Salernitana, la rabbia di Colantuono:
«Sfortunati, ma ci facciamo male da soli»

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Alfonso Maria Avagliano
Salernitana, la rabbia di Colantuono: «Sfortunati, ma ci facciamo male da soli»

«Ci facciamo del male da soli». Stefano Colantuono non è arrabbiato tanto per la sconfitta in sé, che sulla carta può starci, quanto per il secondo gol realizzato dalla Juventus. «Non possiamo permetterci di subire reti così, se vogliamo restare attaccati alle partite e tenerle vive: potevamo lavorare molto meglio in quella situazione e invece l'episodio ci ha tagliato le gambe», afferma il tecnico in sala stampa. Non ha parlato al gruppo, uscito visibilmente deluso: «Non lo faccio mai a caldo, sennò si rischia di dire cose inesatte; riguarderò la partita e poi alla ripresa faremo due chiacchiere». A sensazione, non saranno tranquillissime.

Anche ieri, dopo Cagliari, il trainer ha mutato più volte modulo durante la partita. Prima il 4-4-2, poi è andato sul 3-5-2. «Avevo pensato anche al 4-3-3 alla vigilia confessa Ho iniziato con la difesa a quattro per non stare sempre a cambiare. Dovevamo fare di necessità virtù, viste le tante assenze. Ho inserito subito Capezzi perché volevo far rifiatare Di Tacchio che ha speso tanto nelle gare precedenti ed immaginavo un elemento più geometrico per giocare di più la palla. Non era in condizioni ottime, lo sapevo, ma lo stesso valeva per Schiavone e Kastanos che si è unito solo alla vigilia al gruppo. Purtroppo siamo contati. Quando siamo passati a tre dietro abbiamo fatto meglio da un certo punto di vista, meno da un altro. Ma siamo costretti dalle circostanze ad essere fluttuanti, tatticamente parlando».

Tra i rimpianti del trainer, anche il palo colpito da Ranieri. Una piccola al cospetto di una big, se vuol rosicchiare qualche punto, non può non sfruttare ogni minimo spazio libero. «Anche la sorte non è con noi, ci gira storto anche questo. Se non erro, siamo una delle squadre che ha colpito più legni in campionato (otto, ndA). Peccato, era un momento della partita in cui ci stavamo affacciando frequentemente in avanti, stavamo creando anche qualcosa di buono, tirando fuori la testa e mettendoci sacrificio. Poi, se nel massimo momento di spinta prendi gol in quel modo, la partita finisce e puoi farci ben poco». Colantuono torna sempre lì, alla grave incertezza di Belec in primis, forse anche di Veseli che lascia passare palla per il tocco morbido di Morata, «perché il calcio vive di dettagli e piccolezze». Non è bastato anche quello del cambio di panchina: ieri sera la Salernitana si è spostata sul lato sud in quella abitualmente occupata dalla squadra ospite. Non per motivi scaramantici, a quanto pare: il regolamento prevede che, essendo l'uscita dal campo separata, le squadre e le rispettive delegazioni siano più vicine al lato individuato. Il club si è adeguato.

«Avevamo preparato la gara per quello che avevamo a disposizione, in un certo modo. Sapevamo che Dybala tra le linee poteva crearci grattacapi, infatti è stato così aggiunge l'allenatore Era previsto che correggessimo in corsa atteggiamento tattico. Mi aspettavo una serata del genere, anche di sofferenza. E mi aspettavo di rientrare in partita nel nostro momento migliore del secondo tempo. Attenzione: magari pareggi e poi perdi lo stesso, però non si sa mai, con l'entusiasmo del pubblico puoi cambiare l'inerzia. Noi rinunciatari in avvio? Non volevamo esserlo, l'impressione l'ha data il fatto di aver affrontato una squadra forte, che ha qualità enorme, palleggia e giocoforza ti costringe ad abbassarti. Una squadra come la Juve non ti permette di stare molto alto, perché se vieni saltato dopo il primo pressing, poi gli avversari vanno in porta». Salernitana ultima da sola, dopo lo 0-0 strappato dal Cagliari ieri sera a Verona. Oggi pomeriggio la ripresa, la salita si fa più ripida: «Lo è come prima, non è cambiato molto, la classifica è sempre quella. Dobbiamo salvarci e cercare di fare i punti quando ci sarà opportunità». Ma quando? Sabato c'è la trasferta a San Siro contro il Milan. Ci sarà Ribéry? «Ha avuto problemi, vediamo se si riesce ad averlo per la prossima», taglia corto il trainer. Il francese è sofferente al ginocchio sinistro, ma dovrebbe rientrare. Ieri sera era in tribuna all'Arechi. È l'unico degli acciaccati che ha speranze di esserci a Milano. Gondo, Strandberg e i lungodegenti Ruggeri e Mamadou Coulibaly resteranno out ancora a lungo.
 

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