Benevento, tris di big per la serie A:
sogni Ibra, Mandzukic e Giovinco

Domenica 19 Aprile 2020 di Luigi Trusio
Un piano con tre prime scelte. Come preannunciato, il Benevento si sta già muovendo per programmare la Serie A. Lo ha confermato il patron giallorosso Oreste Vigorito alla Gazzetta dello Sport, precisando che se non dovessero arrivare i tre obiettivi prioritari, appena un gradino sotto ci sono quattro nomi come alternative. Insomma, oltre al rinnovo di Inzaghi (già sottoscritto in calce) e quelli di Maggio e Gori (in itinere), c'è di più. Molto di più. Si tratta di un innesto per reparto, pali esclusi. Già, perché in porta si continuerà a puntare su Montipò, al quale verrà prolungato il contratto. Il Benevento ha sempre avuto il desiderio di far crescere in casa un portiere affidabile, lanciando un giovane di proprietà sul grande palcoscenico. Con Montipò è stato fatto un investimento che sta dando i suoi frutti in termini di rendimento, in futuro si potrebbe raccogliere la semina anche sul piano finanziario. La società gli metterà accanto un secondo di comprovata esperienza in massima serie che potrà aiutarlo a maturare senza insidiarlo, mentre Gori continuerà a fare da terzo e da punto di riferimento dello spogliatoio. In difesa l'identikit conduce a un centrale destro, a centrocampo a una mezzala abile negli inserimenti. E poi c'è il bomber in grado di andare in doppia cifra. Tutti e tre dovranno avere con il pedigree giusto, incluse almeno un centinaio di presenze in A. I nomi sono top secret, ma Foggia sta tessendo da tempo la sua tela. Col «piano B» che prevede la quarta diramazione, via libera a un esterno rapido dotato di cambio di passo, capace di saltare l'uomo, di andare uno contro uno con facilità.

IL GRUPPO
Il Benevento ha un patrimonio di 18 calciatori di proprietà, che si amplierà a 20 appena ratificato il salto di categoria con i riscatti obbligatori di Moncini e Barba e a 22 con i rinnovi di Maggio e Gori. Non farà alcuna rivoluzione e non commetterà l'errore di tre anni fa di stravolgere il gruppo vincente. Il gruppone non subirà tagli, tutt'al più si procederà alla scrematura di un paio di nomi, pedine che potrebbero andare a farsi le ossa in B come ad esempio Vokic. Ma il blocco principale sarà confermato in toto, con l'aggiunta dei nuovi e del dodicesimo. Chiaramente in corso d'opera ci potrebbero essere anche variazioni al tema dettate dalle suggestioni, dalle occasioni che via via presenterà il mercato. Il diesse Foggia non smetterà di scandagliarlo, anche se le scelte di cui parla Vigorito, così come le immediate alternative, sono già state individuate da tempo. Sui big Inzaghi si è già espresso e ha fatto i nomi, la triade è compatta e allineata come non mai.

L'IDEA
Dicevamo delle opportunità che si delineeranno: qualcuna di queste si potrebbe anche trasformare in tentazione. Come quella che conduce a Sebastian Giovinco, la «formica atomica» che da tempo ha lasciato l'Italia (ha vinto una Mls con Toronto, dove vive la famiglia) e ha appena trionfato nella Champions d'Asia con i sauditi dell'Al Hilal. Stipendio da 6 milioni di euro fuori portata, contratto fino al 2022, una proposta di pari livello ricevuta dai brasiliani del Vasco da Gama. Ma la chiamata che potrebbe fargli cambiare i programmi è quella che arriverebbe dall'Italia. Sul 33enne torinese, a casa nella città della Mole, c'è anche il Parma, ma il club giallorosso ha già lasciato intendere che la «bomba» è dietro l'angolo, lo dimostrano i pensieri rivolti da Vigorito a elementi del calibro di Ibrahimovic e Mandzukic, e in più ha una corsia preferenziale in virtù degli ottimi rapporti con Cattoli, il procuratore del giocatore. Per adesso siamo nel campo delle idee che stuzzicano, nessuna proposta concreta è stata ancora avanzata al giocatore. Ma una cosa è certa: in A sarà un Benevento senza limiti. © RIPRODUZIONE RISERVATA