Avellino, l'orgoglio di mister Capuano:
«Parisi l'under migliore della serie C»

Mercoledì 15 Aprile 2020 di Marco Ingino
Il calcio è andato in quarantena dallo scorso 8 marzo ma all'ufficio stampa della società biancoverde continuano ad arrivare richieste quotidiane da tutta Italia per intervistare Eziolino Capuano. Il perché del suo appeal ieri lo ha ribadito dalle pagine umbre del Messaggero: «La gente - ha detto - mi ama perché in qualsiasi piazza sono andato ad allenare sono stato garante del popolo, dei tifosi che vivono per il risultato. Io sono una sorta di Robin Hood del calcio perché non ho mai commesso una nefandezza in carriera, tantomeno fatto qualche compromesso. Sono una persona che non si piega, che vive di principi. Pensate che a Pozzuoli venni esonerato perché pareggiammo contro il Tricase, una partita che volevano farci perdere. Per me il valore dell'uomo conta più di quello dell'allenatore». La conferma di tanto affetto Capuano l'ha avuta la scorsa settimana quando sulla piattaforma di Eleven Sport, l'emittente che detiene i diritti della Lega Pro, è stato votato come miglior allenatore della terza serie pur non essendo stato inserito nella griglia dei primi dieci dagli organizzatori: «Non posso negare che la cosa mi ha fatto molto piacere ha ammesso anche perché la gente mi ha votato da tutta Italia. Sono sincero, questo tripudio mi ha riempito di orgoglio. L'allenatore è come un prete. Deve avere la vocazione e una idea propria in testa. Pensi a Van Gogh, puoi provare ad imitarlo, a copiare, ma i colori non saranno mai uguali e allora meglio avere un tuo stile, l'idea di cui parlavo». In questo periodo di calcio in quarantena, però, di Capuano oltre alle idee interessano le opinioni e i giudizi sulla terza serie. A tal proposito, dopo aver contribuito in maniera determinante alla sua maturazione tattica, l'allenatore biancoverde ha esaltato il suo pupillo Fabiano Parisi indicandolo quale miglior under della serie C: «Quando dico che Parisi è il migliore - ha sottolineato- c'è chi mi accusa di essere di parte. Se il ragazzo è inseguito da mezza serie A, però, non è perché lo dice Capuano. I direttori, infatti, non vanno dietro alle mode ma guardano le partite. La verità è quella che Parisi è un esterno di grande prospettiva, un quinto di centrocampo, del 2000, di grandi qualità. Vedrete che carriera che farà. Io sui giovani poche volte mi sbaglio». Il Monopoli di Scienza, invece, è la squadra che lo ha impressionato di più: «Premesso che Mimmo Toscano, che conosco per essere stato mio calciatore a Nocera, ha vinto con merito - ha detto - mi è piaciuto per larghi tratti il Monopoli di Giuseppe Scienza. Un gradino dietro ci metto la Vibonese di Modica».

Nel contesto dell'interminabile dibattito sull'eventuale ripresa dei campionati, il presidente Francesco Ghirelli ha ieri inteso puntualizzare alcuni concetti: «Innanzitutto - ha specificato in una nota - ci tengo a chiarire che non ho rinviato alcuna assemblea. Con i presidenti avevamo preso un impegno di rivederci intorno il 15-20 del mese di aprile, la scelta della data era collegata alla promulgazione del decreto cura Italia 2, ove dovrebbero essere contenuti i provvedimenti per il calcio. Questo è essenziale per concludere il lavoro della Price sul Piano di Crisi che avremmo dovuto discutere e discuteremo in assemblea con i presidenti dei club. Io ho l'obbligo di lavorare con il governo perché sono in ballo l'oggi e il futuro dei club. Il ministro Spadafora e il suo staff si stanno impegnando seriamente. Pensate che nel giorno di Pasquetta abbiamo lavorato fino alle ore 23». Nel giorno in cui Giovanni Malagò del Coni ha detto di non aver nulla contro Gabriele Gravina, che spinge per far tornare il calcio alla normalità, infine, anche Ghirelli ha tenuto a sottolineare di non aver assunto posizioni in contrasto contro il presidente della Figc: «Ho grande stima e nutro immensa fiducia nel lavoro di Gravina - ha detto. Egli è il presidente di tutta la FIGC e deve tener conto degli interessi del sistema calcio così come io devo sottolineare la specificità dei club della Serie C. Entrambi siamo all'interno di un sistema interconnesso. La crisi del Corinavirus, a noi di Lega Pro, determina maggiore sofferenze rispetto agli altri del calcio professionistico perché siamo nella faglia tra professionismo e dilettanti. Riprendere per noi sarà durissima. In questo hanno ragione i presidenti che lo dicono. Come serie C avremo problemi di corrispondere nella struttura medica, avremo problemi di sopportare i costi, abbiamo più Italie nella nostra Serie C. Per noi al centro c'è la salute e, quindi, la nostra preoccupazione e' che alla ripresa delle attività ci siano farmaci capaci di evitare l'esplosione di focolai». Ultimo aggiornamento: 15:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA