Salernitana allo scontro con Cerci:
maximulta, si va alle carte bollate

Giovedì 9 Gennaio 2020 di Pasquale Tallarino
La Salernitana ha scelto di andare allo scontro con Alessio Cerci: proporrà un taglio drastico del suo stipendio, il 25%. Lo hanno deciso i co-patron granata Lotito e Mezzaroma, che ieri hanno incontrato l'avvocato Gian Michele Gentile nel suo studio, nella capitale. Per punire Cerci troppo social (aveva pubblicato su Instagram la diagnosi dei medici), il club non può agire in maniera unilaterale, perché intende applicare una sanzione superiore al 5%. Dovrà, infatti, proporre la decurtazione al Collegio arbitrale e ottenere l'autorizzazione. Ieri ha attivato la procedura: ha nominato il proprio arbitro; ha notificato il ricorso a Cerci. Quest'ultimo nominerà adesso il proprio arbitro. I due arbitri designati dovranno, infine, nominare il giudice per la formazione del Collegio, che si riunirà entro un mese, al massimo quarantacinque giorni.
LA ROTTURA
L'inizio delle «carte bollate» coincide con lo sfilacciamento del rapporto: è rottura, separazione in casa, la strada della «purga» è la coda velenosa di un matrimonio mai sbocciato. È durato in campo appena 54' di gioco, spalmati in 4 partite, anzi «gettoni»: l'ultima volta fu il 26 ottobre contro il Perugia. Cerci in campo 2', il tempo di perdere il pallone e innescare involontariamente il contropiede degli umbri. Lotito entrò in tackle senza citarlo. Ventura aggiunse: «Siamo al bivio, è il momento nel quale un calciatore è oppure non è». Gli era parso di notare un risveglio in allenamento, poi è tutto precipitato: ginocchiata fortuita ricevuta da Pinto, la riabilitazione, la «storia» su Instagram che è diventata un boomerang. Cerci negli ultimi giorni è stato indicato da tutti come «scommessa estiva, ci abbiamo provato». Era l'8 agosto e i giornalisti vennero dribblati facendo uscire il calciatore da una porta secondaria; Cerci firmò in sede e posò davanti alla scenografia Happy; la notizia che sul sito ufficiale annunciava il suo ingaggio era accompagnata dall'immagine del calciatore che indicava il logo del centenario stampato sul petto, anzi sul cuore. Ora Cerci è solo, distante, dietro la lavagna. Ieri si è allenato in disparte, su un altro campo - il primo del Mary Rosy, lato strada - mentre il preparatore batteva le mani per scadenzare il ritmo e la frequenza degli esercizi e il giardiniere tagliava l'erba passando con il trattorino. Ufficialmente si chiama «riatletizzazione» ma in realtà è distanza siderale. Lui sul primo campo e i compagni più lontani, almeno cento metri, su un altro rettangolo di gioco, radunati dall'allenatore Ventura (molto pensieroso), divisi in quattro gruppi. Poi la separazione è diventata marcata ad ora di pranzo.
LA RIPRESA
Il team manager Salvatore Avallone ha atteso che i granata raggiungessero il pullman sociale diretto a Paestum, sede del ritiro. Assente Pinto: il terzino ha ancora dolore al ginocchio e doveva svolgere terapie ma anche rinnovare la visita medica annuale per l'idoneità sportiva, scaduta a dicembre. E Cerci? Non aggregato, niente rigatoni all'amalfitana, petto di pollo, insalata. È sbucato nel parcheggio mezz'ora dopo: si è infilato in auto ed è andato via. Pullman sociale in direzione Sud e Cerci ha proseguito nella direzione opposta, verso Nord, verso il centro cittadino dove ha preso casa. Fino a quando? «Ci riuniamo alle ore 14 con la dirigenza per decidere la strategia da attuare», aveva anticipato al telefono l'avvocato Gian Michele Gentile. Nel proprio studio ha ricevuto i co-patron Lotito e Mezzaroma per decidere in che modo sanzionare Cerci. Poi gli hanno inviato la pec, mentre la squadra ritornava al Mary Rosy per svolgere la seduta pomeridiana insieme a Jallow, quest'ultimo in permesso mattutino per motivi logistici (aereo atterrato a Roma alle ore 10). In ritiro ci sono anche i giocatori inutilizzabili a Pescara, a causa della squalifica. Ventura dovrà sostituire il difensore Karo, i centrocampisti Di Tacchio e Kiyine. Ieri Heurtaux ha accelerato: il francese dovrebbe essere inserito nel terzetto dei difensori titolari, insieme a Migliorini e Jaroszynski. A destra, sulla fascia, pronto ancora Lombardi, poi Akpa Akpro, Dziczek, probabilmente Maistro, infine un ballottaggio tra Lopez e Cicerelli, in base all'atteggiamento tattico e alle caratteristiche dell'avversario. In attacco e in attesa del mercato, dovrebbero essere riconfermati Djuric e Gondo.
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