Assalto Salernitana: «Con il Trapani
noi come nel derby»

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Eugenio Marotta
Da stasera comincia un nuovo campionato per la Salernitana. Battere il Trapani di Castori all'Arechi per continuare la scalata alle zone altissime della graduatoria, oppure ristagnare ancora nella pancia della classifica con il rischio di finire dietro la... lavagna. Ventura ha vestito i panni del maestro di scuola in questi giorni, usando proprio la lavagna per ammonire il gruppo e analizzare al microscopio tutti i punti deboli della formazione siciliana che naviga nel fondo della graduatoria, al penultimo posto. Il posticipo della quarta di ritorno del campionato cadetto tra Salernitana e Trapani è una sorta di testa-coda, ma Ventura sa bene che le insidie sono sempre dietro l'angolo. Soprattutto in partite del genere. «Sarà una gara difficile perché gli spazi saranno di gran lunga diversi rispetto a quelli avuti al Vigorito contro la capolista Benevento ha dichiarato ieri l'allenatore, tornando a parlare dopo il silenzio stampa di una settimana Se i miei giocatori penseranno di affrontare una squadra destinata a retrocedere aumenteranno le difficoltà. Il problema non è l'avversario, ma chi siamo noi e cosa vogliamo diventare».
LO SCENARIO
Già, i tanto discussi obiettivi. La Salernitana sta diventando grande. In tutti i sensi. Lo ha dimostrato impattando contro la capolista domenica scorsa; è reduce da tre risultati utili di fila e stasera punta al poker di vittorie casalinghe consecutive. Numeri importanti che si stanno riverberando sulla classifica. «Stasera prosegue Ventura ci aspetta una verifica importante e delicata anche. Spero di avere gli stessi riscontri avuti nell'ultimo mese». Una pausa e tra il serio e il faceto prova ad alzare la fatidica asticella: «Obiettivo Playoff? Perché playoff? Mi pare che il secondo posto non sia poi così lontano prova a scherzarci, ma non più di tanto Noi possiamo andare anche direttamente». Il match con il Trapani è il primo di una serie di ostacoli che a breve saranno anche molto ravvicinati. «È solo una delle giornate in cui dover dimostrare e dare continuità al nostro cammino. Ma non sarà certo l'unica. Avevo detto che a Benevento saremo andati per fare la nostra partita e per fare risultato e direi che ci siamo andati molto vicino. Avevo anche detto che ritenevo quella con il Trapani una partita con difficoltà maggiori, diverse, per altri motivi in cui è inutile scendere nei dettagli». Ventura non lo dice apertamente, ma ha messo in guardia i suoi uomini sulla grinta che il collega Castori sta provando a trasmettere ai siciliani. «Spero di vedere negli occhi dei giocatori quello sguardo che c'era dopo il riscaldamento di Benevento. In quel momento ho capito che avremmo fatto risultato contro gli stregoni. Alla fine del riscaldamento di Spezia, invece, avevo visto il contrario, pensando che solo Dio avrebbe potuto salvarci. Non dobbiamo avere ansie da prestazione, ma soltanto grandi ambizioni».
LA STRATEGIA
La partita in terra sannita è stata una sorta di spartiacque. La Salernitana ha acquisito maggiore autostima e consapevolezza dei propri mezzi. Ventura conferma praticamente lo stesso modulo (3-5-2) e lo stesso 11 mandato in campo al Vigorito, con l'unica eccezione di Cicerelli al posto di Kiyine come quinto di sinistra. «Kiyine è un giocatore importante per noi: ha qualità, è partito anche bene per poi avere una leggera flessione che è quasi fisiologica visto che ha sempre giocato. Il problema non è fisico, ma mentale. Anche lui ogni tanto ha bisogno di recuperare. Non ha mai fatto un campionato tutto di seguito». Il trainer granata guarda avanti. «Questo gruppo lavora con la stessa disponibilità con cui siamo partiti. C'è stato qualche cambiamento in rosa ma il Dna non è stato modificato. Dopo la trasferta di Verona avremo 4 partite in cui giocheremo ogni 4 giorni, in un calendario un po' impazzito. Avremo bisogno di tutti e ci sarà spazio per tutti. Incominciamo non dico a ruotare, ma a mettere in preventivo che di partita in partita avremo la possibilità di cambiare uomini. Tutti stanno lavorando: hanno capito che la strada per ritagliarsi uno spazio è questa. Non bisogna soltanto correre ma provare, metabolizzare, capire e mettere in pratica». Infine la chiosa sulla tenuta difensiva e su qualche svarione da correggere quanto prima. «A Benevento abbiamo preso un gol folle. Neanche volendo si può subire una rete del genere».
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