Serie B, l'urlo del Benevento:
«Vogliamo tornare a giocare»

Venerdì 1 Maggio 2020 di Luigi Trusio
Stavolta tocca direttamente a loro. I calciatori del Benevento scendono virtualmente in campo chiedendo di tornarci per davvero sul rettangolo verde. E rivolgono un accorato appello alle istituzioni e al governo per ricominciare a giocare. Un messaggio lanciato da capitan Maggio attraverso il suo profilo Instagram e condiviso, poco alla volta, dal resto dei compagni. Primo fra tutti Improta, seguito a ruota da Roby Insigne, Hetemaj e Caldirola, poco più avanti anche da Montipò e Barba. «L'obiettivo - scrivono - è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica e far capire che dobbiamo iniziare a convivere con il virus. Noi vogliamo tornare in campo, siamo professionisti e viviamo per questo. Regalare ai nostri tifosi la gioia di partecipare, emozionarsi per la nostra maglia, che qualcuno vuole toglierci». La voglia è quella di partecipare «attivamente alla riapertura del nostro Paese, come tutti i lavoratori che nei prossimi giorni torneranno nel proprio posto di lavoro, non vogliamo sentirci diversi da chi è chiamato a tornare nelle fabbriche, negli uffici, nelle aziende anche correndo dei rischi. Vogliamo tornare a essere il popolo che emoziona il Paese, vogliamo contribuire al ritorno verso la normalità. Questo siamo chiamati a fare e questo vogliamo fare. Aiutateci anche voi a chiedere al Governo di farci riprendere gli allenamenti e poi tornare a giocare».

In fondo al testo, via con gli hashtag #incampoperlitalia, #vogliadigiocare, #passione e #uncalcioalcovid. Non è un mistero, infatti, che il Benevento sia la squadra italiana che ci sta rimettendo più di tutte le altre: con ogni probabilità, senza l'avvento del Coronavirus, ad oggi il club sannita avrebbe già chiuso la pratica e festeggiato la promozione. La società sarebbe stata già intenta a programmare la stagione ventura in Serie A con notevole anticipo rispetto a tutte le altre, avrebbe collezionato incassi stratosferici nelle ultime, decisive partite di cartello, avrebbe potuto addirittura già far partire una prelazione per la prossima campagna abbonamenti, mentre la squadra avrebbe continuato a disintegrare un record dietro l'altro marchiando a fuoco gli almanacchi. Finora erano rimasti in religioso silenzio, limitandosi a rilasciare interviste e a rispondere a domande chi gli venivano poste, mentre tanti altri, magari rappresentanti di club già retrocessi o con obiettivi falliti, intervenivano sul tema. Ma adesso Maggio e compagni hanno deciso di far sentire la propria voce, confidando che il loro appello possa propagarsi dappertutto e arrivare a smuovere le coscienze di chi dovrà decidere cosa sarà della stagione corrente. Nel loro caso, non si tratta del tentativo di portare acqua al proprio mulino, semplicemente perché non ce ne sarebbe bisogno: se si dovesse arrivare alla conclusione che non è possibile far ripartire i tornei, non esiste alcuna ipotesi al momento che tenga il Benevento fuori dalla prossima Serie A. Tanto più che proprio ieri la federazione francese (su input dell'Eliseo) ha sancito la chiusura della Ligue 1 assegnando il titolo al Paris Saint Germain, mandando in Champions seconda e terza (Marsiglia e Rennes), Lilla, Reims e Nizza in Europa League e facendo retrocedere Amiens e Tolosa. Dalla Ligue 2 promosse Lorient e Lens, rispettivamente prima e seconda con 54 e 53 punti, beffate Ajaccio, Troyes e Clermont rispettivamente a 52, 51 e 50 punti, e questo nonostante il format sia simile a quello della nostra Serie B, prevedendo due promozioni dirette e una terza attraverso i playoff, che invece non verranno disputati. In Francia, dunque, è stato fatto prevalere il merito sportivo, come intimato anche da Fifa e Uefa, nonostante lo scarto esiguo di punti.

Ieri sul tema è tornato a esprimersi anche il presidente di Lega B, Mauro Balata, a Radio Kiss Kiss. Ed è stato molto chiaro. «C'è una regola fondamentale - ha spiegato - nel calcio si vince e si perde sul campo, guai ad abbandonare il merito sportivo. Finché ci sarà la possibilità di portare a termine il campionato, bisognerà provarci: eviteremo contenziosi schizofrenici. La nostra direzione è cercare ogni tipo di soluzione per garantire la regolarità dei campionati e il merito sportivo, nella massima sicurezza possibile. Abbiamo bisogno di aiuti anche di natura economica, affinché le nostre società possano mettere in atto i protocolli». © RIPRODUZIONE RISERVATA