Benevento, Vigorito: «C'è grande
amarezza ma no alle critiche»

Mercoledì 25 Maggio 2022 di Luigi Trusio
Benevento, Vigorito: «C'è grande amarezza ma no alle critiche»

«Ho condiviso con i tifosi l'amarezza di un campionato che, un mese fa, sembrava fosse possibile vincere e ritengo giusto che la tifoseria sia rimasta amareggiata. Ciò che invece non condivido, sono le critiche e la delusione rispetto all'esito di un campionato per il quale non era mai stata annunciata la vittoria da parte del sottoscritto». Quelle di Oreste Vigorito, più che uno sfogo, sembrano riflessioni a voce alta. Il presidente ammette tutto il suo dispiacere per l'epilogo («Sono quei momenti in cui vorrei non essere presidente perché credo di aver dato un dolore a me stesso e agli altri»), ma poi ricorda di aver portato «ancora una volta, la città, che non è stata certamente molto vicina né alla squadra né al presidente, a disputare una semifinale per la Serie A». È evidente che alcune prese di posizione, miste a parole taglienti, non siano andate giù al presidente. Un po' come a dire: accettiamo le critiche, non siamo contenti neppure noi di com'è finita, ma scaricare rabbia e frustrazione su chi ha provato ad operare in buona fede, quando siamo già pronti per ripartire, non è opportuno.

«Se qualcuno lo avesse dimenticato, vorrei ricordare che sono 5 anni che noi combattiamo per la Serie A, e in quattro tornei di B per due volte siamo stati promossi e in altre due circostanze siamo arrivati fino alla semifinale playoff». Vigorito precisa che il messaggio non è rivolto alla tifoseria, e da quel che si percepisce, nemmeno alle istituzioni, bensì verso qualcuno che orbita negli ambienti calcistici beneventani, tra sportivi e addetti ai lavori, che ha usato la parola «fallimento» per giudicare il campionato del Benevento. Una valutazione drastica e offensiva che il presidente non accetta, se parametrata all'obiettivo fissato a inizio stagione (la qualificazione ai playoff) e all'investimento fatto per quest'anno (taglio rami secchi, contenimento costi, scrematura e ringiovanimento della rosa).

«Se questo è un fallimento, allora tutti quelli che pensano sia tale facessero un passo avanti, venissero a gestire la squadra e provassero ad ottenere risultati migliori. A quel punto potranno dire di aver fatto meglio rispetto a noi, ma non che abbiamo fallito». Chiaro il segnale verso il futuro: «Vigorito naturalmente mantiene il proprio impegno sempre, e cerca di fare il massimo possibile. Ma non è certo il Padre Eterno. Mentre il calcio sta diventando un affare nelle mani di fondi esteri, qui c'è un imprenditore che cerca di mantenere da anni livelli d'eccellenza. Ma se qualcuno ritiene che ogni anno che iscriviamo la squadra debba terminare con la vittoria del campionato, non ci resta che chiudere lo stadio».
Le considerazioni del presidente tuttavia non tradiscono niente sul destino dell'allenatore Fabio Caserta che ha ancora un anno di contratto con il club giallorosso (e opzione per il successivo). All'inizio della prossima settimana dovrebbe esserci un incontro con il tecnico, la cui posizione resta al vaglio della società. Per adesso non è stato ancora fissato il summit, ma verrà pianificato a breve.

Vigorito ascolterà Caserta nel tracciare il bilancio del campionato e, presumibilmente, gli chiederà in che modo a suo giudizio può essere migliorato l'attuale organico, con quale piano di interventi, inclusi i calciatori che lui terrebbe e che altresì vorrebbe mandare via e infine quelli che servirebbero come rinforzi. Se le idee dovessero combaciare, ci sarà un possibilità di proseguire insieme, diversamente, le strade si divideranno. Rimane da capire pure quanto inciderà nella scelta, il fatto che tra Caserta e la piazza sannita, questo è un dato inequivocabile, non sia mai sbocciato l'amore. Al faccia a faccia parteciperà anche il direttore sportivo Pasquale Foggia, il cui contratto in scadenza al 30 giugno non fa testo. È stato così tutti gli anni, anche quello in cui il Benevento stravinse il campionato. Tra lui e Vigorito c'è un'intesa che esula da certe formalità. Come anticipato, Foggia è saldamente avviato verso la permanenza e, di fatto, sta già operando per la stagione ventura. Le sirene lotitiane non paiono attirarlo più di tanto. Oltre a tentare di condurre in porto la doppia operazione Paleari-Vogliacco col Genoa, ci sono profili già monitorati di calciatori di Serie A disposti a scendere di categoria oltre ad alcuni che quest'anno in B sono emersi tra i top player e hanno saputo fare la differenza spesso e volentieri nei rispettivi club. Ogni eventuale innesto andrà discusso con l'allenatore, sia esso Caserta o il sostituto. Ufficiali gli addii di Sau e Petriccione, che sono i primi due che non verranno riconfermati per la prossima stagione. Al sardo è scaduto il contratto (e non gli sarà rinnovato), mentre il centrocampista di Gorizia torna al Crotone per fine prestito.
 

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