Benevento carico, l'unico rebus
riguarda il centrocampo

Sabato 15 Febbraio 2020 di Luigi Trusio
Il Benevento affronta il Pordenone in piena emergenza ma Inzaghi non è per nulla preoccupato e punta a proseguire la cavalcata trionfale verso la massima serie. I 17 punti di vantaggio sul trio Crotone-Frosinone-Spezia consentono al tecnico di dormire sonni tranquilli, ma a farlo addirittura adagiare su sette cuscini è la fiducia incondizionata che ha nei suoi uomini. L'infermeria è piena come mai prima d'oggi (ai vari Antei, Gyamfi, Tuia, Tello, Kragl, Vokic e Sanogo si è aggiunto anche Basit), Volta e Schiattarella sono squalificati per un totale di 10 assenti, che hanno costretto SuperPippo a convocarne solo 18 calciatori, compresi i tre portieri. «Ma sono tranquillo - spiega il tecnico piacentino - perché questi ragazzi mi hanno dimostrato più volte di cosa sono capaci e tutti coloro che sono stati chiamati in causa al posto dei titolari hanno sempre dato il meglio. I giovani? Vanno inseriti al momento giusto, soprattutto quando sei obbligato a vincere. Vanno fatti crescere con calma, ne avremo alcuni in panca pronti all'occorrenza, e se ci sarà modo qualcuno di loro potrebbe avere spazio».
LE SCELTE
Non si sbottona sulla formazione, ma per come lascia intendere i dubbi sarebbero sostanzialmente due: Del Pinto o Improta a seconda che si giochi 4-3-2-1 o 4-4-2, oltre all'escluso tra Coda, Moncini e Sau nel reparto avanzato. «Non è detto che se giochiamo col 4-4-2 i due attaccanti siano necessariamente Coda e Moncini. È vero che Sau è l'unico adatto fra i tre a giocare sulla trequarti con l'albero di Natale, ma il ruolo di seconda punta secondo me gli è ancora più congeniale. È una scelta complicata, ci sto ancora pensando. Improta quando entra a gara in corso spacca la partita, però meriterebbe una maglia da titolare. Ho ancora un'altra notte per valutare e me la prenderò tutta». L'impressione è che alla fine Inzaghi possa cedere alla tentazione di dare un riconoscimento al miglior dodicesimo della B e farà giocare l'esterno di Pozzuoli dall'inizio, con Insigne dall'altra parte e Hetemaj-Viola in mezzo. «Improta può fare anche la mezzala» ricorda Pippo nel tentativo di mischiare ulteriormente le carte. Ma in quel caso la scelta ricadrebbe su Del Pinto, un altro che il posto da titolare se lo è sempre guadagnato, anche se a differenza di Improta, più che sul campo lo ha fatto in allenamento. Comunque dovrebbe essere 4-4-2 con Coda-Moncini, ma sarà complicato tenere fuori Sau. In difesa spazio a Maggio e Letizia esterni con Barba al centro accanto a Caldirola. «A Cosenza mi sono ritrovato in una situazione particolare - precisa Inzaghi - non avevo mai provato Del Pinto da terzino e non avrei mai pensato di schierarlo in quel ruolo, ma conoscendo la sua intelligenza tattica sapevo ciò che poteva darmi in quella mezzora. La qualità e la disponibilità di questi giocatori sono straordinarie, altrimenti non si spiega come abbiamo fatto a non prendere mai gol in 4 partite in cui siamo andati in inferiorità (mentre il Benevento dello scorso anno era capace di prendere gol quando era in superiorità, ndr)». Il Pordenone è avversario ostico e venderà cara la pelle: nel 2020 non ha ancora vinto una partita. «Stimo Tesser, ha sempre speso belle parole su di me. Pordenone è una realtà che ho sempre apprezzato, me la sono ritrovata spesso contro quando era a Venezia e devo dire che meritavano di andare in B in quella finale col Parma. Hanno un allenatore esperto che sa vincere i campionati, dopo il match dell'andata dissi che sarebbe stata dura per tutti contro di loro ed ho avuto ragione. Dovremo stare molto attenti». Intanto la Lega B gli ha assegnato l'Oscar di miglior attore non protagonista per il 2019. «Fa sempre piacere ricevere questi tipi di riconoscimenti, ma lo devo condividere con il mio staff e con la mia squadra, a me interessa solo vincere con il Benevento».
L'OBIETTIVO
Gli addetti ai lavori parlano dei giallorossi come di una squadra già in A, ma Inzaghi pur apprezzando fa i dovuti scongiuri e tira dritto per la sua strada. «Certo è gratificante, ma non dimentico la griglia iniziale, quando gli stessi che oggi ci danno già per vincenti ci mettevano dietro Empoli e Cremonese e alla pari con le altre pretendenti. Non abbiamo ancora ottenuto nessun titolo, quello ce lo andremo a prendere lottando contro noi stessi nelle prossime partite». Parole sacrosante, ma chiudere la stagione in anticipo significherebbe avere un notevole vantaggio nella programmazione. «Per quello ho fiducia nella bravura di Foggia che starà già lavorando, io adesso non ci voglio pensare. La squadra non deve mollare un centimetro e anche se dovessimo perdere qualche partita, lo faremo a testa alta».
© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA