Benevento, sprint per la A micidiale:
tre trasferte in 13 giorni

Giovedì 18 Giugno 2020 di Luigi Trusio
Partirà sabato dallo stadio il tour de force del Benevento. Tre trasferte in 13 giorni e un organizzazione meticolosa che ha visto impegnato in prima linea il team manager Alessandro Cilento. Per la prima tappa in Lombardia i giallorossi effettueranno una doppia tratta in charter (Capodichino-Orio al Serio e ritorno), e saranno costretti, come più volte rimarcato, a servirsi di un doppio pullman per i vari spostamenti. Occorrono pertanto due automezzi per coprire il tragitto Benevento-Napoli, altrettanti per accogliere la squadra allo scalo bergamasco e condurla in albergo. Gli stessi dovranno poi portarla il giorno successivo allo stadio «Zini» e dopo la partita nuovamente all'aeroporto per farla atterrare a nel capoluogo partenopeo in tarda serata. Ma non finisce qui, perché dopo essere arrivati a Napoli, serviranno altri due torpedoni per rientrare a Benevento in nottata. In totale 2 voli e 10 pullman per attenersi al protocollo sanitario, con costi lievitati del triplo rispetto a un viaggio fatto in tempi normali. Fortuna che i team manager della B, a inizio stagione, hanno creato una chat dedicata su WhatsApp e così cercano di aiutarsi l'un l'altro facendo gioco di squadra (lo stesso hanno fatto, ad esempio, gli addetti stampa) e condividendo gioie e dolori del mestiere. Per il Benevento le fatiche saranno elevate al cubo visto che dopo essere tornati nella notte tra domenica e lunedì da Cremona, la squadra giovedì dovrà già rimettersi in viaggio per raggiungere Empoli, dove venerdì 26 sfiderà i toscani al «Castellani». Poi, dopo il turno infrasettimanale di lunedì 29 in casa contro la Juve Stabia, giovedì 2 luglio altra partenza alla volta di Crotone per il match di venerdì 3 allo «Scida» con i pitagorici. Poco meno di due settimane estenuanti, che Inzaghi spera siano anche produttive sul piano dei punti conquistati e soprattutto dell'aritmetica, in modo da affrontare le successive con spirito diverso e una pressione minore.
LA ROSA
Il tecnico si sta concentrando sulla formazione e si augura di riuscire a recuperare Viola per domenica sera. La disponibilità del centrocampista di Taurianova gli consentirebbe di utilizzare il 4-3-2-1, sul quale per adesso intende continuare a puntare. Altrimenti è probabile che dia spazio al 4-4-2 con l'impiego di Improta da esterno sinistro e Hetemaj-Schiattarella coppia centrale. Più o meno la stessa mediana adoperata nell'ultima gara col Pescara lo scorso 8 marzo (anche allora Hetemaj non era al top e giocò Del Pinto in tandem con Schiattarella). La difesa dovrebbe invece cambiare quasi per intero. In quella circostanza, SuperPippo schierò (Caldirola in panca per onor di firma, Letizia assente) in linea Maggio, Volta, Tuia e Barba. Di questi l'unico confermato nel suo ruolo sarà Maggio, con Barba che cambierebbe posizione (da terzino sinistro si sposterebbe al centro) e in vantaggio rispetto a Volta per far coppia col rientrante Caldirola. Sul versante mancino Letizia è pronto a riprendere possesso del suo territorio. Inzaghi è stato chiaro nei giorni scorsi: manderà in campo solo gente che sarà al meglio della condizione e pertanto queste scelte sono da considerare rivedibili fino alla vigilia. Lo stesso Viola, sofferente per una contusione alla caviglia, si è allenato sempre a parte negli ultimi giorni e quindi il tecnico piacentino sta pensando di lasciarlo fuori anche se dovesse recuperare. Tanto più che con la regola delle cinque sostituzioni che varrà sino a fine stagione (playoff compresi), le rotazioni programmate saranno di più ed eventualmente si potrà concedere una manciata di minuti anche a chi non dovesse essere in perfetta forma, anche solo per fargli riprendere confidenza con il campo e la tensione agonistica.
LE MOSSE
Inzaghi però non ha fretta e vuol prendersi ancora qualche altro giorno per valutare attentamente la situazione. Ieri sera l'allenatore ha studiato in tv la Cremonese, impegnata nel recupero contro l'Ascoli. Ha visto i grigiorossi di Bisoli battere i padroni di casa, a conferma che il fattore campo con le porte chiuse salta totalmente, grazie a due autoreti e d una partita accorta, essenziale, di grande solidità difensiva in cui ha lasciato ai bianconeri l'iniziativa ma è stata capace di colpirli mortalmente per tre volte e di creare molte più occasioni da rete. La cadetteria è tornata, e domenica tocca alla sua regina.
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