Avellino, volano gli stracci: Izzo
accusa Circelli che accusa Autolino

Mercoledì 29 Gennaio 2020 di Titti Festa
Tracce di tregua non ce ne sono. Non in casa Us Avellino 1912. La tempesta rimane eccome e non c'è segno di calma, anzi. Dopo le accuse durissime di Nicola Circelli e la replica di Nello Martone durante la trasmissione Contatto Sport, frutto di uno spettacolo da circo più che da società di calcio professionistica, il clima resta caldissimo e una nuova esplosione è dietro l'angolo. Cosa succederà e che futuro avrà l'Us Avellino è la domanda che si pongono tutti. La scadenza è chiarissima: il prossimo 7 febbraio scade il termine fissato dalla Covisoc per la presentazione delle garanzie richieste al club biancoverde per il campionato in corso. La cifra è di 3 milioni e 700 mila euro, che corrisponde al parametro dei costi medi, (come previsto dal Regolamento introdotto dal Comunicato Ufficiale N 112/A del 7 novembre 2019) che dovranno garantire tutti i soci attraverso la presentazione di una serie di documentazioni. Parametro che non tiene conto dei ricavi medi e che è stato comunicato alla società irpina solo lo scorso 15 gennaio. Qui le versioni sono discordanti. Secondo il gruppo vicino a Izzo né Nicola Circelli, né Ciriaco Cusano, amministratore della Innovation Football, avrebbero presentato le referenze bancarie richieste dalla Covisoc. Notizia questa smentita dal vice presidente che sostiene di aver, già da tempo, risposto a tutte le richieste dell'organo di controllo. L'altro rumors, che arriva appunto da persone vicino a Circelli, sostiene che invece sarebbe Sabatino Autolino ad avere problemi. Al socio, vicino a Izzo, sarebbero state chieste altre integrazioni bancarie perché quelle fornite farebbero riferimento ad una attività che esiste solo da nove mesi. Il rischio quale è? Se entro la data del 7 settembre non si integrano tutti i documenti richiesti è davvero serio. Anzi pericolosissimo. La cessione societaria sarebbe invalidata e, a fine stagione, tornerebbe tutto nelle mani della Sidigas.
Se Nicola Circelli si è esposto, anche troppo, accusando Martone e soprattutto Izzo di non aver mantenuto una serie di promesse e impegni economici, il presidente sceglie la linea del silenzio. Niente interviste, parole, a microfoni spenti, dosate con molta attenzione e la volontà di fare i fatti. L'imprenditore di Montesarchio potrebbe anche garantire per i soci zoppicanti alla Covisoc, ma questo non risolverebbe i problemi visto che la società resterebbe composta sempre dagli stessi uomini. Ed allora quale è la strategia? Probabilmente quella di aspettare le mosse dell'avversario, per poi portarlo dove Izzo vuole, ovvero a prendersi la maggioranza delle quote, per poi gestire l'Us Avellino in modo totalmente diverso. Nella giornata di ieri il presidente ha fatto un giro in città, tra l'altro aveva anche appuntamenti con imprenditori amici, ed in qualche bar si è confrontato anche con alcuni tifosi che ha incontrato. Il succo della discussione è che Izzo ha le idee chiare, sa come risolvere il problema e si rende conto del valore che ha il club biancoverde, non economico ma affettivo e di identità, ma è anche consapevole del malumore dei supporter, della loro stanchezza e delle loro paure, per cui possibili contestazioni sarebbero più che comprese e accettate. Tra l'altro a Izzo non sarebbe piaciuto lo sfogo di Martone visto che il suo stile è quello di non rispondere alle accuse ma di fare i fatti.
Il 31 gennaio prossimo poi ci sono 143mila euro da versare all'amministratore giudiziario della Sidigas, Francesco Baldassare. Ebbene ci potrebbe essere anche la richiesta di una proroga per rivedere la due diligence ed in attesa di chiarire la situazione tra Izzo e Circelli. Per ora però all'amministratore delegato della Sidigas non è arrivato nulla di ufficiale, ma Scalella sarebbe pronto a venire incontro all'Avellino, a meno che non si tratti di un tempo troppo lungo. Senza dimenticare che in quella data finisce anche il calciomercato e che per ora dell'attaccante non c'è assolutamente traccia. Per non parlare del pagamento degli stipendi previsti per il 16 febbraio, altrimenti si becca una penalizzazione da un punto a quattro. Chi pagherà? Difficile stabilirlo in questo momento di assoluto caos.
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