Fuga Benevento, caccia ai record:
già 40 punti, terze a distanza di sicurezza

Lunedì 23 Dicembre 2019 di Luigi Trusio
C'è una scena del film «The Guardian - Salvataggio in Mare» che racchiude la metafora del Benevento di Inzaghi. Uno spezzone in cui il protagonista, un sommozzatore della marina ex nuotatore professionista, sfoggia un imponente numero 2 tatuato dietro la spalla destra. Quando gli viene chiesto il significato, risponde: «In questo modo quelli che gareggiano dietro di me sanno per quale posizione si stanno battendo». Dopo l'ennesima vittoria, le inseguitrici del Benevento sono prossime alla rassegnazione: non siamo ancora al giro di boa e l'unica lotta che pare ancora aperta, in chiave promozione diretta, è quella per il secondo posto, che il Pordenone (in ritardo di 9 punti) ha blindato battendo ieri sera l'Ascoli (2-1, gol friulani di Burrai e Strizzolo e rete marchigiana nel finale di Cavion) lasciando che il vantaggio dei giallorossi sul terzo posto restasse di 14 lunghezze. Le parole di Nesta («Il Benevento ormai è andato») pesano come macigni sulla traiettoria del torneo cadetto, un campionato che finora ha avuto una sola, indiscussa padrona. La Strega quel 2 ce l'ha stampato a caratteri cubitali dietro la veste, ha inforcato la scopa ed è decollata alla velocità della luce verso il pianeta serie A. Sarà difficile riprenderla: sotto il braccio ha un pallottoliere, le serve come promemoria per i record che sta inanellando. Come i 40 punti dopo 17 giornate che offrono una proiezione finale vicina a quota 90, meglio del record del Como nel torneo a 20 squadre (74 nel 2001/02), ma anche del Palermo in quello a 22 (86 nel 2013/14) e dell'accoppiata Palermo-Cagliari in quello a 24 (83 nel 2003/04). O come le sole 8 reti al passivo (una soltanto nelle ultime 8 gare), col 12esimo clean-sheet (quinto di fila), la porta di Montipò inviolata da 512 minuti. O come gli 8 successi su 9 in casa, con appena due gol subiti e 25 punti conquistati sui 27 a disposizione in quel «Ciro Vigorito» divenuto più impenetrabile di Fort Knox. Si potrebbe continuare all'infinito per decantare le gesta di questo Benevento, del capolavoro della triade Vigorito-Foggia-Inzaghi e di uomini e azioni che gli orbitano intorno, ma la verità è che non siamo ancora al traguardo di metà stagione e bisogna rimanere distaccati dalle emozioni, inchiodati sul pezzo.
IL CAMMINO
Forse non ci sono nemmeno più parole per narrare i primi 17 capitoli di un'impresa epica, ma la seconda parte e il finale sono ancora tutti da scrivere. Tante battaglie non fanno una guerra, ed è per questo che il generale Pippo si gode l'attimo, sorride compiaciuto, ma un istante dopo è già calato nello step successivo. Oggi i soldati sono già allineati, le esercitazioni proseguono e giovedì si torna in trincea. C'è il Chievo all'orizzonte nel boxing-day, la guardia non va abbassata proprio adesso. Si può chiudere il girone d'andata mettendo altro fieno in cascina. Le luci della ribalta in una squadra che azzanna gli avversari e li lascia a terra agonizzanti illuminano a rotazione tutti i protagonisti. Le prestazioni sontuose di Maggio e Schiattarella, di Hetemaj e Antei mettono il risalto il valore del gruppo, l'essenza di una ciurma in cui non ci sono leader ma solo capitani coraggiosi.
LA RIPRESA
Loro, i giallorossi, ieri erano già al lavoro per preparare il match di Santo Stefano al «Bentegodi» con l'organico al gran completo: al netto di qualche leggero affaticamento, interventi al limite ma zero cartellini gialli, sintomo di pulizia nelle chiusure e nei contrasti, che consegnano ad Inzaghi per l'ennesima volta scelte complicate per via dell'abbondanza. Ma a Verona qualcosa cambierà: Pippo ha deciso, tre gare in otto giorni sono improbi anche per l'invincibile armata, la capolista dei fenomeni, e quindi spazio al turnover. Inzaghi lo ha detto e lo farà: ci saranno avvicendamenti e spazio per chi finora ha giocato di meno pur garantendo il suo contributo con un minutaglie ridotto. Una maglia da titolare è già pronta per Tuia, Improta, in lizza per un posto nell'undici iniziale anche Insigne e Armenteros. Rifiateranno uno tra Maggio e Antei, Kragl, uno tra Hetemaj e Viola e tra Sau e Coda. Non è escluso il tecnico piacentino possa optare per il ritorno al 4-4-2 con l'innesto di determinati uomini. La tifoseria è sempre in fermento e nonostante si giochi il 26 dicembre (fischio d'inizio alle 15) c'è una fetta di irriducibili che è pronta alla spedizione in terra scaligera: già acquistati un centinaio di tagliandi, niente male per una trasferta di oltre 1400 chilometri tra andata e ritorno. Stamani al via pure la prevendita per la sfida con l'Ascoli, l'ultima del 2019 al «Vigorito» per la quale Inzaghi ha invocato una presenza massiccia. La tavola di Natale è imbandita di ogni leccornia: mentre le commensali si accapigliano per conquistare la piazza d'onore, la Strega si è accomodata in testa in attesa del piatto forte.
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