Juve Stabia, scoppia la lite
in diretta tra Manniello e Langella

Venerdì 22 Maggio 2020 di Gaetano D'Onofrio
Se nei giorni scorsi era circolata insistente l’indiscrezione di un possibile passaggio di quote dal patron Franco Manniello all’attuale presidente Andrea Langella in casa Juve Stabia, lo scontro duro, forte, tra i due soci, durante una trasmissione in diretta Facebook in serata, sembra ormai delineare l’epilogo di quell’idillio che, lo scorso anno, aveva contribuito alla promozione della squadra di Fabio Caserta in serie B. Manniello, al timone della società da ormai dodici anni è intervenuto attaccando le scelte del socio e dell’amministratore unico D’Elia, oggetto, tra l’altro, della contestazione della curva sud in occasione della sfida al Menti con il Trapani: «Sono molto preoccupato – queste le parole del patron -, solo oggi c’è stato l’incontro con il sindaco per cominciare a programmare la ripresa, la sanificazione del Menti, la squadra si è allenata singolarmente a Casola, ma siamo molto indietro, sia sotto l’aspetto del protocollo e dei controlli sui calciatori, che sotto tanti altri aspetti. I dipendenti sono tutti in cassa integrazione, sembra di essere su "Dilettanti allo sbaraglio". Ma non ci sto più: da domani pretendo che tutti tornino al loro posto, poi vedremo se li vorranno retribuire, sono esterrefatto. Mi sembra di veder gettare alle ortiche gli sforzi di dodici anni, non posso accettare che si rischi di riportare la squadra in serie C. Dovremo disputare dieci gare in un mese e mezzo, e non siamo pronti». In merito alla presunta cessione delle proprie quote, Manniello ha poi ribadito: «Mi era stata fatta un’offerta, poi ribassata di quasi un 35% e, lunedì, ridotta ulteriormente. A questo punto non ci sto, avevo chiesto un doppio amministratore, non mi è stato concesso, avevo fatto una richiesta di accesso agli atti, ancora non ho avuto nulla, ora basta, difenderò gli sforzi di questi anni».

Langella, che aveva spiegato in un comunicato l’accordo con il Comune per la sanificazione dell’impianto di via Cosenza, annunciando il ritorno al Menti della squadra, ha tenuto a ribadire la sua versione dei fatti: «Sono l’ottavo socio in tutti questi anni di Mannielo, e se ha litigato con tutti ci sarebbe da chiedersi di chi sono le colpe – queste parole del presidente -. Lo scorso anno mi ero avvicinato come semplice sponsor, mi ha chiesto una mano e di entrare nella società, anche per evitare penalizzazioni perché l’altro socio non aveva tenuto fede agli impegni presi. Mi ha ceduto lo scettro di presidente ed avevamo scelto insieme l’Amministratore unico. Il doppio amministratore? Non ho voluto bloccare la società in un momento topico. Il ribasso dell’offerta? È dovuto ad una fidejussione persa per colpa di Manniello, e che mi ha costretto ad un ulteriore esborso per le spettanze dei calciatori, ma non capisco questo attacco. Non siamo in ritardo, tanti altri club stanno riprendendo in questi giorni… dove si vuole arrivare? Io posso dimettermi, lasciargli le mie quote, ma sono sereno perché ho sempre fatto tutto per il bene della Juve Stabia. Le scelte le avevamo fatte insieme. Sono un imprenditore che si è fatto da solo, non ci sto ad essere il burattino di nessuno, mi dispiace, ma così non si va avanti». Il clima è caldo, dunque, alla vigilia della ripresa degli allenamenti della squadra, una frattura in diretta che, a questo punto, potrebbe avere un epilogo nelle prossime ore, anche per consentire alla Juve Stabia di concludere al meglio la stagione e mantenere la serie B, punto di partenza per il futuro del club. Questa volta, magari, con un incontro a quattr’occhi tra i due soci… © RIPRODUZIONE RISERVATA