo, uno di quelli che ha fatto più Serie A di tutti. Ha giocato spesso con Castori, io ho fatto altre scelte ma non avrei difficoltà a chiamarlo in causa».

Peggior difesa (-26 con Spezia e Cagliari) e peggior attacco (10). I numeri impongono un cambio passo. Per il tecnico, «la squadra però sta dando buoni segnali soprattutto in fase offensiva: due gol nel secondo tempo con l'Empoli, altrettanti a Venezia, poi le buone opportunità contro il Napoli e i due legni con la Lazio. Dobbiamo fare di più, ma tutto sommato ci abbiamo sempre provato. Bisogna essere cinici, perché non hai sempre la possibilità di creare tanto. Abbiamo giocato le ultime due partite contro avversari nettamente superiori. La Sampdoria è più alla portata, c'è possibilità di fare bene». Con Ribéry alle spalle di Djuric e uno tra Gondo e Bonazzoli. Ivoriano favorito, l'ex di turno scalpita ma è pure diffidato. La rifinitura di oggi (ore 10, Mary Rosy) scioglierà gli ultimi dubbi.

Simy deve invece ritrovarsi. «Ci ho parlato, non lo abbandoniamo. Anzi, ce lo teniamo stretto perché nell'arco di un campionato e di una carriera ci sono dei momenti in cui si è meno brillanti, ma non deve essere un problema insormontabile: sono certo che tornerà ad essere quello degli ultimi anni. Ha avuto un percorso travagliato, avrebbe bisogno di continuità», ha affermato Colantuono a proposito del nigeriano. Traballa D'Aversa, collega blucerchiato. «Non so se cambierà modulo, ci siamo preparati sul 4-4-2 ma ha fatto anche il 4-3-3; se cambiasse abito, dovremmo farci trovare pronti. Attenzione all'attacco doriano, mette paura», aggiunge il trainer, che all'Olimpico ha proposto spesso la costruzione dal basso: «Mi piace, se si può, ma non è un dogma. La Lazio ce lo permetteva, anche se in alcuni frangenti abbiamo rischiato. La crescita passa anche dagli errori. Dobbiamo essere camaleontici, si può pure rinviare e attrezzare la giocata sulla seconda palla». Infine, la questione societaria: «Non so se i giocatori soffrano internamente, ma ho esperienza e non li vedo distratti. Non c'è tempo per pensare alle cose extra campo».
 

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