Vigorito tra mercato e obiettivo A:
«Benevento cauto ma sognare si può»

Martedì 3 Dicembre 2019 di Luigi Trusio
Il Benevento fa il vuoto sulle inseguitrici e Oreste Vigorito si coccola la sua creatura, che marcia spedita in testa alla classifica a un ritmo insostenibile per le altre pretendenti. C'è attesa e curiosità riguardo a quello che accadrà dopo il giro di boa, ovvero su come si muoverà il Benevento sul mercato di gennaio. La priorità, tuttavia, restano le prossime cinque partite, a cominciare dal Trapani, che Inzaghi già ha messo nel mirino. Il tecnico non vuole cali di tensione e cercherà di tenere la squadra sempre sul pezzo. Il pericolo da scongiurare è quello di sottovalutare l'avversario per la posizione di classifica che occupa, ma SuperPippo sul piano della personalità sa come imprimere la carica necessaria. Il Benevento ha ripreso ieri ad allenarsi: Inzaghi ha suddiviso i calciatori in due gruppi, quello con i titolari, che hanno effettuato un lavoro defaticante, e quello di coloro che non sono scesi in campo a Venezia, che hanno svolto esercitazioni tecnico-tattiche con partitella finale. In gruppo Tuia, differenziato per Armenteros (vittima di un affaticamento) e Volta. Quest'ultimo sembrava fosse giunto alla fine del calvario ma per averlo a pieno regime occorre ancora aspettare qualche altra settimana.

L'ANALISI
Intanto, in prospettiva campagna di rafforzamento, la domanda ricorrente è: come si interviene su una macchina perfetta senza rischiare di incepparla? Tra voci che cominciano a circolare, alcune talmente fantasiose da far sorridere, e il perentorio - quanto sacrosanto - tentativo di Inzaghi di lanciare secchiate d'acqua sul fuoco del toto-nomi («Non voglio sentir parlare di mercato prima dell'ultima partita con l'Ascoli»), prova a rispondere il patron Oreste Vigorito. «Nel valutare i rischi - spiega - è stata fatta proprio quest'osservazione. In questo momento non so neanche se faremo mercato. Quello che ci diciamo adesso può già non valere più domani, perché da qui alla virata di metà campionato mancano ancora diverse partite, oltre che un mese in cui tutto può accadere. Sappiamo che ci tocca fare attenzione, per evitare che una toppa si trasformi in una lacerazione». Vigorito mette in chiaro alcuni concetti basilari che dovrebbero aiutare i tifosi a meglio interpretare mosse e strategie della società. Per il massimo dirigente sarà una finestra di mercato dove operare con le pinze. «Dobbiamo innanzitutto cercare di mantenere gli equilibri. Foggia sa il fatto suo - prosegue Vigorito - e con Inzaghi si confrontano di continuo. Sul piano personale, da qualche anno credo di aver sviluppato una maturità più marcata rispetto al passato. A volte quello che all'esterno può apparire come immobilismo non è da interpretare come tale, ma si tratta solo di maggiore attenzione verso fenomeni che tempo fa ritenevo ininfluenti». Il passato insegna, ed è giusto farne tesoro. «Il mercato di riparazione - precisa - lo abbiamo quasi sempre centrato. Negli anni più recenti sono arrivati Lopez, Viola, Sandro. Tutti calciatori che poi hanno fatto la differenza. Abbiamo sempre avuto questa caratteristica, eravamo indicati come favorita al termine del mercato estivo perché ingaggiavamo elementi di spessore, salvo poi accorgerci di aver commesso degli errori. A gennaio provavamo a ripararli, qualche volta riuscendoci e qualche volta no». L'entusiasmo però è dilagante, e si favoleggia di contatti con Quagliarella, Balotelli, Zaza. Addirittura si è parlato di un tentativo per Ibrahimovic in alcune «bizzarre» ricostruzioni. Ben vengano questi nomi se servono a distogliere l'attenzione dai reali obiettivi. «Nel calcio non bisogna mai commettere l'errore di togliere la favola ai ragazzi. Il calcio ha una sfumatura fiabesca e ognuno la vive con la propria identità. Io credo che i sogni vadano vissuti anche quando non si realizzano, perché generano una sensazione di benessere, di felicità. Se la gente oggi può sognare che questi calciatori possano approdare al Benevento, non vedo perché non consentirgli di farlo. Io la vivo come un complimento, significa che come società abbiamo la possibilità, la forza e l'appeal per poterli ingaggiare. Poi, da qui a prenderli davvero, ce ne passa». Anche a Vigorito, ogni tanto, capita di fantasticare. «Altrimenti non sarei mai venuto a Benevento. Se sono qui è perché in questa città si può sognare tanto e realizzare qualcosa pur sbagliando spesso». Intanto chissà che effetto gli fa sapere che alcuni imprenditori beneventani sono (stati) in trattativa per rilevare l'Avellino: «È meglio che non lo dico».

IL POSTICIPO
Ieri sera, intanto, il Pisa ha battuto 2-0 il Pordenone (che resta secondo a 22 punti e a 9 lunghezze dai sanniti). Decisiva la doppietta di Marconi. © RIPRODUZIONE RISERVATA