Benevento-Pisa, il primo round
Caserta chiama i tifosi: «Ci danno la spinta»

Martedì 17 Maggio 2022 di Luigi Trusio
Benevento-Pisa, il primo round Caserta chiama i tifosi: «Ci danno la spinta»

Il Benevento prova a sovvertire ancora una volta il pronostico per continuare la corsa verso la A. Stavolta lo farà davanti a davanti a circa 11mila spettatori (il dato, aggiornato alle 19 di ieri, è di 9.327 tagliandi emessi, di cui 8.686 acquistati dai tifosi di casa e 641 da quelli ospiti, con la prevendita già chiusa per i toscani), che garantiranno il massimo supporto e la necessaria carica per chiudere il primo round in vantaggio. Dovrebbe essere un partita diversa rispetto a quella di Ascoli, con il Benevento che potrebbe scendere in campo con un assetto più sbilanciato rispetto a venerdì scorso, ma Caserta sembra orientato, al netto di qualche problema di affaticamento e qualche acciacco, a schierare la stessa formazione.

Ci saranno tuttavia assenze pesanti: oltre a Sau e a Forte, che andrà in panca solo per far numero e sostenere i compagni, si è fermato anche Farias per un malanno fisico. «Ad Ascoli la squadra da un punto di vista fisico e mentale ha sprecato abbastanza - spiega Caserta - vediamo quanti acciaccati saremo in grado di recuperare, abbiamo ancora una giornata a disposizione. Sarà una gara un po' diversa rispetto alla precedente, quella era una gara secca, questa si gioca su un doppio turno, ma i miei calciatori non dovranno pensare ai 180 minuti, bensì concentrarsi unicamente su questa sfida altrimenti commetterebbero un errore. Sarà una gara molto difficile, abbiamo il dovere di chiuderla con un risultato positivo, mi aspetto una grande prestazione e sono convinto di poterla ottenere». Caserta punta molto anche sull'entusiasmo che si sta ricreando nell'ambiente. «Si respira finalmente un'aria positiva - continua - questa squadra sta facendo di tutto per riconquistare i propri tifosi. Durante l'annata sportiva allo stadio venivano pochi spettatori a causa di svariati problemi, dalla crisi alla pandemia passando anche per gli strascichi dell'amara retrocessione dello scorso campionato. La gente ha capito che stiamo cercando di fare il massimo, che siamo stati sempre uniti e che il lavoro alla fine paga sempre, questa ventata di ottimismo ci può aiutare, così come pure l'afflusso di persone allo stadio ci darà una spinta non indifferente».

Letizia ha recuperato dal fastidio al polpaccio e sarà disponibile stringendo i denti. Caserta non sembra orientato a escludere il capitano, per cui dovrebbe essere schierato da titolare con la riconferma del tandem Glik-Barba in difesa e di Masciangelo sulla sinistra. L'unico dubbio in difesa è relativo alla riconferma di Kamil Glik ma solo per un fatto di tenuta fisica: il tecnico deciderà oggi, ma se il polacco avrà buone sensazioni verrà riproposto senza alcun problema. «Dobbiamo innanzitutto cancellare il ricordo di quel 5-1, perché può essere deleterio. Quella fu una bellissima partita da parte nostra ma è meglio accantonarla. Si riparte da zero, affrontiamo una squadra forte, che ha fatto un grande campionato. L'idea è quella di cambiare qualcosa rispetto ad allora per non rifare le stesse cose, il Pisa non sarà paragonabile a quello che mettemmo sotto per cui assisteremo a un match diverso. Masciangelo? È un giocatore che non ha paura di giocare questo tipo di partite, ad Ascoli ha fatto molto bene al di là dell'assist per Lapadula, ricordo anche un playout col Pescara nel quale mise a segno il rigore decisivo contro il Perugia». Complici le assenze di svariati componenti dell'attacco, il reparto ruoterà ancora una volta attorno a Gianluca Lapadula.

«Lapadula sta meglio - continua -, la caviglia continua a procurargli fastidio ma ormai riesce a conviverci. Ne ho lette di cotte e di crude su un nostro presunto litigio ma una volta per tutte voglio precisare che a gennaio gli ho detto ciò che pensavo e l'ho fatto anche in pubblico, poi c'è stato il chiarimento e il reintegro da parte della società e per me da quel momento non ci sono stati più problemi. Abbiamo un ottimo rapporto, presto andremo anche a cena, e sono convinto che per noi in questi spareggi può essere un valore aggiunto. Nessun altro è in grado di giocare in scioltezza davanti a 15mila persone, dato che è abituato a farlo davanti a 70mila, lui in B alza il livello e mette in apprensione i difensori, non è come marcare un calciatore qualsiasi». E sulle voci che lo vedevano vicino all'esonero: «Quando i risultati non arrivano è facile dire che ci sono problemi legati allo spogliatoio e nei rapporti tra tecnico e squadra. Io ho letto e ascoltato cose che mi hanno fatto male, ma so che si tratta di rischi del mestiere. Forse qualcuno ha perso di vista quelli che erano gli obiettivi che si era prefissata la società quando mi ha ingaggiato».
 

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