Benevento, febbre playoff:
stadio tutto esaurito con il Pisa

Domenica 15 Maggio 2022 di Luigi Trusio
Benevento, febbre playoff: stadio tutto esaurito con il Pisa

È stata la vittoria di Fabio Caserta. L'allenatore ha deciso di giocarsi la partita più importante a modo suo, prendendosi dei grossi rischi soprattutto nella scelta della formazione: Glik in campo nonostante 40 giorni di stop e 3 soli allenamenti nelle gambe, Masciangelo titolare a 3 mesi di distanza dall'ultima volta, Calò ripescato dopo 5 gare in panca. Tre mosse a sorpresa che hanno lasciato di stucco e fatto storcere il muso a tanti. La pubblica gogna già pronta, la tavola apparecchiata in attesa del «cuonzolo». Alla fine però, ha avuto ragione lui. Il calcio è uno sport meraviglioso anche per questo. Non c'è mai nulla di scontato, nessuno è sconfitto in partenza. Il suo Benevento ha giocato la partita più gagliarda dell'anno al momento giusto. Ha battuto la squadra più in forma del campionato, zittito quasi 11mila tifosi che attendevano da 17 anni quella chance. E lo ha fatto nell'unico modo possibile, ovvero non sottraendosi alla battaglia e calandosi perfettamente nella parte dello sfidante. Un match colmo di tensione, in cui il Benevento, dopo aver saputo incassare diversi colpi, ha trovato la forza di sferrare il gancio decisivo. La squadra ha finalmente reagito alle critiche, tirando fuori quel carattere, quella famelicità che serve per imporsi quando il gioco si fa duro. Serviva una risposta eclatante in termini di personalità, come pure che il gruppo si ricompattasse per passare il turno. Era l'unico modo possibile. I giallorossi hanno dato dimostrazione di forza e convinzione, remando di nuovo tutti dalla stessa parte. 

La cartina di tornasole per capire se è stata pure la vittoria del gruppo sarà la semifinale d'andata. Mancano ancora quattro combattimenti per vincere la guerra. Siamo solo al primo step, ma Ascoli può essere quello determinante, quella scossa a lungo inseguita. Perché Caserta non si è lasciato condizionare da niente e nessuno e ha effettuato una «smazzata», ovvero un mescolamento con conseguente ridistribuzione delle carte. E ha ottenuto un duplice beneficio, perché è come se avesse effettuato anche una sorta di turnover in vista delle semifinali, concedendo un turno di riposo ai vari Vogliacco, Viviani, Insigne, Farias. Ha invertito i fattori e modificato gli equilibri, non schierando l'undici più scontato e atteso, bensì quello che riteneva più idoneo dopo aver valutato ogni singola caratteristica dei suoi: al bando gerarchie e rendite di posizione, non era il caso di puntare su estetica e qualità. Ha messo in campo la squadra più maschia e cattiva, quella con lancia, corazza ed elmetto, usando l'astuzia e spiazzando Sottil. L'ha vinta da stratega, da generale capace di selezionare le truppe migliori da spedire in prima linea. Si è affidato all'esperienza internazionale di Glik, Ionita e Lapadula, avvezzi alle sfide da dentro o fuori. Non a caso il polacco aveva superato la Svezia e conquistato i mondiali giocando la finale benché ammaccato, Lapadula aveva sconfitto il Paraguay guadagnandosi lo spareggio per il Qatar, segnando nonostante una caviglia malandata, Ionita aveva fatto il blitz in Kazakistan con la sua Moldavia, arrendendosi solo ai rigori. Stavolta l'ha studiata nei minimi dettagli: ha scelto la fisicità di Masciangelo, la gamba di Tello, la propensione al sacrificio di Improta, e ha preferito un metodista che tenesse i ritmi bassi, Calò, per placare il furore agonistico degli avversari. Mai risparmiato dalle critiche, l'impresa di Ascoli è il capolavoro di Fabio Caserta, che ha scaricato tutta la tensione accumulata in quell'abbraccio liberatorio con il diesse Foggia, compulsato dalla stessa carica emotiva che il tecnico è riuscito a trasferire ai suoi ragazzi. Emblematico anche il ringraziamento finale del tecnico a Valentina Vigorito, la figlia del presidente, che ha avuto per lui parole di incoraggiamento e sostegno nel momento più complicato.

Ora la doppia semifinale col Pisa: andata martedì al «Ciro Vigorito» (ore 20.30), ritorno sabato 21 all'«Arena Garibaldi - Romeo Anconetani» (ore 18), col Benevento che per approdare alla finale dovrà segnare un gol in più nel computo delle ue sfide. In caso di parità nella somma dei risultati, non sono previsti supplementari e rigori, ma passerebbero i toscani perché terzi e dunque meglio piazzati. Ieri la squadra è rientrata da Ascoli intorno all'ora di pranzo. Niente allenamento, Caserta ha concesso mezza giornata di relax. Si riprende questa mattina, appuntamento alle 9.30 all'Antistadio «Imbriani», domani è già rifinitura. Da verificare le condizioni di Letizia (problema al polpaccio sinistro), Moncini e Sau. Già aperta da ieri la prevendita: la società ha abbassato i prezzi (Curve a 10 euro, Distinti a 15, Tribune a 15 e 25 euro, Under 18, Donne e Over 65 pagano solo 5 euro), file alle ricevitorie, in poche ore sono stati già venduti 2002 tagliandi, di cui (alle 19) 371 per il settore ospiti. 

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