Avellino, Di Paolantonio si allena male
per il contratto: niente play off

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Titti Festa
Ricominciare. Ritrovandosi ad affrontare gli stessi avversari di quella domenica surreale di marzo, quando il Covid diventò da minaccia a realtà capace di paralizzare un intero paese. A 113 giorni dall'ultima volta in campo l'Avellino torna a giocare una partita ufficiale contro la Ternana (fischio di inizio ore 20,30), in un Libero Liberati che da sempre porta fortuna. Non è più campionato, come allora, ma sono playoff. E se è vero che è importante vincere e non partecipare, questa volta per i biancoverdi è vitale. Il regolamento prevede che la squadra meglio piazzata, in questo caso le fere che hanno chiuso la stagione al quinto posto, ha due risultati su tre a disposizione. Niente rigori dunque né supplementari al termine dei novanta minuti. Dovremo andare oltre ogni sforzo umano, al di là di ogni ostacolo perché noi siamo l'Avellino e non una vittima sacrificale: Eziolino Capuano lo ha ripetuto fino alla noia nei giorni che hanno preceduto questo match, in un spogliatoio in subbuglio per la proroga dei contratti dove la tensione non è mancata fino alla partenza del pullman, alle 15 di ieri. Il grande assente sarà Luca Dini, operato al tendine d'Achille e ritornato a Parma. A difendere i pali e l'onore ci dovrà pensare Tonti, quello che insieme a Di Paolantonio e Alfageme ha fatto più resistenze e richieste, mentre in panchina ci va il giovanissimo Pellecchia. Il modulo di partenza, anche se gli allenamenti sono sempre stati a porte chiuse, dovrebbe essere il Capuanesco 3-5-2. Morero parte dalla panchina: davanti a Tonti ci saranno Illanes, Laezza e Bertolo. L'altro grande escluso eccellente sarà Di Paolantonio, sempre meno sorridente e smanioso di andare via, che in settimana si è allenato poco per un problema muscolare. Sulla mediana dunque spazio a De Marco, l'irpino doc Garofalo e Izzillo che resta l'uomo determinante perché capace di trasformare, posizionandosi dietro le punte, il 3-5-2 in un più offensivo 3-4-1-2. Sugli esterni Celjak e Parisi rappresentano una garanzia, così come in attacco è difficile che il tecnico non punti su Micovschi e Albadoro. Questo il modulo di partenza che però è destinato a cambiare nel corso della gara a seconda del risultato visto che con l'ingresso di Ferretti, Capuano puo' passare al 3-4-3, così come può tramutare il 3-5-2 in un più difensivo 5-3-2 o puntare sulla fisicità di Pozzebon, in un più equilibrato 4-4-2. Tante le variabili e tante le incognite considerando che la pausa è stata lunghissima, il caldo è tanto, la condizione fisica non sarà al massimo ed i ritmi bassi, anche se la Ternana è alla terza gara considerando l'amichevole con la Lazio e la finale contro la Juve B. Non dovremo avere fretta, non essere garibaldini, ma intelligenti, organizzati e compatti. Difficile però che vedere l'Avellino aggressivo pre Covid. Capuano lo sa come sa che la missione è proibitiva, ma provarci è obbligatorio, facendo leva sulle motivazioni e la testa dei calciatori, anche perché la prossima gara sarebbe quella di domenica a Potenza, sua ex squadra. Intanto allo stadio ieri non c'erano tifosi alla partenza del pullman ed anche in città l'adrenalina da playoff non si è certo sentita. Le bandiere appese ai balconi sono ancora quelle messe durante il lockdown, ovvero le tricolori in segno di unità nazionale, mentre quelle biancoverdi sono davvero poche. Sarà per la pausa lunga per il Covid-19, sarà perché la stagione è stata difficile e turbolenta considerati i due cambi societari, ma di certo l'entusiasmo non c'è. La missione resta impossibile e i pensieri, le aspettative proiettate tutte alla prossima stagione, anche se conoscendo i tifosi biancoverdi non è da escludere che in caso di vittoria, la situazione cambierebbe lasciando spazio ad euforia e speranze, sale di un calcio che la pandemia ha stravolto, ma che in fondo si nutre sempre degli stessi ingredienti. Il Libero Liberati suscita ricordi ed emozioni sempre positive: dalla vittoria ( la prima di Capuano in trasferta) dello scorso 23 ottobre firmata Charpentier, a quella del 18 maggio del 2018 quando Ardemagni e Castaldo misero in cassaforte la serie B, poi persa per una maledetta fideiussione. In entrambe le occasioni la Sud fu uno spettacolo di colori e suoni: quelli che mancheranno stasera considerate le porte chiuse e gli spalti vuoti per l'emergenza sanitaria. Noi non eravamo d'accordo rispetto alla ripresa sottolinea Franco Iannuzzi e abbiamo più volte espresso la nostra opinione, aderendo alla protesta degli ultras d'Italia. La società però ha deciso di partecipare ai play off, decisione giusta e doverosa, e dunque speriamo che le cose vadano bene.
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