Avellino Capuano boccia i sorteggi
«Non mi affido ai bussolotti»

Mercoledì 22 Aprile 2020 di Titti Festa
In serie A non ci sono dubbi: tutte le venti società vogliono ripartire e portare a termine il campionato, come esplicitato nel documento congiunto firmato ieri dopo l'assemblea di Lega. Ma naturalmente sarà possibile solo se il Governo lo permetterà, il tutto in base all'andamento dell'emergenza Covid-19. In Lega Pro invece regna la confusione e le polemiche. La proposte redatte dal Consiglio Direttivo, che saranno analizzate il prossimo 4 maggio, durante l'assemblea, continuano a fare rumore e a non trovare nessuno d'accordo. Persino i club che sono primi in classifica hanno dubbi, per non parlare di quelli che hanno investito milioni di euro e che con il sorteggio per individuare la quarta classificata, rischierebbero di trovarsi clamorosamente fuori dai giochi. Eziolino Capuano, che utilizza metafore mai banali ha le idee chiarissime. Ritengo che sia impossibile ripartire in C. Per le capoliste ha spiegato a Sportitalia - è un dato inconfutabile che hanno strameritato e parlo di Monza, Vicenza e Reggina, dunque meritano eccome la promozione. Riguardo la quarta onestamente il bussolotto lo lascerei alle massaie per giocare all'Enalotto. Non è assolutamente pensabile che presidenti che hanno investito tantissimo possano giocarsi la serie B ai bussolotti. Ma il tecnico dell'Avellino assolve il numero uno della Lega Pro. Capisco benissimo Ghirelli e gli faccio i complimenti per come sta gestendo la situazione. E capisco quanto sia difficilissimo trovare una soluzione. Nemmeno Einstein sarebbe in grado di prendere una decisione in questo momento. Se si devono giocare i playoff devono farlo tutte le squadre, non solo alcune. Ripeto non è facile. Anche Cristiana Capotondi ha il quadro chiaro della situazione: i danni economici sono altissimi, bisogna finire il campionato. Dal punto di vista calcistico non mi sto annoiando spiega la vicepresidente della Lega Pro- in quarantena perché ci sono tantissime partite aperte: la speranza è di finire i campionati, di portare a termine tutte le competizioni nazionali e non. Il calcio è un business da cinque miliardi di euro, fermarsi comporterebbe una perdita secca da oltre 400 milioni di euro. Ma la cautela è d'obbligo. Affrontiamo però un ragionamento diverso a seconda delle serie. Quando ripartiremo, e dobbiamo ripartire, dobbiamo farlo per tutte le persone che hanno perso la vita: usiamo il calcio anche per allentare le misure che ci stringono in questo momento. Le squadre di Serie C fanno tantissime iniziative sul territorio, come il Biglietto Solidale delle nostre squadre calabresi per il Banco Alimentare. Peppino Pavone, direttore sportivo della Cavese, sposa la linea del presidente del Frosinone Maurizio Stirpe. L'unica cosa possibile da fare è ripartire a settembre, come ha detto Stirpe. In serie B ed in Lega Pro è impossibile rispettare le prescrizioni della commissione medica della Figc e senza pubblico gli introiti sono pari a zero. Vanno congelate le classifiche attuali senza nessun tipo di stratagemma e ricominciare quando l'emergenza Covid si sarà placata. Peccato per l'Avellino. Secondo me era una delle squadre più in forma, in ascesa. Però ha Angelo Antonio D'Agostino. Dopo tanti anni tra trovato un presidente serio e ambizioso che farà grandi cose. Il Monza se dovesse passare la linea del Consiglio Direttivo sarebbe in serie B ma il diesse Filippo Antonelli preferirebbe giocare. La speranza è quella di ottenere la promozione sul campo e non a tavolino. Mi auguro si possa tornare a giocare. Nello sport si vince sul campo e non a tavolino. Gigi Pavarese ipotizza un calcio diviso in due. La serie A ripartirà perché gli interessi economici sono troppo alti e non è possibile pensare ad uno stop. Per la Lega Pro invece afferma l'ex diesse biancoverde ci vogliono riforme serie non solo chiacchiere inutili che sento oramai da anni ed anni. Il Governo deve sostenere non solo i club di C ma anche quelli di D attraverso contributi ed una politica ad ampio raggio. Le proposte di promozioni, sorteggi e blocco retrocessioni sono frutto della demenza senile di qualcuno, e la cosa più grave è che vengono anche prese in considerazione. Ad Avellino come a Picerno le opinioni non cambiano. Enzo Mitro, diesse del club lucano boccia l'ipotesi sorteggio. Sono d'accordo sulle tre promozioni, non sul sorteggio. Per me il campionato va concluso, poi si vedrà quelle che saranno le decisioni. Tornare a giocare ora è impossibile. Il direttore Enrico Coscia è netto. Nel governo del calcio ognuno pensa solo ai propri interessi: il pesce grande mangia il più piccolo, nessuno ha una visione di insieme seria».
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