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Avellino, D'Agostino pronto al repulisti
avvertiti i giocatori biancoverdi

Sabato 30 Aprile 2022 di Marco Ingino
Avellino, D'Agostino pronto al repulisti avvertiti i giocatori biancoverdi

Rabbia e amarezza per il deludente campionato appena concluso sono ancora visibili sul suo volto, ma soprattutto nelle sue parole. Da sempre pacato e ponderato nell'esprimere i suoi pensieri, il presidente Angelo D'Agostino stavolta è stato netto e drastico nel paventare addirittura una rivoluzione tecnica senza risparmiare tecnico e calciatori: Nei giorni scorsi- ha detto- ho parlato in maniera diretta ai ragazzi. Sono sempre stato una persona ponderata ma so anche essere molto duro. Con i calciatori sono stato categorico anche perché Foggia è stata una delusione cocente al pari di un po' tutto il campionato. Voglio che i playoff vengano giocati in maniera diversa da quanto fatto finora. Con i giocatori sono stato molto duro provando pure a capire quale fosse il problema. Per adesso hanno fatto mea culpa ma è chiaro che non posso più accontentarmi delle parole. Da qui l'invito a riscattarsi nell'imminente post season: Ho chiesto un sacrificio importante - ha asserito il patron - altrimenti, e lo dico pubblicamente, l'anno prossimo non farò con loro questo campionato. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Se non vedrò ai playoff risultati convincenti prenderò decisioni drastiche. Di natura, comunque, sono e resto fiducioso. Credo che abbiamo buone possibilità di giocarcela. In fondo siamo l'Avellino e non dobbiamo avere paura di nessuno. Dovesse fallire per il terzo anno consecutivo la scalata alla B attraverso i playoff, D'Agostino si è detto pronto pure a portare avanti in Lega Pro la proposta di rivedere il format: Mercoledì inizia un mini campionato - ha concluso- ma ritengo che sia un torneo da rivedere, un po' troppo lungo per un posto solo in palio. Magari possono giocarselo chi arriva tra il secondo ed il quinto posto. Ma questo è un discorso che per adesso preferisco non affrontare. I ragazzi devo restare concentrati e provare ad avere ottimi risultati anche perché, come società, non ci siamo affatto risparmiati quando si è trattato di investire risorse.

Fin qui lo sfogo del presidente che, dovesse malauguratamente registrare un flop nei playoff e avviare la minacciata rivoluzione, sarebbe chiamato ad un ulteriore sacrificio economico per smantellare una rosa in cui sono davvero pochi quelli che non hanno il vincolo contrattuale prolungato di almeno un altro anno. Tra i pochi senza un futuro certo in biancoverde dal prossimo primo luglio c'è Alberto De Francesco che, ironia della sorte, è in questo momento l'unico centrocampista a cui Carmine Gautieri non può fare a meno per la sfida di mercoledì. Con Salvatore Aloi appiedato per due turni e Antonio Matera fermato per un match, infatti, davanti alla difesa non c'è alternativa all'ex reggino. Da domenica scorsa, quando poco prima del match dello Zaccheria avvertì i primi sintomi influenzali, tuttavia, De Francesco non è ancora riuscito a rimettere piede fuori dalla sua abitazione. Malgrado il tampone (ripetuto più volte) abbia sempre dato esito negativo, il numero 10 manifesta tuttora dei decimi di febbre che inducono lo staff ad agire con prudenza. Chiaramente il fatto che (al pari di Chiti), a cinque giorni dall'esordio e con sei di influenza già alle spalle, non sia ancora arruolabile genera un naturale stato di ansia in Carmine Gautieri. Come se non bastasse, in un triangolo mediano tutto da ricostruire, dove l'unico vero arruolabile appare Giuseppe Carriero, pure Oliver Kragl sta da una decina di giorni convivendo con il suo torcicollo. Alla conta dei centrocampisti disponibili resta Alessandro Mastalli ma l'ex Juve Stabia ha sempre dimostrato di essere poco adatto a giocare davanti alla difesa nel ruolo di play.
 

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