Juve Stabia e Trapani nel mirino
della Procura Federale: la nota del club

Giovedì 28 Novembre 2019
Un fulmine a ciel sereno, all’indomani del successo della Juve Stabia sulla Salernitana. Stando a quanto riportato dal “Giornale di Sicilia” sull’edizione odierna, la Procura Federale, in base alle indagini condotte dal Procuratore Capo, Pecoraro, e dai Procuratori aggiunti Arpini e Melaragni, sarebbe sul punto di deferire il Trapani e la Juve Stabia in merito alla presunta partecipazione di Fabio Petroni, già patron del Pisa Calcio, in qualità di socio di entrambi i club dal 21 giugno al 9 luglio scorso tramite società da lui controllate. Sulla questione è intervenuta la società stabiese con una nota congiunta dei due soci, Manniello e Langella: “La  S. S. Juve Stabia Srl, anche nelle persone dei suoi due unici soci Signori Langella Andrea e Manniello Francesco, in riferimento all'atto notificato dalla Procura Federale ed alle relative notizie di stampa diffuse in queste ore, espone quanto segue. Nelle scorse settimane la Procura Federale ha condotto indagini ascoltando numerosi tesserati. In quella sede, i tesserati convocati hanno già fornito agli organi inquirenti le informazioni richieste e consegnato la relativa documentazione. La società precisa comunque che trattasi di una comunicazione di conclusione indagini e non di un deferimento. Deve anche essere evidenziato che da un rapido esame emergono esclusivamente violazioni di natura formale, quali il ritardo nell'invio di taluni documenti. La società ritiene di aver operato con la massima correttezza e nell'assoluto rispetto sia delle normative civilistiche che sportive, come già documentato ai competenti organismi federali ed all'organo di controllo della Federazione, tanto è vero che è stata regolarmente iscritta senza alcuna contestazione al campionato di serie B della corrente stagione sportiva. La società comunque ha già dato incarico a professionisti di fiducia per tutelarsi in tutte le sedi competenti, i quali professionisti hanno richiesto tutti gli atti dell'indagine”.  © RIPRODUZIONE RISERVATA