Benevento a un passo dal sogno,
Foggia: «In serie A con Llorente»

Mercoledì 24 Giugno 2020 di Luigi Trusio
Dietro ad ogni capolavoro c'è un disegno lungimirante. Il progettista del Benevento dei record sarà anche il più giovane direttore sportivo della prossima Serie A. Pasquale Foggia ha il fiuto di un segugio e la predisposizione per la microeconomia. Il suo motto è «massima efficienza nel rapporto costi/benefici». Non appena Vigorito lo ha designato erede di Di Somma, ha raccolto i cocci di un'apparizione lampo in massima serie e pianificato la risalita in tre anni epurando le mele marce, contenendo la spesa e selezionando gente affamata

Il Benevento anche a Cremona ha dimostrato di essere famelico.
«Abbiamo un organico di livello assoluto con uomini veri e grandi professionisti. Dopo i risultati favorevoli del giorno prima, in tanti avrebbero potuto pensare che ci saremmo accontentati. E invece non si molla di un centimetro, perché questa squadra sa fare solo una cosa: vincere».

Non a caso siete reduci da 20 risultati utili di fila, con 17 successi e 3 pareggi (22 i punti di vantaggio sulla seconda e 24 sulla terza): basta un successo a Empoli per la promozione aritmetica.
«Ragioniamo come se non avessimo conquistato ancora nulla. Pippo tiene moltissimo ai record e anche noi. A Empoli andremo per imporci senza calcoli di sorta come siamo abituati a fare. Vogliamo restare sul pezzo e chiudere la pratica il prima possibile».

Ma se dovesse arrivare la certezza (potrebbe capitare anche con un pari o una sconfitta, qualora si incastrassero determinati risultati), come festeggerete?
«Con le dovute precauzioni, lo faremo di certo sul campo e negli spogliatoi. Purtroppo con la partita alle 21 rientreremmo troppo tardi in città e quindi rimarremo a dormire in Toscana. Non oso immaginare cosa potrà succedere in albergo: la nostra gioia farà tremare le mura».

In A stavolta non sarete di passaggio.
«Non he abbiamo la minima intenzione. Stiamo programmando da mesi un ritorno in grande stile. Con questa società si possono fare grandi cose. Tra me, il presidente Vigorito e Pippo Inzaghi c'è un feeling pazzesco».

Come vi state muovendo sul mercato?
«Lo slittamento della stagione non ha modificato i nostri obiettivi e le nostre strategie. Ci siamo mossi in anticipo, ed è evidente che le tempistiche siano cambiate. Ma il lavoro che abbiamo fatto in anticipo ce lo ritroveremo: alcuni discorsi sono già a buon punto».

Siete alla ricerca di una punta di spessore: è ancora vivo l'interesse per Llorente?
«È un giocatore che per noi sarebbe il top. Il presidente si è sentito telefonicamente con De Laurentiis e lo ha chiesto in maniera ufficiale. Non c'è ancora una trattativa, ci aggiorneremo più in là con Giuntoli e il fratello agente».

È vero che avete fatto un pensierino ad Hamsik?
«Certo che ci ho pensato. Ma sarebbe un operazione troppo complessa ed onerosa».

Tenete monitorato Bonaventura?
«Sono sempre molto attento ai calciatori in scadenza. Bonaventura è sin dall'inizio nella mia idea progettuale. Ma la concorrenza è troppo agguerrita, e se qualcuno mette sul piatto la Champions o l'Europa League, è difficile che tu possa competere. Io però non sono uno che si arrende facilmente».

Si fanno anche altri grandi nomi come Zarate, Sturridge, Zaza, Lapadula.
«Stanno accostando al Benevento tanti, troppi nomi. Non vorrei si creassero illusioni o false aspettative. Cerchiamo giocatori che abbiano voglia di sporcarsi le mani e sposare in toto il progetto Benevento, a prescindere dal nome. Se poi le due cose riusciranno coesistere, ben venga». © RIPRODUZIONE RISERVATA