Avellino a Messina per sfatare
il tabù trasferta

Domenica 14 Novembre 2021
Avellino a Messina per sfatare il tabù trasferta

Festa sugli spalti e battaglia in campo. Almeno per una domenica, forze dell'ordine e steward in servizio al Franco Scoglio di Messina potranno distrarsi a guardare la partita senza preoccuparsi di evitare contatti tra le due tifoserie. Unite da un gemellaggio nato spontaneamente in occasione di un Catania - Avellino (1 a 1) disputato in campo neutro nel 1984 nel vecchio Celeste, quando gli ultrà giallorossi si schierarono dalla parte degli irpini, negli anni i sostenitori delle opposte fazioni si sono sempre rispettati arrivando persino a sostenersi a vicenda quando le rispettive squadre hanno affrontato trasferte in Campania o Sicilia. Nell'ultimo viaggio verso Palermo di quindici giorni fa, ad esempio, allo sbarco a Messina ai ragazzi della Curva Sud furono addirittura regalati circa 200 cannoli da una delegazione di tifosi giallorossi. Rituale, non solo gastronomico, che si ripeterà anche oggi con la festosa accoglienza riservata ai duecentosessantasei temerari in arrivo dalla Campania. A partire dalle 17,30 ed al fischio di inizio affidato al cagliaritano Giuseppe Collu, invece, almeno in campo ci sarà grande battaglia e animosità, come è giusto che sia tra due compagini in lotta per obiettivi diversi: l'Avellino, dall'alto dei suoi 20 punti, è chiamato ad accelerare per restare nella scia del Bari; il Messina, dal basso dei suoi 12 punti, deve assolutamente provare a mettersi almeno cinque squadre alle spalle per salvarsi.

Insomma, il classico match dove non sono ammessi regali anche se l'obbligo della vittoria grava quasi esclusivamente sulle spalle dei biancoverdi. Gli uomini di Piero Braglia, rinfrancati dal successo sul Taranto e dai sei risultati utili consecutivi, hanno giovedì ricevuto la visita del presidente Angelo D'Agostino che ha ribadito loro di non volersi accontentare nemmeno del secondo posto. Ma non solo. Nell'esporre una sua personale tabella di marcia, il patron ha persino chiesto alla squadra di provare ad accorciare il distacco dal Bari (attualmente di 7 punti) prima dello scontro diretto del Partenio Lombardi previsto il 6 dicembre prossimo. Quanto basta per capire che quest'oggi l'Avellino di Braglia non ha alternative alla vittoria contro un avversario annunciato con i cerotti, per una serie di infortuni, e decimato dal Covid. Particolari di cui Braglia diffida anche perché conosce benissimo quelle che saranno le motivazioni dell'avversario affidato da un mese alle cure dell'ex Eziolino Capuano.

Il tecnico di Pescopagano, che conosce benissimo i pregi e i difetti dei biancoverdi per averli seguiti spesso, quest'oggi proverà a soffocare sul nascere la manovra degli irpini con il suo classico 3-5-2 che, soprattutto in fase di non possesso, vedrà quasi tutti gli effettivi schierati dietro la linea della palla con l'obiettivo di ingabbiare i quattro attaccanti ospiti. Abbassando gli esterni Morelli e Sarzi Puttini su Di Gaudio e Micovschi, infatti, Capuano lascerà ai suoi due braccetti, Celic e Mikulic, il compito di andare a raddoppio ma anche di dare sostegno al centrale Carillo, impegnato a neutralizzare Maniero o Plescia che agiranno da terminali offensivi. Di conseguenza chi potrebbe far saltare i piani difensivi di Capuano è Kanoute al quale proverà a dare un'occhiata soltanto il play giallorosso Fofana ma quest'ultimo difficilmente potrà seguire l'ex Palermo nei suoi continui spostamenti sul fronte offensivo. Salvo mutamenti di strategia dell'ultima ora o cambi di risultati fin dalle prime battute, il tema tattico della sfida del Franco Scoglio dovrebbe essere sostanzialmente questo con i biancoverdi votati all'attacco e i peloritani pronti a colpire di rimessa con Catania e Adorante, attaccanti particolarmente sguscianti. Anche per questa ragione, dopo la rifinitura di ieri sera tenuta a Messina, Piero Braglia è apparso orientato a riproporre in difesa la coppia Dossena - Bove davanti a Forte. Una scelta sofferta e coraggiosa che prevede l'esclusione per motivi precauzionali di Silvestri (il palermitano che lamenta una frattura al costato andrà comunque in panchina) e quella di natura tecnica di Sbraga, considerato alternativo a Dossena e soprattutto poco adatto a giocare in coppia con l'ex Alessandria per il suo passo felpato. Per il resto l'undici iniziale ricalcherà quello che è uscito vittorioso dall'ultimo match contro il Taranto con Ciancio e Tito sugli esterni, Aloi e D'Angelo davanti alla difesa, ma anche il trio fantasia, Micovschi, Kanoute e Di Gaudio, alle spalle di un Maniero che smania dalla voglia di continuare a vestire i panni del leader in una squadra che punta al primo posto, ma che in trasferta non vince dal 3 marzo dello scorso anno a Catanzaro.
 

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