Volata Benevento: pronto il blitz a Livorno
per il titolo di campione d'inverno

Martedì 10 Dicembre 2019 di Luigi Trusio
Parte da Livorno la volata del Benevento verso il titolo di campione d'inverno. Un traguardo simbolico, ma che nella maggior parte dei casi premia chi lo taglia per primo anche a maggio con il salto in massima categoria. La storia non mente al riguardo: dal 2003/04 in avanti, anno dell'ultima importante riforma del torneo cadetto, chi ha esultato sotto lo striscione di metà stagione è sempre stato promosso in A a primavera, direttamente o per mezzo dei playoff, eccezion fatta per il Mantova 2005/06 e per il Palermo 2017/18 e 2018/19 (in quest'ultima circostanza, però, ai rosanero non è stato consentito di disputare i playoff): è accaduto ben 13 volte su 16 campionati.

Da sabato prossimo e fino al 29 dicembre, quando suonerà il gong del girone d'andata, saranno quindici giorni da tirar giù tutti d'un fiato, infarciti da quattro partite-chiave prima del giro di boa. I giallorossi affronteranno in serie i labronici al «Picchi» sabato alle 18, il Frosinone al «Ciro Vigorito» (fischio d'inizio sempre alle 18), il Chievo al «Bentegodi» il 26 dicembre nel «boxing day» di Santo Stefano (alle 15) e infine l'Ascoli nello stadio di casa il 29 dicembre alle 18. Ai giallorossi per assicurarsi il prestigioso riconoscimento di «campioni d'inverno» basterà battere sabato il Livorno, in modo da avere la certezza matematica di non poter più essere superati da Pordenone e Cittadella, che sono sotto entrambe di 9 punti (il Perugia resta attardato di 11 lunghezze dopo il pari interno di ieri sera con il Cosenza: 2-2 con gli umbri in vantaggio due volte con Iemmello e Falasco e calabresi a segno con Sciaudone e Riviere) ma in ampio svantaggio per ciò che riguarda differenza reti e scontri diretti. Coda e compagni contro i granata di Venturato sono avanti sia nel confronto diretto (sono stati battuti 4-1 al «Vigorito» il 31 agosto) che nel computo tra reti realizzate e incassate (+17 il Benevento, +1 il Cittadella), mentre con quelli di Tesser la sfida è terminata 1-1 ma i sanniti possono contare su 12 gol di distacco nel quoziente (+17 contro +5).

Se gli uomini di Inzaghi dovessero fare bottino pieno anche in Toscana, pur perdendo le successive tre gare che restano, nessuna squadra sarebbe più in grado di sorpassarli. Pordenone e Cittadella con percorso netto di quattro vittorie potrebbero al massimo appaiare il Benevento ma, a meno di clamorose goleade in una direzione e nell'altra, ipotesi fantasiose e per la verità anche un po' bizzarre, non sarebbero nelle condizioni di arrivare davanti a tutti alla virata di metà torneo. Intanto, ieri il Benevento ha ripreso ad allenarsi in vista del match contro gli amaranto, desolatamente ultimi con 11 punti in 15 partite, nel pieno di una crisi di risultati che ha portato all'esonero di Breda e all'ingaggio dell'ex Apoel Nicosia Paolo Tramezzani, che ha vinto la concorrenza di Bepi Pillon.
LE MOSSE
SuperPippo ha già studiato gli avversari, sconfitti sabato a La Spezia nonostante abbiano disputato una buona gara. Il tecnico piacentino è consapevole della pericolosità del Livorno, che sarà alla ricerca disperata di una reazione davanti al proprio pubblico e vorrà certamente fare bella figura al cospetto della capolista. Nella prima seduta della settimana tutti presenti agli ordini di Inzaghi, eccezion fatta per Massimo Volta, che ha svolto lavoro differenziato in base a uno specifico programma di recupero: il difensore continua a far registrare segnali di miglioramento e non è escluso che già nei prossimi giorni non possa tornare a unirsi al gruppo. Oggi il giudice sportivo squalificherà per una giornata Perparim Hetemaj e Inzaghi sta pensando ad Andrés Tello, favorito su Improta anche in ragione della più che probabile riconferma del 4-3-2-1, per sostituirlo. Mancano tuttavia ancora diversi giorni e credere che esistano gerarchie precostituite potrebbe rivelarsi un azzardo. L'allenatore non tralascia nulla e osserverà l'evoluzione delle varie sgambature. Alla fine opterà per chi sta meglio. Lo stesso discorso varrà più o meno anche per gli altri protagonisti: nel caso il tecnico dovesse accorgersi che qualcuno di loro ha bisogno di tirare il fiato, non esiterebbe ad avvicendarlo e a dare spazio a chi finora ha giocato meno. D'altro canto Inzaghi ha una rosa ampia e l'organico a disposizione quasi per intero (oltre ai lungodegenti Sanogo e Rillo, più Basit alle prese con un'infiammazione) e quindi un ventaglio di scelte dal quale attingere che gli crea al massimo qualche imbarazzo, non certo problemi. La maggiore difficoltà in questo momento si configura semmai nella necessità di tenere lontani i cali di tensione e la squadra sempre sul pezzo, sempre connessa.
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