Benevento, contro il Venezia
Inzaghi cerca il blitz da ex

Venerdì 29 Novembre 2019 di Luigi Trusio

Il Benevento è pronto a sbarcare in laguna quasi al completo. Ci sarà Tuia e mancherà solo Volta, che ha finalmente smaltito il fastidio al tendine d'Achille ma dovrà ritrovare gradualmente la condizione. «Mi auguro di averlo presto al 100%» ha spiegato Inzaghi, che a Venezia ritroverà vecchi amici e un pubblico che gli ha donato affetto e che, probabilmente, gli tributerà un lungo applauso. «Per me sarà abbastanza strano entrare al Penzo da avversario - spiega Pippo -, tra i giocatori sono rimasti solo Modolo, Suciu e Zigoni, mentre in società ci sono ancora tutti all'infuori del team manager. Per 90 minuti ci ritroveremo contro, ma poi avrò il piacere di riabbracciarli uno per uno». Superpippo sa già quali sono le insidie che nasconde quello che una volta era il «suo» Venezia, e per questo mette in guardia il Benevento. «Se non faremo una grande partita rischiamo di avere grossi problemi - tuona il tecnico piacentino - perché in B non esistono squadre piccole o grandi, ognuno può battere chiunque. Mi auguro di vedere una squadra che dà battaglia, che non molla mai. E possibilmente un atteggiamento diverso da quello di alcune trasferte, che in certe occasioni non ha fatto il paio con quella personalità che riusciamo a mettere nelle gare casalinghe. Anche se è pur vero che nel nostro stadio stiamo facendo qualcosa di talmente straordinario da far sembrare il cammino e le prestazioni in trasferta di minore entità».

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Sulla formazione preferisce però non sbottonarsi, limitandosi a precisare che «Kragl sta bene, contro il Crotone non ha giocato per via del fatto che era rimasto 10 giorni senza allenarsi, e lui sa che se un calciatore rimane fermo così a lungo per me non può essere titolare». Ma il tedesco ora è di nuovo a pieno regime. «In questa settimana è stato sempre col gruppo, quindi è utilizzabile dal primo minuto e se la gioca anche lui al pari degli altri». L'impressione è che per il bombardiere di Wolfsburg sia già pronta una maglia da titolare, sia che Inzaghi scelga di affidarsi al 4-3-2-1 o di tornare al 4-4-2. Un posto per lui ci sarà in entrambi in casi, da rifinitore destro o da esterno, a seconda del modulo. «Ci penserò fino all'ultimo - rivela Inzaghi, che ha ancora un giorno e mezzo per prendere una decisione definitiva - ma di sicuro sceglierò prima i calciatori e poi mi regolerò sulla loro funzionalità. E successivamente opterò per il modulo che meglio gli si addice. D'altro canto rimango sempre convinto che le partite non si vincano con il sistema di gioco». La sensazione è che il tecnico sia assalito da un unico dubbio, quello che vede in corsa uno tra Tello e Improta come quarto a sinistra in caso di 4-4-2 (uscirebbe uno tra Schiattarella ed Hetemaj). Se invece, come probabile, si propenderà per il 4-3-2-1, Kragl e Sau agirebbero da rifinitori alle spalle di Coda.

L'esaltazione dei tifosi è più che giustificata, con una squadra avanti di 6 punti sulla seconda e 7 sul lotto di terze. Ma a Inzaghi tocca tenere sul pezzo anche i calciatori, evitando che si lascino prendere da facili entusiasmi. «Sono tranquillo da questo punto di vista, perché ho una squadra matura. Sappiamo bene che non abbiamo fatto ancora niente, siamo appena a novembre. So come va il calcio, si vive di momenti e bisogna essere bravi a gestirli. C'è un allenatore che lo scorso anno ha raggiunto la finale di Champions e pochi giorni fa è stato esonerato. Noi dobbiamo essere al 120% a livello mentale, altrimenti finiamo con l'andare in difficoltà».
Riflessione finale sul mercato. «Fino alla partita con l'Ascoli non voglio sentirne parlare. Foggia e io parliamo tutti i giorni, lui è molto bravo e si sta già muovendo. Facciamo il massimo possibile, poi faremo tutte le valutazioni del caso». Sale intanto la febbre giallorossa per quello che si preannuncia un maxi-esodo verso Venezia. Al momento i tagliandi venduti sono all'incirca 350, con una intera giornata di prevendita (che si chiude stasera alle 19) ancora a disposizione.
IL CASO
Intanto è di ieri la notizia che Juve Stabia e Trapani (prossimo avversario in casa dei giallorossi) sono a rischio esclusione per il caso di Fabio Petroni, accusato dalla Procura federale di aver rivestito il ruolo di socio in entrambi in club dal 21 giugno al 9 luglio scorsi. Una situazione in aperto contrasto con quanto previsto dallo statuto della Figc (art. 7,7) e dalle Noif (art. 16 bis). Alle due società in via cautelativa sono già stati sospesi i contributi federali, ora c'è l'indagine in corso per l'accertamento delle responsabilità e l'eventuale conclamazione dell'illecito.
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