Salernitana: la partita degli sgravi
se si rinuncia a un mese di stipendio

Lunedì 18 Maggio 2020 di Eugenio Marotta
Una guerra fredda. Una calma apparente con alcune date cerchiate in rosso e un mese ballerino in cui potrebbe essere determinante la partita dei «contributi». Tiene sempre banco la questione stipendi in casa Salernitana. In ballo c'è un mese di differenza che divide ancora le parti in... «causa». La Salernitana ha chiesto ai suoi tesserati di rinunciare a due mensilità (marzo e aprile, garantendo però maggio e giugno e un premio promozione in caso di ripresa e vittoria del campionato), mentre i calciatori si sono detti disposti a lasciare sul tavolo un mese dei quattro che spettano loro da contratto, soltanto nel caso in cui lo stop della stagione sia definitivo. Per il momento ognuno è rimasto sulle proprie posizioni.
L'IPOTESI
Ieri, però, c'è stata una timida fumata... grigia. Il pomo della discordia, infatti, potrebbe essere risolto grazie ad un grimaldello che riguarda i contributi dei giocatori. Affinché ciò avvenga, naturalmente, è necessaria la disponibilità di tutti. Molto dipenderà anche dalla ripresa o meno del torneo cadetto. Sull'argomento, però, il clima di incertezza resta imperante sebbene in questa settimana dovrebbe riunirsi il Consiglio Federale (probabilmente mercoledì prossimo) con l'Uefa che pretende risposte certe dal campionato italiano entro lunedì prossimo. Intanto ieri sera tutti i giocatori della Salernitana si sono dati appuntamento alle 19 in punto per una videoconferenza sulla piattaforma Zoom (una sorta di Skype che consente un numero indefinito di partecipanti). Argomento della conversazione, manco a dirlo, la vicenda legata alle proprie spettanze. Di Tacchio e compagni hanno parlato della questione, con alcuni elementi che hanno trasferito a tutto il gruppo il parere di alcuni legali che erano stati interpellati sulla vicenda. Si profila una soluzione all'orizzonte che potrebbe evitare il braccio di ferro e scongiurare battaglie legali. A quanto pare, infatti, il datore di lavoro (in questo caso la Salernitana) avrebbe un importante sgravio contributivo se il dipendente (in questo caso ogni singolo giocatore) rinunciasse alla propria retribuzione relativa a un mese in cui non ha potuto prestare la propria opera. A conti fatti, Lotito e Mezzaroma risparmierebbero l'intero ingaggio mensile di ogni tesserato che equivale quasi al doppio dello stipendio netto. A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, la Salernitana otterrebbe comunque una sostanziosa boccata d'ossigeno, ottenendo di fatto lo stesso risultato. Almeno questo è quanto filtra dai pareri di legali, agenti e procuratori che sono stati compulsati da Di Tacchio e compagni.
LO SCENARIO
L'impressione, comunque, è che l'intera rosa non sia disposta ad andare oltre il mese di «bonus». C'è dell'altro. Molti calciatori infatti (non c'è unanimità su questo aspetto), sarebbero disposti extrema ratio a rinunciare alla mensilità di marzo anche nel caso in cui il campionato riprenda. Una sostanziale novità questa rispetto a quando la rosa invece, chiedeva al club di onorare l'accordo fino all'ultimo centesimo nel caso in cui il pallone tornava a rotolare. Il premio promozione, invece, deve rimanere fuori dalla... «trattativa». Il club, insomma, dovrebbe eventualmente onorarlo ad personam come stabilito all'atto della sottoscrizione del contratto. Inutile dire che l'intera vicenda stipendi è delicata e vincolata sub iudice alla ripresa del campionato. Le ragioni degli uni e quelle degli altri potrebbero dirimersi con il semaforo verde del torneo cadetto (la cui luce però sembra ancora terribilmente sbiadita). Gli agenti di alcuni giocatori si sono detti pronti anche ad una battaglia legale (in tal caso si andrebbe davanti al collegio arbitrale); la Salernitana dal canto suo appare sicura delle proprie posizioni ed è facile che possa rivendicare l'eccezionalità del momento per perorare la sua causa. Facile immaginare che si tratti del classico gioco in cui le parti affilano le armi per poi neppure sfoderarle. La telenovela comunque sembra destinata ad avere ancora parecchie puntate prima che si arrivi ad una conclusione. Un accordo bonario sarebbe il classico lieto fine.
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