Liverpool, Flamengo e... Benevento
ecco le ammazza-tornei del calcio

Venerdì 27 Dicembre 2019
Tredici punti di vantaggio a Santo Stefano, e una partita in meno. Basta questo, dopo il poker di reti inflitto al Leicester, per spiegare come il Liverpool abbia già «ucciso» il suo campionato, quella Premier League che da quando si chiama così i Reds non hanno mai vinto. L'ultimo trionfo nel torneo nazionale risale al 1990, quando il campionato inglese aveva un altro nome, e si spiega così il fatto che, per i tifosi, l'attesa si sia fatta spasmodica. Nella scorsa stagione la squadra di Klopp c'è andata vicina, beffata dal Manchester City, ma si è rifatta conquistando la sua sesta Champions League, a spese del Tottenham. Però ai sostenitori dei Rossi interessa sopratutto il campionato, quello vinto troppe volte dagli arcirivali del Manchester United, al punto da diventare l'obiettivo prioritario della stagione, più della campagnà europea e della vittoria, già arrivata seppure a fatica, nel Mondiale per club.

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Curiosamente, a Doha il Liverpool ha battuto un'altra squadra ammazza-campionato, quel Flamengo che in questo 2019 ha dominato il Brasilerao dall'inizio alla fine. La forza di questo Liverpool è stata innanzitutto che la dirigenza ha dato a Klopp il tempo di lavorare, mettendolo nelle migliori condizioni visto che gli ha preso i giocatori giusti, compresi i due super (Salah e Alisson) arrivati dalla Roma, e che si sono rivelati decisivi. Non tutti sono dei fuoriclasse, ma sono sempre funzionali al tipo di gioco che insegna il tecnico, e così si spiega anche l'ultimo arrivo, non ancora utilizzato, quello dell'esterno giapponese del Salisburgo, Minamino. Il gioco spettacolare mostrato ieri, esaltato dalle doti realizzative di 'Bobby' Firmino e da quelle di un fantastico Alexander Arnold, è la spiegazione più semplice del dominio del Liverpool, che in Inghilterra non perde una partita di campionato dal 6 gennaio scorso (è arrivato a 35 risultati utili di fila) e 'rischià di continuare negli anni a venire se gli altri grandi club non correranno ai ripari. Non è un caso che Pep Guardiola si stia agitando molto al Man City, chiedendo rinforzi a gran voce, minacciando che altrimenti andrà via.

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Ma anche in Italia c'è un team dominatore, anche se non tutti lo pronosticavano fra le primissime. Invece il Benevento sta facendo 'terra bruciatà in serie B, nemmeno fosse la migliore Juve di Allegri, e Pippo Inzaghi si sta rivelando decisivo in panchina come quando si muoveva nell'area di rigore. Vince il fratello Simone e vince lui, così il Benevento ieri ha ottenuto il sesto successo consecutivo e ora ha 12 punti di vantaggio sui secondi, i sorprendenti «ramarri» del Pordenone, e 14 sul Cittadella che è terzo: come dire che non ha rivali. Sembra il Bari dell'anno scorso in serie D, e la dirigenza può già dedicarsi, a meno di crolli impensabili, alla costruzione della squadra che, nella prossima stagione, cercherà di mantenere il posto nella massima serie. Il segreto del Benevento l'ha spiegato Inzaghi: «non ci accontentiamo mai».Ed è proprio questo l'asso nella manica delle squadre ammazza-campionati.  Ultimo aggiornamento: 14:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA