Benevento, scatta l'ora X ma il rientro
in campo slitta di altri 15 giorni

Martedì 28 Aprile 2020 di Luigi Trusio
Il Benevento dovrà star fermo 15 giorni in più rispetto a quanto preventivato. Ma stavolta pare proprio che la data del 18 maggio sia quella giusta. Lentamente, un passo alla volta, Governo e vertici federali stanno trovando la necessaria convergenza. Ormai sembrava chiaro che non ci fosse più tempo a sufficienza per ripartire il 4 maggio, visto che a quest'ora avrebbero già dovuto essere in atto gli screening preventivi sui tesserati. Il protocollo è l'ultimo nodo da sciogliere: il Comitato Tecnico Scientifico che supporta i Ministeri di Sport e Salute lo ha valutato ancora non esaustivo. La Commissione Medica della Figc che lo ha stilato, si è già resa disponibile a rivederlo e modificarlo, recependo le indicazioni dello stesso Comitato, del Coni e riconoscendo la Federazione dei Medici Sportivi quale riferimento scientifico per armonizzare il tutto. Serviranno ulteriori approfondimenti e video conferenze, ma tutto lascia presagire che il 18 si ripartirà. «Lavoriamo per far ripartire il calcio in sicurezza, non per farlo ripartire e basta» ha spiegato il presidente Gravina, che ha convocato il Consiglio federale per il prossimo 8 maggio. Cosa cambieranno queste due settimane aggiuntive per il Benevento? Nulla in termini organizzativi, anzi. Offrono la possibilità di predisporre ogni cosa in maniera razionale e dettagliata, con i tempi giusti e senza fretta.
IL PROGRAMMA
Rimane solo da sciogliere il dubbio sul diktat del maxi ritiro sin dal primo giorno, un obbligo che creerebbe grosse difficoltà alle società cadette. Che sarebbero costrette a sistemare in più strutture alberghiere i propri tesserati, come pure tutti i collaboratori con cui questi sono a contatto, visto che un'altra imposizione riguarda la sistemazione in camere singole. In termini di preparazione muterà ben poco. Non cambierà la metodologia di lavoro. I giallorossi continueranno con i rispettivi programmi personalizzati, fatti di circuiti, aerobica su cyclette o tapis-roulant. L'obiettivo è innanzitutto il mantenimento del tono muscolare e l'innalzamento della frequenza cardiaca. Alcuni insisteranno con il lavoro complementare di core stability e pilates a integrazione del planning rilasciato dai preparatori. L'alimentazione è curata con dovizia dallo staff medico. Dalla ripartenza, nel giro di tre, al massimo quattro settimane, la squadra sarà a pieno regime. Dovendo affrontare un ciclo di gare ravvicinate, quando e se si riprenderà con le partite ufficiali, bisognerà lavorare più sui recuperi che sulla condizione, perché il rischio di infortuni potrebbe aumentare. In questo senso, un aiuto importante sta per arrivare dalla Fifa, che ha proposto all'Ifab, unico organismo abilitato a modificare le regole del calcio, di portare da tre a cinque le sostituzioni possibili in ciascuna gara ufficiale per far fronte al dispendio energetico che di sicuro verrà generato dal «tour de force» a cui saranno sottoposti i calciatori. Questa norma dei cinque cambi esiste già in Serie C in modo permanente, ma in A e B sarebbe temporanea e finalizzata solo al finale di questo torneo. Una volta sancita la modifica, si farà in modo, onde evitare eccessive perdite di tempo, di far effettuare gli avvicendamenti o durante l'intervallo o in non più di tre periodi d'interruzione per ogni squadra. Significa che Inzaghi, se volesse far ricorso a tutti e cinque i cambi a sua disposizione, dovrà far uscire, e in simultanea far entrare, almeno due calciatori alla volta in altrettante pause di gioco determinate dalla chiamata della sostituzione. Una soluzione che potrebbe far comodo al Benevento e che consentirebbe a SuperPippo, che sostiene spesso l'impegno dei suoi ragazzi negli allenamenti e il merito acquisito da parte di ognuno di avere minutaggio, di dare spazio anche a chi finora è stato impiegato meno.
A fronte degli stacanovisti Montipò, Letizia (26 presenze ciascuno su 27 per 2340 minuti giocati), Viola (26 presenze per 2297'), Caldirola (25 per 2221'), Coda (l'unico sempre presente ma non dall'inizio con 2131'), Maggio (24 per 2011') ed Hetemaj (24 per 1702'), ci sarà il giusto riconoscimento per chi come Del Pinto (8 presenze per 210 minuti), Gyamfi (2 presenze per 180'), Manfredini (1 per 90'), Vokic (1 per 13'), Basit (1 per 6'), Di Serio (1 per 1 minuto e 28 secondi), Rillo e Sanogo (ancora a quota zero) ha avuto meno chance nonostante abbiamo dato un contributo notevole a questa stagione irripetibile.
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