Salernitana, Ventura sfida anche
il virus: restano a casa Cerci e Firenze

Sabato 23 Novembre 2019 di Eugenio Marotta

Ventura cambia registro, ma non spartito tattico. Il tecnico prepara pure qualche tachipirina e intanto tiene ancora a casa Alessio Cerci. Il derby con la Juve Stabia arriva dopo la terza sosta del campionato cadetto ed al termine di una settimana a dir poco particolare per la Salernitana. Oggi pomeriggio, l'ippocampo sarà orfano dei propri tifosi nella città delle terme. La torcida granata ha deciso infatti di disertare la trasferta dopo il grottesco tira e molla sulla questione biglietti in cui è accaduto tutto e il contrario di tutto in 24 ore (prima la restrizione del Gos e poi il dietrofront). Nel catino del Romeo Menti, i granata scenderanno in campo con il consueto 3-5-2 camaleontico. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche di alcuni dei suoi interpreti («almeno in 5 sono debilitati da un virus», ha svelato Ventura) ed anche da come si schiereranno in campo le vespe. «Ho ancora qualche dubbio ha detto ieri mattina il tecnico dovuto alle condizioni di salute di alcuni giocatori. Non voglio fare nomi per non avvantaggiare l'avversario, ma almeno 4-5 non sono messi benissimo».

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Cerci, intanto, è rimasto ancora ai box, insieme a Firenze ed agli altri infortunati cronici (Heurtaux e Mantovani). «Firenze e Cerci non sono convocati perché hanno bisogno di lavorare. Karo, invece, sta bene ed anche Jallow e Maistro. Ma pure loro sono reduci da virus». L'impressione è che due dei tre nazionali saranno in campo dall'inizio. Karo agirà sul centro destra della difesa con Migliorini in mezzo e Jaroszynski dalla parte opposta. A centrocampo, invece, si registreranno le maggiori novità. Una su tutte è quella del probabile ritorno di Kiyine nel ruolo di mezzala per far posto a Lopez come quinto di sinistra. «È una possibilità taglia corto l'allenatore della Salernitana Può esserci l'opportunità di schierarlo mezzala: del resto lo abbiamo già fatto una volta. Se giochiamo con il trequartista? A Cremona abbiamo schierato tre centrocampisti ed invece di avere il vertice basso avevamo quello alto. Dipende da come uno sta in campo e in base a chi hai a disposizione cerchi di dare il contributo più importante». Molto dipenderà anche dal modo di stare in campo della Juve Stabia. «Personalmente ero e sono convinto che lo Stabia giocherà con un 4-3-3. Se invece dovessero schierarsi con il 4-2-3-1 cambierà qualcosa per noi e dovremmo piazzarci in maniera diversa. In ogni caso saremo in grado di leggere la situazione».

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Secondo l'ex selezionatore azzurro le vespe hanno raccolto molto meno di quanto avessero meritato in queste prime 12 partite di campionato. «Mi stupisce la posizione in classifica della Juve Stabia: ho visto in squadra alcuni giocatori che mi hanno veramente impressionato. Sono elementi importanti per la categoria, ce ne sono alcuni veramente bravi e importanti in proiezione futura». Una pausa e aggiunge. «I valori tecnici sono molto maggiori di quanto pensassi. Ho incontrato squadre con valori tecnici inferiori rispetto a quelli della Juve Stabia». La Salernitana, però, dovrà giocare da Salernitana. «Inutile dire che mi aspetto una crescita da parte del gruppo - tuona Ventura - Mi auguro che dopo la sosta si faccia un altro passo avanti. Il derby, poi, è sentito: i tifosi si aspettano una prestazione importante, di cuore e partecipazione. Io mi aspetto una prestazione importante sul piano della serenità e della conoscenza, dobbiamo dare risposte che rientrano nella crescita dei giocatori. Molti hanno potenzialità ma stanno scoprendo pian piano la strada per tirarle fuori». Inevitabilmente Ventura commenta anche la decisione della torcida granata di disertare in massa il Menti dopo il caso-biglietti scoppiato in settimana. «La loro scelta non mi ha sorpreso ed in parte la condivido. Credo sia stato fatto un errore prima nella limitazione. Appartengo a quella generazione che considera il calcio come un gioco e si deve avere il piacere di andare allo stadio, ognuno facendo il tifo per la propria squadra». Ventura si congeda con una battuta sul campo ed una sul mercato. «Calciamo troppo poco in porta e i numeri offensivi non sono buoni. Ma dobbiamo avere pazienza: se a marzo non saremo squadra, allora sarà evidente che abbiamo sbagliato qualche cosa. Mercato? Ho già le idee chiare, guai se non le avessi. La società lo sa».
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