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Benevento, dubbi prima dell'esordio
dopo il ko contro il Genoa

Mercoledì 10 Agosto 2022 di Luigi Trusio
Benevento, dubbi prima dell'esordio dopo il ko contro il Genoa

A quattro giorni dall'esordio in campionato, in casa Benevento si avvicinano gli addii di Barba e Ionita e cominciano a suonare i primi campanelli d'allarme. Bisogna ammettere, in verità, che la prestazione di Genova si è mostrata purtroppo in continuità con quanto emerso dalle amichevoli pre-campionato: manovra lenta e prevedibile, giropalla sterile, difficoltà nel contenere le accelerazioni e le combinazioni degli avversari e produzione offensiva col contagocce. Il risultato conta poco, come le decisioni arbitrali che hanno indubbiamente penalizzato i giallorossi, ma l'andamento della partita è stato chiaro e inequivocabile sin dalle prime battute. Da una parte l'atteggiamento propositivo del Genoa, sempre teso ad avanzare in possesso con rapidi movimenti senza palla, dall'altra un Benevento con una difficoltà oggettiva nel trovare fluidità, velocità e combinazioni. Il che ha comportato una difesa spesso in ambasce e sotto pressione, un centrocampo privo di fisicità e reattività, mai in grado di vincere duelli, e un attacco incapace sia di partecipare all'azione che di chiuderla. Occorre altresì ammettere che in questo momento tra gli organici c'è una certa, palpabile differenza, il Benevento ha perso (e perderà) calciatori di un certo spessore e li ha rimpiazzati con giovani che hanno ancora poca esperienza e devono dimostrare valore e funzionalità, per cui sarebbe stato assurdo immaginare un epilogo diverso. Ma quel che preoccupa è il divario che si è visto sul campo, ben più ampio rispetto a quanto si potesse pensare.


Da registrare l'intesa tra Glik e Pastina, con quest'ultimo incerto e macchinoso anche alla luce del fatto che ha giocato appena 12 partite negli ultimi 3 anni, e solo 5 nel torneo scorso (4 da titolare), ma pure evidenziati i limiti di Foulon che non sembra affatto migliorato nella fase di copertura. A centrocampo Viviani necessita di una più solida protezione e fatica a dettare tempi e ritmi per mancanza di smalto e brillantezza atletica. Da rivedere Koutsoupias, mentre ci si augura che Acampora possa ripetere la straordinaria ultima annata, che non ha precedenti nella sua carriera. Un Forte troppo isolato e raramente pericoloso (se non nell'occasione su assist di Koutsoupias nella ripresa) che non è Lapadula e quindi diventa inutile quando vengono riversati in avanti palloni che è costretto a ricorrere o che spesso sono facile preda dei suoi stessi marcatori. Vokic un «pesce fuor d'acqua» e Improta con un ruolo quasi di contenimento a comporre un tridente scollato, discontinuo, privo di spunti e di verve. Fabio Caserta non ha neppure l'alibi di una squadra che gioca insieme da poco tempo: tranne Koutsoupias e Vokic, nove-undicesimi di quelli che sono scesi in campo sono reduci da un intero campionato disputato con lui la stagione scorsa (solo Forte è arrivato a gennaio, ma Caserta lo ha allenato a Castellammare e dunque i due si conoscono molto bene). L'allenatore deve correre ai ripari, facendo capire alla società che urgono rinforzi in ruoli chiave, come il pacchetto di retroguardia e l'attacco, dove serve qualcuno che sia in grado di puntare e saltare l'uomo. La sfida contro il Cosenza di domenica sera è vicinissima, e già in quella circostanza ci si augura di vedere un Benevento diametralmente opposto a quello osservato in Coppa.

Nel frattempo si sono riaperte piste concrete per la cessione di Barba e Ionita. Il difensore sta trattando con il Palermo (è stato richiesto espressamente dal nuovo tecnico Eugenio Corini) con cui sta cercando di trovare l'intesa economica, si ragiona sulla base di un contratto triennale. I rosanero stanno discutendo pure con il Benevento per il prezzo del cartellino e pare che per adesso le parti non siano molto distanti. Il centrocampista moldavo è stato invece richiesto dal Pisa, il cui allenatore, Rolando Maran, lo ha avuto alle sue dipendenze al Cagliari per quasi due anni. Lo scoglio da sormontare è rappresentato dall'ingaggio elevato di Ionita (700mila euro) al quale il Benevento non ha intenzione di contribuire. La trattativa tra i due club è ancora in fase embrionale, ma c'è la volontà di entrambe le parti di chiudere ed è un aspetto non di poco conto. Ionita incide ancora sul bilancio del club giallorosso per circa 330mila euro, per cui anche in questo caso il Benevento non intende realizzare una minusvalenza. Ieri mattina la squadra si è allenata presso il centro sportivo di Bogliasco (Genova) e poi nel pomeriggio è rientrata in città. Oggi riprenderà la preparazione all'«Imbriani».
 

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