A un anno dalle Universiadi
il Torre è ancora senza copertura

Lunedì 13 Luglio 2020 di Danilo Sorrentino
Esattamente un anno fa terminavano le Universiadi in Campania. Al Marcello Torre di Pagani l'ultima gara la giocò la Nazionale femminile dell'Italia che raggiunse il settimo posto nella rassegna internazionale. Per il restyling dell'impianto sportivo, l'Aru stanziò un milione e 300mila euro, gran parte dei quali destinati alla copertura del settore tribuna. Ad un anno dal termine della competizione, l'opera non è stata ancora realizzata ed è al centro di un acceso dibattito fra le parti in casa. I lavori, finanziati dall’Agenzia regionale per le Universiadi per un importo di circa 900mila euro, non sono mai partiti e rischiano seriamente di rimanere fermi al palo privando l’impianto che ospita le gare interne della Paganese della possibilità di diventare ancora più funzionale. 

La scorsa settimana era in programma un incontro fra l'Aru, la ditta appaltatrice che si è aggiudicata la gara e il Comune di Pagani. E' andato in scena l’ennesimo capitolo di una sorta di braccio di ferro innescato da mesi tra la ditta e l’Aru per un problema di natura tecnica che ha di fatto impedito l’avvio di un’opera attesa da mesi dall’ambiente sportivo cittadino. L’impresa napoletana si è presentata regolarmente al briefing previsto tra le parti al Torre alla presenza anche della commissione prefettizia che regge le sorti amministrative della città e del responsabile del procedimento, l’ingegnere Bonaventura Tramontano. 

Tutta la vicenda ruota attorno ai costi delle famose croci portanti di sostegno alla copertura della tribuna. Il progetto iniziale, che per l’Aru è regolare anche dopo aver rifatto i calcoli, prevede che tali sostegni siano realizzati in cemento mentre per l’impresa andrebbero fatti in acciaio con un conseguente aumento dei costi per il completamento dei lavori. I tecnici della ditta non hanno controfirmato i calcoli prendendo ulteriore tempo per fare altre valutazioni. Un intoppo che non permette al Comune di trasmettere il progetto definitivo al Genio Civile, ente deputato a dare l’ok per l’avvio dei lavori. © RIPRODUZIONE RISERVATA