Avellino, D'Agostino: «Non vi pago»
congelati stipenti, tasse e contributi

Lunedì 27 Aprile 2020 di Marco Ingino
Chi ha tempo non aspetti tempo. Il proverbio, anche in questo lungo intervallo calcistico decretato dalla pandemia, è valido soprattutto per le squadre di Lega Pro come l'Avellino che si trovano nel guado, sospese tra l'archiviazione di questa stagione e la preparazione della prossima. Un incrocio pericoloso da affrontare con cautela e programmazione. Conti alla mano, le società stanno provando ad ipotizzare una serie di scenari anche con l'aiuto del presidente Francesco Ghirelli che continua a bussare al Governo per alleggerire le perdite dei club. I danni di questa stagione e della prossima, come più volte ribadito dai presidenti della terza serie, si ripercuoteranno inevitabilmente sul budget del campionato 2020/21. Non a caso il presidente D'Agostino, dopo aver fatto una stima approssimativa dei danni che tra mancati incassi al botteghino (almeno fino a dicembre) e degli sponsor (di questa stagione e della prossima) ammonta ad un milione e mezzo di euro, si è immediatamente rifugiato in corner congelando i pagamenti più consistenti che erano in agenda. Nel libro dei sospesi, parimenti alle tasse e agli F24, sono così finite le rate al Tribunale per l'acquisto del club dalla Sidigas dell'Idc, ma anche la liquidazione agli ex soci Izzo, Circelli e company. Da qui la frenata pure sulle decisioni da prendere per l'Avellino del futuro che D'Agostino si è impegnato comunque ad assumere entro una decina di giorni. Il tempo di capire se al milione e mezzo segnato in rosso potrà sottrarre qualche entrata in modo da indicare un budget chiaro a chi avrà il compito di costruire la squadra del futuro. Salvo colpi di scena, comunque, il quartetto operativo sarà composto dall'allenatore Eziolino Capuano, forte di un contratto biennale ma soprattutto del consenso popolare, da Salvatore Di Somma come ds, dall'amministratore unico della Idc Giovanni D'Agostino, in cabina di regia, e da Ennio Pericolo in quello di direttore generale che avrà compiti di raccordo e contabilità. Quattro incarichi ben definiti, al di là del comunicato di rito di sabato scorso, che saranno affidati ufficialmente solo dopo il 5 maggio quando il Consiglio Federale decreterà, almeno questa è l'indicazione, la serrata anticipata della stagione in corso.
RITORNO A GENOVA
A meno di cento giorni dall'operazione ai legamenti, Marco Silvestri ha lasciato Roma per tornare nella sua casa di Genova. Il ventenne centrocampista ligure, che ha trascorso gli ultimi cinquanta giorni nella Capitale a Villa Stuart, ha superato il controllo del professor Mariani che lo ha operato. L'esperto chirurgo ha fatto scattare il semaforo verde a Silvestri per la seconda fase riabilitativa. Come già detto in passato, dovesse riprendere la stagione, il numero 29 potrebbe addirittura essere disponibile per il mese di giugno. Il suo crono programma di recupero, sebbene si sia infortunato un mese dopo Gabriele Charpentier, è avanti di una quindicina di giorni rispetto a quello del francese.
GHIRELLI SCRIVE A SIBILIA
Al fine di smorzare le polemiche dei giorni scorsi e neutralizzare sul nascere l'insorgere di una serie di squadre della serie D, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha ieri inviato una lettera a Cosimo Sibilia per spiegare quanto accaduto rispetto all'indiscrezione di bloccare le promozioni dai dilettanti: Caro Cosimo- ha esordito Ghirelli in un testo dal tono confidenziale - ho lasciato passare qualche giorno dalla fase polemica scatenata da una lettera data alla stampa, da uno scienziato che (faccio volutamente l'ingenuo) non so perché lo abbia fatto. La decisione sulla interruzione del campionato e sui collegati spetta al Consiglio Federale. Noi della Lega Pro stiamo facendo lo stesso percorso che ritengo tu stesso stia facendo in LND di consultare spesso i presidenti. Un percorso democratico in cui tutte le soluzioni debbono arrivare al dibattito ed io devo accompagnare questa discussione. Caro Cosimo, ti assicuro che l'ultima cosa che mi passa per la testa è quella di togliere le promozioni alla Serie D. Da qui il suo appello a riunire le forze in vista del Consiglio Federale per far sì che Lega Pro e serie D possano far fronte comune nel progettare una vera e propria riforma: Insieme- ha concluso- siamo l'impianto sociale del calcio italiano. Per questo sarebbe veramente assurdo che ci facessimo azioni contro. Se non stiamo insieme, i nostri mondi che sono contigui rischiano di sfasciarsi. Noi saremo, siamo obbligati a stare insieme. E' venuto il tempo che ci sediamo, permanentemente insieme, per affrontare le problematiche che sono urgentissime e definiranno le sorti dei nostri rispettivi campionati. Caro Cosimo, lasciamo alle spalle la stagione dei chiacchieroni e passiamo, insieme, alla stagione delle riforme, possiamo darci una mano reciprocamente e potremmo trasformarci in un'alleanza utile e forte per il calcio italiano.
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