Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Cannavaro e la sfida Benevento:
«Era l'ora per me di tornare a casa»

Giovedì 22 Settembre 2022
Cannavaro e la sfida Benevento: «Era l'ora per me di tornare a casa»

«Per me, dopo sette anni in cui ho lavorato fuori, era arrivato il momento di tornare a casa. Appena mi è arrivata la proposta del Benevento non ci ho pensato un attimo e ho subito deciso di accettare». Fabio Cannavaro si presenta come nuovo allenatore del Benevento e torna da protagonista nel calcio italiano dopo una lunga esperienza in Cina.

«Quello del Benevento - dice - è un progetto in cui credo. Per un allenatore poter lavorare con tranquillità è il massimo e per questo ho accettato subito questa sfida: non è facile, in B quest'anno ci sono tante squadre che vogliono salire come anche noi. Ci prenderemo il tempo che serve».

«L'esperienza che ho fatto all'estero mi ha sicuramente migliorato, ha ampliato il mio bagaglio. In Italia abbiamo avuto grandissimi allenatori in passato, la nostra scuola è importante ma dobbiamo guardare anche a quello che succede altrove. Nella mia carriera anche fuori dall'Italia ho conosciuto allenatori grandissimi con filosofie diverse che hanno cambiato il calcio». Cannavaro racconta quanto le sue esperienze fuori dall'Italia gli siano servite per migliorarsi e diventare più 'internazionale'.

«Quando ero giocatore - dice - ad esempio l'esperienza in Spagna mi ha insegnato tantissimo. L'approccio alla partita, ad esempio, era strano, diverso. Li si usava la musica e al momento di scendere in campo eravamo più concentrati. Bisogna vivere il calcio con allegria come avviene all'estero. È pur sempre un gioco anche se alla fine si trasforma in un lavoro con responsabilità importanti». «La gente - conclude - deve vedere che dai il massimo, che hai voglia di vincere tutto. Quello che trasmetti in campo la gente lo sente. Sta a noi trascinarla e farla venire allo stadio, uno stadio semi vuoto non è bello da vedere e sta a noi riportare i tifosi e farlo riempire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA