Poca grinta, Salernitana a rapporto
ora i numeri sono impietosi

Lunedì 25 Novembre 2019 di Pasquale Tallarino
Quarta sconfitta nelle ultime sei partite, quattro punti conquistati su diciotto disponibili, seconda gara di fila senza segnare, quinta sconfitta stagionale. La Salernitana analizza i numeri del regresso e cerca la cura guardando a testa e cuore, più che ai piedi dei protagonisti. Sarebbe - è il concetto che filtra al momento, a mercato chiuso - solo un discorso di impatto sulle partite, motivazioni e temperamento, insomma «roba» che non si acquista ma che cova dentro. Il rimedio è «sciacquare i cervelli», abbassare testa e cresta, calarsi (tutti) definitivamente nella mentalità della categoria che é sinonimo di lotta, furore agonistico, mordente. Individuati cura e rimedio, il luogo della somministrazione non è il ritiro: «suonerebbe» solo come «purga», invece il primo step sarà parlarne tra le quattro mura del centro sportivo Mary Rosy, oggi alla ripresa, occhi negli occhi.

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Se nel fortino di Castellammare di Stabia si scende in campo in punta di piedi, portando in campo il blasone ma non una costante concentrazione, la partita é persa in partenza, già nell'approccio. E chi deve dare l'approccio? Ventura ha parlato di percorso di crescita, media età giovane, calciatori funzionali a raggiungere un obiettivo che non è stravincere ma provare a inserirsi nel novero delle pretendenti. Di sicuro, però, non è galleggiare. Non lo pensa nessuno, non lo vuole nessuno, però gli scivoloni iniziano a diventare troppi - quattro di fila fuori casa - e la parte più accesa della tifoseria inizia a rumoreggiare. Ieri sono circolati anche post sui social. Provengono da alcune pagine gestite da gruppi della torcida, sono sfoghi ma sono anche il «termometro». Ecco alcuni passaggi attraverso i quali ci si rivolge al «mondo Salernitana», nessuno escluso: «Fermi tutti. Che vi sia ben chiaro: il gioco di questa giostra non lo accettiamo. Era questo il progetto tanto conclamato? Non ci interessano i ve l'avevamo detto e di metterci la faccia non abbiam timore. Il no alle multiproprietà sarà la nostra ragione. Avanti Salerno, Avanti Ultras». Insomma chi è rimasto a casa perché la passione non ha confini si aspettava ben altro derby. Oggi al Mary Rosy sarà il giorno della ripresa ma anche del lungo confronto. Poi Ventura rifletterà su alcuni ruoli e posizioni tattiche. Jallow, che pure ha vissuto il suo anno migliore a Cesena quando era attaccante principe e veniva lanciato in fuga solitaria, ha bisogno di un attaccante più fisico, che gli apra varchi. Dziczek ha fatto controlli e comincerà con la piscina ma il ritorno in campo non può essere immediato, dunque nel ruolo dove occorrono idee, insieme a Di Tacchio che resta un sacrificato, servono anche piedi buoni, almeno uno tra Maistro (da pungolare) o Kiyine, che però l'allenatore considera soprattutto quinto di centrocampo.
IL RITORNO
Servono i gol ma serve anche una difesa più solida, più feroce e attenta. Out Migliorini, squalificato (Mantovani di rientro dalle cure tra venerdì e sabato, filtra dal suo entourage), si prepara Billong. Non scende in campo dalla sfida al Lecce in Coppa Italia: in Salento si rese protagonista dello scivolone che divenne involontario assist per Lapadula, autore del gol dell'1-0 dopo pochi minuti. Dopo l'infortunio - distorsione di secondo grado alla caviglia -, la lunga riabilitazione e parecchie incursioni social che hanno documentato con puntualità le sue cure in Francia, d'intesa con la Salernitana, adesso Billong si prepara a far decollare il proprio campionato. Ha giocato poco ma sul suo conto ci sono sufficienti informazioni: centrale molto fisico che talvolta eccede nel palleggio e nell'uscita palla al piede;  tanta personalità e stipendio da attaccante, anzi da bomber, perché la Salernitana lo ha ingaggiato dal Benevento ereditando una situazione contrattuale sedimentatasi ai tempi della Serie A dei sanniti, circa 280mila euro stagionali. Il club granata dovrà moltiplicare la busta paga per due annualità, al termine delle quali il calciatore sarà di proprietà, perché la formula del passaggio è stata prestito biennale con obbligo di riscatto. Ha giocato poco ma è uomo spogliatoio, ha carisma e si fa sentire: a Castellammare di Stabia, di ritorno dall'intervallo, ha incoraggiato a gran voce (urla di sprone e pacche sulle spalle) Jaroszynski e Giannetti. Lotito aveva già rivolto un avviso ai naviganti, qualche tempo fa: «Chi mena per primo, picchia due volte». Adesso la proprietà osserva, riflette, attende il giro di vite che nelle prossime ore non tarderà.
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