Perugia preso a pallonate dal Pordenone,
Oddo: «Tante squadre più forti di noi»

Sabato 23 Novembre 2019
I tifosi del Perugia (FOTO GRIFOPRESS)
UDINE - Sedici tiri e tre gol subiti in poco più di mezzora. E nonostante tutto Vicario migliore in campo, perché con almeno sei miracolosi interventi (più l'aiuto della traversa sul finire del primo tempo) ha evitato un passivo decisamente più pesante e imbarazzante: questa, la fotografia del pomeriggio nerissimo del Perugia alla Dacia Arena di Udine. Una squadra, quella di Oddo, apparsa in ginocchio sotto il profilo prima fisico e poi anche mentale al cospetto di un Pordenone in grande spolvero che ha ampiamente meritato il successo.

Un primo tempo difficile, per i grifoni, con il Pordenone che inizia a mille e che si fa pericoloso più volte dalle parti di Vicario. I padroni di casa esultano per il gol al 36' ma la traversa blocca la testata di Pobega a Vicario stavolta battuto. Il Perugia ha un paio di spunti con Falzerano che a due passi dalla porta non riesce a trovare il tempo giusto e con un gran tiro di Rosi, ma oggettivamente è poco.

Ci si aspetta un Grifo più arrembante nella ripresa e invece ecco la mazzata: Gavazzi dopo dieci minuti, Ciurria al 17' e Mazzocco al 42' della ripresa chiudono i giochi. Il fischio finale certifica la seconda sconfitta consecutiva del Grifo. Dopo il blitz di Crotone, che aveva proiettato il Perugia al secondo posto, sono bastati 180 minuti per cambiare completamente le carte in tavola: la squadra scivola in classifica, con molte rivali che devono ancora giocare, e i tifosi sono infuriati. Sia quelli sugli spalti della Dacia Arena che quelli rimasti a casa non hanno perso tempo a manifestare rabbia e delusione.

«Dobbiamo migliorare tanto, essere molto più squadra» dice Oddo a fine gara ai microfoni di Tef Channel. «Quanto possono aver condizionato la squadra le dichiarazioni di Goretti secondo cui se non si va in serie A è un fallimento? Non lo so - continua Oddo -. Ognuno ha il suo punto di vista. Bisonga conoscere i propri giocatori. Evidentemente questra non è una squadra matura che può sopportare certi pesi. Bisogna sempre dire la verità: se mi si chiede ci se credo alla serie A dico di sì perché credo nel mio gruppo e sono ambizioso. Però dico al tempo stesso che ci sono tante squadre che sono sicuramente superiori. Questo gap lo puoi colmare con il lavoro, con la crescita del gruppo sotto tutti i punti di vista, però creare false aspettative diventa complicato perché perdi due partite di fila e diventa, come dice Goretti, un fallimento. Ma non è così. In serie B ci sono momenti di difficoltà per tutti, e questi momenti vanno superati soprattutto con la forza del gruppo. Noi siamo una squadra estremamente giovane, siamo la più giovane del torneo. Quando ti viene a mancare poi un giocatore come Angella, e non dico da un punto di vista tecnico perché Gyomber e Falasco hanno fatto una grandissima partita, ma a livello di presenza, le cose si fanno più difficili. In questa squadra c'è qualcuno che ha vinto campionati o trofei, anche di B? No. L'unico è Angella che ha giocato ad alti livelli. Ci sono giocatori che hanno ottime potenzialità ma che devono crescere dal punto di vista tecnico e di squadra. E per crescere come squadra servono i singoli che ti fanno crescere». Ultimo aggiornamento: 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA